KO AMARO – Umore ovviamente a terra in casa Cagliari dopo la pessima prestazione di San Siro. A differenza della partita contro la Juventus la squadra, che non aveva in fin dei conti nemmeno cominciato malissimo, si è arresa alla prima difficoltà (magia di Ibra su punizione), venendo poi travolta senza appello dai campioni d’Italia. Questa è la settima sconfitta consecutiva contro i rossoneri fra casa e trasferta per i sardi, il cui ultimo punto a San Siro, oltretutto, risale alla notte dei tempi. A commentare la sconfitta sono stati esclusivamente il presidente Massimo Cellino ed il tecnico Davide Ballardini.
RABBIA CELLINO – Il presidente del Cagliari, avvistato in tribuna assieme a Mino Raiola durante il match, è scurissimo in volto e si sfoga così ai microfoni di SKY: “C’è poco da commentare non abbiamo giocato. Non è questo il mio Cagliari. C’è il mercato che ci sta distraendo, speriamo che finisca presto così riprendiamo a giocare a calcio”. Sulla possibile partenza di Nainggolan, Cellino usa una metafora decisamente in voga in questo periodo: “Vi dico quello che ha detto Cossu al suo compagno: ‘se vai via sei come Schettino‘. La Juve si tenga Matri stretto, gli altri rimangono a noi.” Sul nuovo arrivato Pinilla, che è stato forse l’unico a salvarsi, Cellino ritrova un pizzico d’ottimismo: “Ha giocato molto bene, è stato l’unico positivo insieme ad Astori. Mauricio ha voluto fortemente venire a Cagliari. Purtroppo gli altri non hanno reso stasera, sono mortificato, anche se non mi aspettavo certo di venire a fare punti a San Siro”. La chiusura è dedicata alla telenovela stadio: “Abbiamo fatto grossi sacrifici, ci siamo trovati in una situazione assurda. I sardi, purtroppo, sono nemici di loro stessi. Il Sant’Elia è mortificante, sono dieci anni che combatto per portare il Cagliari a giocare in uno stadio decente. Il fattore casalingo non esiste più: contro la Fiorentina ci sembrava di giocare una partitella infrasettimanale“.
AUTOCRITICA BALLA – Anche Davide Ballardini è molto deluso: “Il Cagliari di solito è più bravo a fare pressing, a giocare in velocità. Dovevamo contrastare sin dall’inizio dell’azione i giocatori del Milan. Non dovevamo lasciare spazio e campo i rossoneri, che da grande squadra quale sono palleggiano e poi ti puniscono. Tattica diversa? Non abbiamo l’esperienza, la forza e la qualità per attendere e ripartire in contropiede, come aveva fatto l’Inter nel derby.” Errori e colpe che il tecnico si prende anche in prima persona: “Abbiamo sbagliato totalmente tipo di tattica di contenimento e siamo stati castigati. Nei primi minuti il Milan era lento e senza ritmo, ma non ne abbiamo approfittato. Poca aggressività nei riguardi di Ibrahimovic? E’ sicuramente vero che non gli abbiamo dato pressione, però è un giocatore che ha talmente tanto fisico che è quasi impossibile limitarlo. La prestazione odierna dei miei difensori non mi è piaciuta”. E su Nainggolan se la cava con una battuta: “Come il marito, l’allenatore è sempre l’ultimo a sapere. Se il giocatore resterà o meno dovete chiederlo al presidente”. Staremo a vedere cosa accadrà..