DONETSK E KIEV (Ucraina) – A pochi giorni dal via della rassegna continentale in Polonia e Ucraina, si completa il nostro viaggio in quattro puntate alla scoperta delle 16 finaliste di Euro 2012, col borsino delle chance che ogni team ha approdare oltre le Colonne d’Ercole della fase a gironi. Dopo il Gruppo A (quello ‘su misura’ per la Polonia padrona di casa), il Gruppo B, che lascerà inevitabilmente una -o due?- big per strada, e il Gruppo C (con l’Italia che ha il battesimo del fuoco con la Spagna campione in carica e deve pure evitare le insidie delle outsider), ecco il Gruppo D che sarà di scena tra la “Donbass Arena” di Donetsk e lo stadio “Olimpiyskyi” di Kiev, sede rispettivamente di una semifinale e della finalissima. Anche questo, a suo modo, enigmatico: perché è vero che ci sono due ‘grandi’ che, per pronostico e tradizione, non possono fallire, ma c’è pure l’Ucraina (seconda padrona di casa, esordiente assoluta, a cui il sorteggio, a differenza della Polonia, ha sorriso ben poco) con Sheva all’ultima recita e infine la Svezia, che non ha solo Ibra nel roster ma che, col suo gigante in campo, può provare a sfidare la sorte avversa portando in spalla i suoi ai quarti. La Francia del nuovo corso è temibile, non sempre affidabile; l’Inghilterra, pur con… mezzo Rooney, è forte ma ha la tendenza a ‘suicidarsi’: vuoi vedere che una tra Svezia e Ucraina prova il colpaccio?
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UCRAINA – Oleg Blokhin è l’uomo della storia. Oltre a essere, con Belanov, uno dei due ucraini (non chiamateli russi, please) ad aver vinto il Pallone d’Oro, è il ct che ha qualificato la nazionale gialloblù al primo Mondiale. Ancora lui proverà a bagnare l’esordio europeo coronando il sogno-quarti. O il miracolo. Son lontani i Mondiali 2006 e, a differenza della Polonia, niente girone soft: non c’è nessuna super-big ma tre brutti clienti. È l’ultimo grande proscenio per il declinante Shevchenko, un altro sempre presente nelle recenti, storiche pagine: in avanti avrà il fido Milevskiy, compare nella Dinamo. Assente il n.1 Shovkovsky, con Voronin, Tymoschuk & Yarmolenko in mezzo e il pimpante Gusiev in fascia, è il meglio di cui Blokhin dispone. Il resto può farlo il fattore-campo e un buon esordio con la Svezia, mentre inglesi e francesi si tolgon punti. Qui, la Rivoluzione, sia politica che calcistica (2004-06), s’è fermata. E un colpo di coda dello ‘Zar’ Sheva? (**)
SVEZIA – Vero: che senza Ibrahimovic fa davvero meno paura. Falso: che, senza di lui, i gialloblù non hanno un’identità e pure buone scorte di talento. Il ct Hamren (ex Rosenborg) prova a far saltare le gerarchie del gruppo affiancando a Zlatan un Toivonen in rampa di lancio più i ‘soliti’ Rosenberg ed Elmander. Peccato l’esclusione di Guidetti (’92, fenomenale col Feyenoord): a nostro avviso meritava pure i gradi di titolare! Squadra d’attacco ma che, in mezzo, ‘ragiona’ col fosforo di Kallstrom (Lione) -uno che da giovane aveva le ‘stimmate’- e Bajrami: completano il reparto Elm e il piede fatato di Sebastian Larsson (Sunderland). Il meglio è sopra la cintola, ma dietro c’è un bel mix di vecchi leoni (Mellberg) e facce nuove (gli ‘italiani’ Antonsson e Granqvist, spauracchio sui corner), e anche in porta un ex-fenomeno come Isaksson. Per una nazione di 9 milioni di anime, il talento non manca… In maglia gialla, raramente Ibra usa i super-poteri ma, quando hai solo 9 milioni di abitanti, è un delitto non scrivere la storia nell’epoca del Genio (***).
FRANCIA – Dieci anni (nel calcio) son tanti. Sembra ieri il ‘double’ francese (come la Spagna), le fauci protese sul futuro. Non è andata così, quella generazione non c’è più e prima del reset c’è stata la nera pagina sudafricana. La nouvelle vague di Blanc non s’è vista (pass sofferto, ricambio difficile) ma la base per nuova ‘grandeur’ c’è. Tutto sta a passare il girone… Ai box Remy, ma un Benzema deluxe e la novità Giroud (titolo a Montpellier). A sostegno, un’orgia di mezzepunte (Ribery su tutti, poi Nasri, Menez, Ben Arfa, il fumantino Valbuena; tagliato Gourcuff: e c’è chi si stupisce!) che ribaltano la gara in un amen. Quello mediano il reparto coi volti nuovi: uno tra Matuidi, Cabaye e M’Vila (qui le nostre fiches) diventerà Vieira. In porta, Mandanda o Lloris, si sta sereni; fasce ok con Evra e Clichy mentre tra Rami, Koscielny e Mexes urgono due affidabili. Dipende dall’esordio: poi, o nuovo fragoroso flop o trionfo della Nuova Generazione (****).
INGHILTERRA – Tira una brutta aria. E, stavolta, prima di giocare. Il turnover Capello-Hodgson ha fatto storcere il naso, il ‘taglio’ di Ferdinand, l’handicap-Rooney (due gare di squalifica: un’eternità); in più, i gravi forfait in extremis di Lampard, Barry e ieri pure Cahill (!). Non ultimo, l’atavico digiuno dei Maestri, ormai una fitta allo stomaco: per assurdo, vuoi vedere che… Tornando alla realtà, il guaio è la Francia: perdere subito sarebbe una condanna. In attesa di ‘Roo’, l’ottimo Welbeck, Carroll (sic!, meglio Crouch) e Defoe (meglio Bent); Gerrard porta la croce mentre Young a unire i reparti: sarà lui la star con un Walcott pronto al botto? Con loro, Parker e l’arma Oxlade-Chamberlain: per lui gita o, viste le defezioni, trincea? In porta Hart, poche storie. La difesa: Cole e Baines (non inferiore a Bale) ai lati; Jones o Lescott a fianco di Terry: ok sulla carta, ma quante amnesie. Verdetto? Rischia davvero tanto: ma se passa, con Rooney proverà a sedersi di nuovo al banchetto dei Grandi (***).
CALENDARIO – Ecco il calendario delle sei partite in programma nel Gruppo D: (11 giu) FRA-ING, UCR-SVE; (15 giu) UCR-FRA, SVE-ING; (19 giu) ING-UCR, SVE-FRA.