Domenica mattina Marco Simoncelli si è presentato alle porte del Paradiso, troppo presto, troppo in fretta.
“Prego, entra, per di qua“, gli avrà intimato il custode San Pietro; avrà certamente fatto la conoscenza di San Colombano, il santo protettore dei motociclisti, che questa volta non ha potuto far niente in quel maledetto circuito di Sepang.
Scorgendolo all’orizzonte, il Sic avrà ovviamente avuto modo di reincontrare Shoya Tomizawa, il povero motociclista giapponese di 20 anni deceduto lo scorso anno a Misano, in una circostanza identica alla sua. Tomizawa, da quel maledetto settembre, avrà a sua volta potuto ritrovare nel cielo tre suoi sfortunati connazionali: Noriyasu Numata (il motociclista della Suzuki deceduto nel 2007), Daijiro Kato, il fuoriclasse della Motogp, campione del mondo 250 nel 2001 (deceduto a Suzuka nel 2003), e Yasutomo Nagai, pilota della Superbike scivolato su una macchia d’olio nel 1995. Morire per una macchia d’olio: sono anche queste le moto…
Poco più in là, staranno discutendo del più e del meno Fabrizio Meoni (perito nel 2005 durante la Parigi-Dakar) ed Otello Buscherini (morto in pista nel 1976 al Mugello durante la 250), e staranno bevendo un buon drink Jarno Saarinen e Renzo Pasolini (scontratisi entrambi nel GP della 250 di Monza ’73). Seduto a un tavolino di un bar, starà fumando un buon sigaro il cesenate Dario Ambrosini (campione del mondo della 250, che morì nel 1951 nelle prove del GP di Francia), accompagnato da un buon rum di Caracas regalatogli da Ivan Palazzese, pilota venezuelano investito nel GP di Hockenheim del 1989 dal francese Bonhuil.
Nel nuvoloso regno del Paradiso, starà aspettando in silenzio di abbracciare il Sic, invece, Angelo Bergamonti, deceduto nel 1971 nel famosissimo GP della Termolada Adriatica, praticamente a casa sua.
Sarebbe bello immaginarseli così, tranquilli in un luogo di pace.
Sarebbe bello se anche le decine di vittime della Formula Uno potessero essere oggi stare felici, senza il dolore della loro morte. Un giorno ricorderemo anche Senna, Alboreto, Mclaren e gli altri, ma oggi non è ancora tempo…
Domenica si è riaperta una ferita mai chiusa, con la morte di un ragazzo di 24 anni avvenuta in mondovisione. Uno spettacolo che si ripete, un dramma che riesce sempre a sconvolgere. E allora immaginiamoli così, spensierati, in un’altra vita…
Ciao Sic, abbracciaci tutti…