BERGAMO - È proprio vero: il tempo è galantuomo. Due anni fa Antonio Conte veniva esonerato dall’Atalanta perché poco gradito dal capitano bergamasco Cristiano Doni. Oggi Doni è agli arresti domiciliari e Conte, vincendo con la Juve a Bergamo, ha conquistato il titolo di campione d’inverno. Una vittoria conquistata d’autorità, con tantissime occasioni create, anche se con qualche protesta bergamasca per una trattenuta su Denis. La Juve chiude quindi il girone d’andata con un percorso netto: 11 vittorie, 8 pareggi, 0 sconfitte. I bianconeri non erano in testa al giro di boa dal 2005/06, ed alla fine fu scudetto: proprio come negli ultimi sette campionati ed in quasi il 70% dei tornei a girone unico. Di certo un buon auspicio per la banda Conte.
MATRI C’È – Nel ballottagigo tra Matri e Borriello, Conte sceglie l’ex cagliaritano al centro dell’attacco mandando il neo acquisto in panchina. Spazio anche per De Ceglie a sinistra, con Chiellini che torna al centro: col senno di poi mossa azzeccata, visto che alla fine i due difensori saranno tra i migliori. Sul versante atalantino nessuna sorpresa, con il previsto rientro di Moralez in appoggio a Denis in avanti e l’esclusione di Masiello, poco sereno dopo le vicende legate al calcio-scommesse.
PARTENZA SPRINT – La Juve parte molto forte, e già nei primi 15 minuti sfiora ripetutamente il gol. Matri e Pepe calciano fuori da buona posizione, poi Consigli compie due miracoli prima su Barzagli (palla deviata sul palo) e poi su Vucinic. Quando al 12′ De Ceglie manda a lato una sforbiciata da centro area Colantuono capisce l’antifona, mette da parte i sogni di gloria ed indietreggia Schelotto sulla mediana per infoltire il centrocampo. La mossa riesce ed i bergamaschi, pur senza rendersi pericolosi, riescono reggere meglio la pressione bianconera.
POSSESSO PALLA – La palla è sempre tra i piedi degli juventini (65% di possesso palla a fine primo tempo), ma per 20′ il possesso non si traduce in occasioni. L’Atalanta prova anche a pungere, con Bonaventura che manda tra le mani di Buffon una buona sponda di Denis, ma è poca roba. Il tempo di rifiatare e la Juve riparte all’attacco nel finale di tempo: De Ceglie, Pepe e Matri continuano a provare, ma trovano sempre sulla propria strada un super-Consigli; anche Vidal si unisce al tiro al bersaglio, ma la sua botta da 25 metri termina la sua corsa sulla traversa. Quasi allo scadere della prima metà l’Atalanta costruisce la sua prima vera zione pericolosa sull’asse Schelotto-Moralez-Denis, col tiro al volo del Tanque che termina a lato.
FUORI MARCHISIO – La Juve si ripresenta in campo con una sorpresa: fuori Marchisio, non al meglio, dentro Giaccherini. Bianconeri ultra-offensivi, con Matri, Vucinic, Pepe e Giaccherini. La musica resta la stessa: Juve in avanti, e dopo 2′ Matri di sinistro mette fuori su cross di De Ceglie. La porta bergamasca sembra stregata, ma arriva la giocata del campione a rompere gli equilibri: Pirlo pennella splendidamente al limite dell’area piccola per Lichtsteiner, colpo di testa dello svizzero e Juve in vantaggio. I bianconeri non si fermano, e Matri e Vucinic sfiorano il raddoppio. L’Atalanta evidentemente patisce l’impotenza offensiva, ed i nervi saltano: Pepe si fa male su una brutta entrata di Peluso ed esce in barella, poco dopo marilungo entra duro su Pirlo beccandosi il giallo.
PROTESTE ATALANTINE – Conte infoltisce il centrocampo mettendo dentro Marrone per Pepe, ed anche questa mossa gli darà soddisfazioni. A 15′ dalla fine scambio di trattenute in area tra Chiellini e Denis, l’Atalanta protesta: episodio dubbio. La Juve capisce che non è il caso di prendere parte ad un finale arroventato, e decide di chiuderla: prima un bel triangolo Marrone-Matri-Marrone porta il centrocampista al tiro, ma Consigli ancora una volta respinge. Un minuto dopo lo stesso Marrone dimostra di avere imparato bene la lezione del maestro Pirlo: splendido taglio di esterno per Giaccherini, botta al volo alle spalle di Consigli, 0-2 e partita chiusa. Da lì in poi è piccolo cabotaggio fino al 90°, con la Juve che approda nel porto sicuro del primo posto solitario.
VITTORIA DA GRANDE – Al di là dei dubbi sull’episodio di Denis, la Juve ha certamente meritato la vittoria, giocando con un piglio da grande squadra che va in provincia ad imporre la propria forza. Bergamo non è un campo facile: l’Inter ed il Napoli ci hanno pareggiato soffrendo molto, il Milan ci ha vinto a fatica; riuscire a vincere creando almeno 10 palle gol importanti è un segnale forte al campionato, e l’ottima condizione atletica bianconera dimostra come a Dubai la Juve abbia lavorato bene. Metà del lavoro è stata fatta, manca l’altra metà. La più difficile.
ATALANTA-JUVENTUS 0-2
ATALANTA (4-4-2) Consigli, Raimondi, Ferri, Manfredini, Peluso, Schelotto (76′ Ferreira Pinto), Cigarini, Padoin, Bonaventura (62′ Marilungo), Moralez, Denis. All. Colantuono
JUVENTUS (4-3-3) Buffon, Lichtsteiner, Chiellini, Barzagli, De Ceglie, Vidal, Marchisio (46′ Giaccherini), Pirlo, Pepe (68′ Marrone), Vucinic (85′ Bonucci), Matri. All. Conte
Marcatori: 54′ Lichtsteiner, 82′ Giaccherini
Note: ammoniti Raimondi (A), Marilungo (A), Lichtsteiner (J)
Arbitro Celi di Campobasso, assistenti Grilli e Rosi
Bravo.
Però, oddio, fa brutto pensare che se stai antipatico a qualcuno quel qualcuno poi finisce in galera…
Diciamo che Conte ha avuto poco tempo per lavorare a Bergamo e Doni si è rovinato da solo. Anche se era non voluto da parte tua, Nessun legame, ovviamente nemmeno ‘ideale’, tra le due cose
ciao!!
Ma ci mancherebbe
Dubito che Conte abbia festeggiato per l’arresto di Doni. E ci tengo a precisare che il senso della mia frase è: due anni fa Doni era l’idolo di una città e Conte un allenatore che cercava di emergere, oggi invece sembra che il mondo si sia capovolto, ed il tutto a Bergamo, cioè sull’originario “luogo del delitto”. Tutto qui. Non si augurano certo galera o disgrazie varie a nessuno, nè se ne può godere.
No, ma infatti ero ironico. Pensare che Doni da calciatore della Storia dell’Atalanta ha fatto questa fine… Conte infatti ricordo all’epoca di un’esonero affrettato: certo, magari la squadra sarebbe retrocessa comunque ma meritava spazio e tempo.
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