Milan-Juventus: le interviste bianconere

giovedì 9 febbraio 2012

MILANO Queste le interviste dopo l’andata della semifinale di Coppa Italia, vinta dalla Juventus sul Milan per 2 a 1 grazie alla doppietta di Caceres (El Shaarawy per il Milan).

CONTE 1 “Questa squadra ha forza, organizzazione e giocatori che hanno voglia di sognare, e per inseguire un sogno sanno tutti qual è la strada da percorrere: sin dal primo giorno tutti mi hanno dato grande disponibilità, ed è una cosa che traspare in partite come questa, nella quale abbiamo dovuto cambiare tanto, ma non sono cambiati spirito, applicazione ed entusiasmo. Questo è un risultato importante contro una squadra fortissima, ma la finale ce la dobbiamo ancora guadagnare”

CONTE 2 “Avere più giocatori a disposizione non è certo un problema, anche se qualcuno non sarà contento di andare in panchina, com’è giusto che sia: se vedessi giocatori contenti di andare in panchina mi arrabbierei”

CONTE 3 “Giaccherini bene da interno non mi sorprende. Lui è un giocatore che fa del dinamismo la sua arma principale, è intelligente e tecnico. Scovare giocatori del genere è un motivo d’orgoglio, dimostra che non serve andare a prendere lo straniero da 30 milioni. Io sono convinto che lui abbia le qualità per aspirare a qualcosa di grande, magari a giugno… (quando si giocheranno gli Europei, ndr)”

CACERES “Non capita tutti i giorni di fare due gol a San Siro, sono felicissimo per me e per la squadra. Questa squadra gioca benissimo da molto tempo, quindi è stato facile inserirsi. Non facciamo calcoli, andiamo avanti partita per partita, se vinciamo è meglio”

CHIELLINI “In una partita del genere gli episodi possono anche andarti contro, ma credo che abbiamo meritato di vincere: abbiamo creato tanto e concesso poco ad una squadra come il Milan, che ha grandi attaccanti. È difficile dire quali risvolti potrà avere questo risultato per il campionato, ma a noi tocca continuare con questo piglio. Sullo schiaffo di Ibra spero che le immagini aiutino a chiarire: capisco il nervosismo ma è anche giusto che si paghi quando si sbaglia”

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