“Push it to the limit”, spingi al limite il pallone. E’ parafrasando il titolo della canzone scritta da Giorgio Moroder e Pete Bellotte per Paul Engemann, comparsa nella colonna sonora di “Scarface”, che si può riassumere Roberto Carlos, prossimo ad appendere gli scarpini al chiodo (in dicembre, così ha dichiarato a Marca)
IL FUORICLASSE – Terzino fluidificante di sinistra, uno dei più forti di ogni epoca, Roberto Carlos da Silva nasce a São Paulo il 10 aprile del 1973. Verrà ricordato dagli appassionati calciofili di tutto il mondo per l’incredibile violenza insita nel suo piede sinistro. I suoi calci di punizione sono delle vere e proprie “bombe intelligenti”, riuscendo a coniugare sempre potenza ad estrema precisione. E ad alimentare la leggenda che circonda il nome di Roberto Carlos contribuisce l’incredibile furia distruttiva della sua spinta sulla fascia: una carriera vissuta al limite delle possibilità tecnico-agonistiche.
IL PALMARES – Nel 2004 Pelé lo inserisce nella lista, compilata appositamente per la FIFA, dei 125 migliori giocatori viventi. Con il Real Madrid ha vinto tutto: quattro campionati spagnoli, ben tre Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali. Nel Palmeiras, il “porto” da cui poi salperà per approdare in Europa, fa in tempo a vincere due campionati della massima divisione nazionale. Con la Seleção ha vinto, tra le altre cose, il Mondiale di Giappone&Corea del Sud, nel 2002. Roberto Carlos darà l’addio al calcio giocato senza alcun rimpianto.
LA CARRIERA – Rimpianto che al contrario provano ancor oggi i tifosi dell’Inter. Perché è dal Palmeiras che il nuovo presidente Massimo Moratti lo preleva nell’estate del 1995. Insieme a Paul Ince è il suo primo grande colpo di mercato. All’Inter resta una sola stagione: la squadra non decolla mai, ma Roberto Carlos con le sue punizioni scolpisce nel cuore degli interisti il suo nome. A differenza di quanto fa con Roy Hodgson, il suo secondo allenatore (dopo Ottavio Bianchi, esonerato alla quarta giornata di campionato) nell’anno in nerazzurro, che, data la scarsa propensione del brasiliano a difendere, tenta d’impostarlo ala, con scarso successo. Questa divergenza d’opinioni fa si che Hodgson non lo ritenga, sciaguratamente, più utile al gioco della sua Inter, e convince la società a cederne le prestazioni al Real Madrid. Qui trova un ambiente storicamente più adatto alle sue caratteristiche: mentre in Italia ciò che conta è “difesa e contropiede”, in Spagna, e specialmente in un club molto selezionato da questo punto di vista come il Real, si bada più allo spettacolo, alle paillettes: Roberto Carlos può scatenarsi a piacere con le sue scorribande sulla fascia di sinistra. La difesa conta poco, e infatti del Real Madrid dei Galacticos (di cui Roberto Carlos ne è stata una delle icone fondamentali), a parte Fernando Hierro, pochi sono i difensori “duri e puri” di cui ci si ricorderà a lungo in futuro. Alla prima stagione in Spagna è allenato da Fabio Capello. Arriva la vittoria finale nella Liga. Nella stagione 2006/07, la sua ultima in terra iberica, è ancora una volta allenato da Fabio Capello. E Roberto Carlos se ne va lasciando in dote un’altra Liga, coperto di onori e gloria e medaglie, il proprio nome scritto nella storia di questo sport. Decide di sparare le ultime fucilate prima in Turchia, al Fenerbahçe (due stagioni e mezza), poi, dopo un anno in patria (al Corinthians dell’amico Ronaldo), dai russi dell’Anži Machačkala, a partire dal mese di febbraio del 2011. Dopo l’esonero del tecnico Gadžiev ne diventa allenatore-giocatore, portando pure la fascia di capitano. E in Dagestan terminerà serenamente la carriera agonistica.
IL FUTURO – Cosa farà Roberto Carlos da grande? Per ora dice che vuole diventare dirigente dei russi, e costruire insieme all’ambizioso presidente Kerimov un Anži che possa essere competitivo prima di tutto nel campionato russo, e quindi in Europa. A questo scopo è stato comprato Samuel Eto’o dall’Inter. Ma nel 2009 dichiarò che, una volta finito di correre avanti e indietro per la fascia sinistra, sarebbe tornato al Real. A noi rimane solo sperare che Roberto Carlos in questo conclusivo anno di attività ci faccia emozionare ancora una volta con i suoi ultimi Sidewinder.
Ecco qui il brasiliano in tutta la sua esplosività: