Il 2012 sarà sul fronte sportivo un anno imperdibile, con 2 eventi a catalizzare l’attenzione: gli Europei di calcio in Polonia e Ucraina e i Giochi Olimpici di Londra. Se è grande l’attesa per due manifestazioni in programma solo ogni 4 anni, inizia già a crescere l’interesse anche per quello che potranno offrire appuntamenti che si ripropongono di anno in anno, ma sempre capaci di richiamare ed entusiasmare le folle di appassionati. Con un occhio di riguardo, da parte nostra, per i Campionati del Mondo di Formula 1, Rally e MotoGP (del quale potrete leggere nei prossimi giorni).
RALLY – Giusto il tempo di dare il benvenuto all’anno nuovo, che le vetture del Mondiale Rally riaccendono i motori. Il 17 gennaio andrà infatti in scena la gara inaugurale della stagione. E non poteva trovare scenario più suggestivo delle mitiche strade del Principato. Dopo un anno di assenza dal calendario mondiale, il Rally di Montecarlo torna, e lo fa da grande protagonista con un programma di gara inusuale, articolato in 6 giorni di prove per 20 prove speciali.
Se il Rally del Monte ritorna, tra i 13 appuntamenti 2012 troviamo anche un gradito esordio: il Rally d’Italia si trasferisce infatti dagli sterrati sardi all’asfalto della Targa Florio, in Sicilia. Un’occasione importante per il rally nostrano, da non sprecare, soprattutto dopo che il Bel Paese ha rischiato di uscire dal calendario iridato per la forte resistenza di organizzatori e protagonisti a tornare in Sardegna.
Scontato individuare il pilota da battere nell’otto volte iridato Sebastien Loeb, che sarà scortato nella sua caccia al titolo dal pilota che negli ultimi 3 anni l’ha costretto in 2 occasioni a giocarsi il titolo all’ultima tappa: Mikko Hirvonen ha infatti lasciato l’Ovale Blu per passare in Citroen, condannandosi, a mio modo di vedere, a rimandare di almeno un biennio qualsiasi sogno iridato. Al suo posto Wilson ha piazzato il norvegese Petter Solberg, che dopo anni da privato con Citroen, ritrova una vettura ufficiale per puntare al bis mondiale. Fino ad oggi, è l’unico del lotto a poter dire di aver tenuto dietro Super Seb.
FORMULA 1 – Il 18 marzo a Melbourne si saprà se il campionato sarà di nuovo una questione privata tra Vettel e la Storia, o se qualcuno degli altri team potrà giocarsela fino in fondo. In verità, già i test invernali pre campionato saranno l’occasione per cercare di individuare quali saranno i valori in campo. Si inizia il 7 febbraio a Jerez e per allora i team avranno già svelato le monoposto con cui intenderanno lanciare l’assalto alla roccaforte Red Bull. Pronti, ovviamente, a rivoltarle come calzini dopo i primi verdetti della pista.
FERRARI – Che l’operazione sia un po’ più complessa di quanto la similitudine potrebbe lasciar intendere, lo si è visto anche solo 10 mesi fa quando a Maranello non seppero raddrizzare una situazione allarmante trascinandosi per 19 gare senza venirne a capo. Persi test e pneumatici personalizzati, gli uomini in rosso hanno mostrato un preoccupante ritardo di preparazione e adattamento ai nuovi regolamenti. Errori che nel 2012 non dovrebbero più ripetersi, come il presidente ha richiesto e come le rivoluzioni d’organico (queste sì di facile messa in opera) e la metà stagione 2011 sacrificata alla causa 2012 impongono. Una mano potrebbero darla anche alcuni aspetti tecnici e regolamentari che, sulla carta, dovrebbero livellare un po’ i valori in campo.
REGOLE - La novità principale sarà la scomparsa degli scarichi soffiati al posteriore. In partica ai team non sarà più concesso convogliare i gas caldi di scarico attraverso il diffusore per generare carico aerodinamico al posteriore (ma, si vocifera, spostare il carico in questione sull’asse anteriore non sarebbe così complicato). Sulla carta, per ora, la Red Bull deve dire addio all’arma che l’ha resa superlativa nell’ultimo anno. In attesa che Newey sforni qualche altra soluzione. Sul fronte gomme, dopo il positivo esordio, la Pirelli conferma la linea spettacolo e porterà pneumatici più performanti con una maggior impronta al suolo e mescole più morbide con minor gap prestazionale. Confermati DRS, che anzi potrebbe essere sfruttato maggiormente, e Kers (non potenziato), restano i dubbi sul fronte disciplinare, dopo l’ulteriore stretta imposta ai piloti in fase di sorpasso che ha lasciato parecchio perplessi. Consentire una sola deviazione dalla traiettoria iniziale, riducendo di fatto ai minimi termini per chi sta davanti le possibilità di effettuare manovre difensive, è ridicolo e controproducente. A perderci sarà lo spettacolo e la credibilità della F1 (quante sanzioni saranno comminate e quanti piloti invece la scamperanno?).
FOTA – Credibilità per la quale i protagonisti già stanno raschiando il fondo del barile, dopo che la FOTA ha di fatto cessato di esistere con l’uscita di Red Bull, Ferrari e Sauber. Quell’unità di intenti che avrebbe dovuto portare i team fino ad allestire un campionato alternativo pur di non cedere ancora una volta alla gestione “poco democratica” del circus (nella distribuzione degli introiti in primis) da parte di Ecclestone, si è arenata paradossalmente proprio per l’incapacità delle squadre di rispettare l’accordo sulla limitazione delle risorse, vale a dire sul contenimento dei costi. E il padre padrone Bernie sta solo aspettando di porgere la penna al primo figliolo (prodigo) che ha deciso di tornare a casa.
KIMI – Parlando di ritorni, come non menzionare Kimi Raikkonen. Il finlandese, uno dei talenti più cristallini del circus, è tonato sui suoi passi dopo 2 stagioni senza gioie nei rally. La Lotus, della quale potrebbe dovrebbe essere divenuto azionista, non esce dal 2011 con una macchina in grado di competere nelle prime posizioni e dovrà faticare almeno un po’ più degli latri prima di poter ottenere dai due piloti indicazioni utili allo sviluppo, considerando che nessuno dei due conosce l’attuale F1 (Grosjean ha infatti scalzato Petrov). Cosa riuscirà a fare Kimi? Sarà il pilota svogliato che a fine 2009 ha salutato tutti per andarsi a divertire sugli sterrati, o vedremo di nuovo lo schiacciasassi ammirato in McLaren? Per ora l’unico dato certo è che con lui salgono a 6 gli iridati presenti in griglia, per un totale di 14 titoli mondiali.
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