Ciclismo: il Tas squalifica per due anni Alberto Contador!

lunedì 6 febbraio 2012

LOSANNA (Svizzera) – La bomba è arrivata nel corso di questa mattinata. Il 29enne ciclista spagnolo Alberto Contador, in forza alla Saxo-Bank e vincitore di due Giri d’Italia (2008 e 2011), tre Tour de France (2007-2009-2010) e una Vuelta (2008), è stato condannato dal Tas di Losanna a due anni di squalifica per doping, a seguito dei ricorsi presentati dall’Uci e dalla Wada. Un fulmine a ciel sereno per il corridore, presente alla lettura delle sentenza, che si era sempre dichiarato sereno circa la propria estraneità a tutti i fatti che gli sono stati imputati.

LA SENTENZA - “Il doping non è provato -si legge nella sentenza emessa- ma la presenza di anabolizzanti è già di per se stessa sufficiente per squalificare Contador”. E uno degli effetti immediati della stessa è la cancellazione, con effetto immediato, dei titoli vinti dallo spagnolo dal Tour 2010 al 5 agosto 2012: ovvero, Contador, oltre a essere privato, tra gli altri, degli allori del Giro 2011 e del Tour 2010, non potrà nemmeno partecipare alle Olimpiadi di Londra 2012. Il processo, apertosi 18 mesi fa, arriva dunque alla fine dopo che Contador era risultato positivo a un controllo anti-doping al Tour 2010 e che era stato sempre giustificato come una ‘contaminazione alimentare’. Dopo la sospensione e la decisione di scagionarlo della Federazione ciclistica spagnola, ecco tornare alla carica il massimo ente mondiale del ciclismo (Uci) e l’agenzia intenazionale che combatte il doping nello sport (Wada) che fanno ricorso al Tas (il tribunale Arbitrale dello Sport) con sede a Losanna. Fino alla nuova e definitiva sentenza di oggi.

FUTURO NERO - Al di là dei due titoli revocati (che vanno per il Tour ad Andy Schleck e per il Giro all’italiano Michele Scarponi), ora lo scenario del mondo del ciclismo si fa più cupo di quanto già non fosse. Se l’affaire-Contador arriva a una sua, mesta e ingloriosa, fine, nuovi sospetti ricominceranno su uno sport che pare non aver toccato ancora il fondo e su un movimento sportivo, quello spagnolo che, pur non vedendo ancora tutte le accuse aver trovato un fondamento, torna ad essere al centro del mirino in quanto sistema, tirando in ballo anche altre discipline. Per ora l’unico, rispetto ai casi isolati di altri Paesi (e mentre viene definitivamente archiviato il caso dello statunitense Lance Armstrong) ma a continuare a ‘ravanare’ nel Vaso di Pandora non si sa cosa ancora si troverà…

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