KIEV – Dopo la vittoria sotto l’acquazzone della Francia sull’Ucraina (2-0), allo stadio“Olimpiyskyi” di Kiev finisce 3-2 per l’Inghilterra, sancendo il ‘taglio’ europeo della Svezia, il secondo dopo quello irlandese. La nazione di Hodgson vede le streghe ma, una volta tanto, ha la forza di reagire e ottenere un successo che vale mezza qualificazione. Equilibrio nel primo tempo anche se l’Inghilterra è più sciolta e poi, con quella pertica di Carroll, è un piacere scodellare palloni in mezzo. La rete della punta del Liverpool accende il motorino svedese, con Ibra impegnato in coast-to-coast solitari ma poco sostenuto dai suoi. Cambia la musica nella ripresa, con gli inglesi che vanno all’Inferno e ritorno: la doppietta-lampo di Mellberg (!) li stordisce prima che il provvidenziale Walcott, appena entrato, non riporti subito le cose a posto (2-2) e poi serva a Welbeck la palla del nuovo vantaggio che la punta dello United insacca di tacco. Il miglior match degli Europei, finora, nonostante i tanti errori: gol, spettacolo e del sano pathos.
IN CAMPO – Hamren cambia qualcosa rispetto al brutto esordio con l’Ucraina. Dietro, Grandqvist scala in fascia al posto di Lustig e Martin Olsson va ad affiancare Mellberg al centro; in avanti, fuori Toivonen e avvicendamento della punta, con Elmander in luogo di Rosenberg. Hodgson varia invece modulo, affiancando a Danny Welbeck quell’Andy Carroll convocato, tra le perplessità, al posto di Crouch: dunque, mediana a 4 con Young e Milner più larghi, Gerrard in cabina di regia e Parker suo scudiero.
A SINGHIOZZO – Partono leggermente meglio gli inglesi (in divisa scura, NdR) ma molti gli errori in impostazione su ambo i versanti. La prima chance è per Scottie Parker sul cui tracciante Isaksson evita che si insacchi all’incrocio (8’). Tra gli svedesi, Ibra comincia imballato poi, pian piano, aziona la calamita su tutti i palloni ma ha poca assistenza. E poi c’è Terry poco in vena di moine: gli uomini di Hamren concludono da fuori (Larsson, 12’) ma in bocca ad Hart. L’Inghilterra, invece, è tutta sul centro-destra: Milner prova a rifornire i pennelloni là davanti, mentre Young pare un pesce fuor d’acqua sul fronte opposto anche se, col passare dei minuti, comincia a svariare su tutta la linea.
MARCHIO ‘KOP’ – Il vantaggio inglese è tutto di marca ‘Reds’: al 23’ Gerrard -e chi sennò?- fa partire dalla trequarti uno di quei traversoni che gli intellettuali non vedono di buon occhio perché “facile preda delle difese”: invece Carroll s’inerpica in cielo e tra le Due Torri Svedesi infila Isaksson: 1-0! Lo shock rivitalizza i giallo-blù ma tocca aspettare il 32’ per un brivido: il tiro di Ibrahimovic è ‘sporcato’ all’ultimo. Al 35’ gran palla di Cole per Young che s’invola a sinistra ma conclude invece di cercare un compagno. Un minuto dopo si sveglia Kallstrom ma il suo missile è alto. Si va al riposo con gli inglesi avanti.
TOH, MELLBERG! – La Svezia riparte con altro piglio e al 4’ impatta. Sugli sviluppi di una punizione, un rimpallo favorisce Mellberg che, da due passi, spara su Hart: il ‘Citizen’ fa (solo) mezzo miracolo: 1-1! Cambia il vento: gli inglesi pagano dazio (ammonito Milner) e, al 58’, su calcio da fermo di Kallstrom, ancora Mellberg salta da solo, completa il come-back e si fa perdonare l’errore su Carroll: 2-1! La Svezia ora dilaga (Ibra contrato al 61’) ma Isaksson deve salvare il risultato su un colpo di testa ravvicinato di Terry 60” dopo.
THE WALCOTT EXPERIENCE – È il preludio al pari: il neo-entrato Walcott, sugli sviluppi di un corner, trova il jolly da fuori area e il suo tiro, deviato, inganna Isaksson (63’): 2-2. Hamren corre ai ripari e mette Lustig a destra per Grandqvist -che terzino non è- e gli animi si calmano per qualche minuto. Poi si ricomincia con la sagra degli errori e rapidi capovolgimenti e, in uno di questi, Hart risponde alla grande al razzo Katjusha di Ibra (76’). Nemmeno il tempo di cambiare fronte e Walcott si incunea alla grande tra due giallo-blù e mette in mezzo per Welbeck che s’inventa una ‘veronica’ di tacco e segna il gol più bello della serata: 3-2! Gli uomini di Hodgson, sulle ali dell’entusiasmo, falliscono un ottimo tre-contro-tre (81’) e tengono fino alla fine, con Gerrard che sbaglia pure un gol fatto al 91’. Ora lo ‘spareggio’ con l’Ucraina (due risultati utili su tre) per poter ‘vedere’ i quarti.
MIGLIORE SPORTMAIN – Walcott: si gioca la ‘palma’ di Man of The Match con Mellberg (al di là dell’errore sull’1-0) e Gerrard (che dire ancora…): entra tra le fiamme dell’Inferno e spacca la gara. Gol, assist: tanta roba.
PEGGIORE SPORTMAIN – Granqvist: ma la scelta è da condividere col suo ct che, non avrà terzini destri degni di quel nome, ma poi si rimangia la scelta e rimette Lustig al posto del centrale genoano. Che si perde pure Carroll sull’1-0.
SVEZIA-INGHILTERRA 2-3 (0-1)
SVEZIA (4-2-3-1): Isaksson 7; Grandqvist 5 (dal 66’ Lustig 5,5), J. Olsson 5,5, Mellberg 7, M. Olsson 6,5; Kallstrom 5,5, Svensson 5; S. Larsson 5, Ibrahimovic 6, Elm 5,5 (dall’81’ Wilhelmsson s.v.); Elmander 5 (dall’80’ Rosenberg s.v.) All. E. Hamren 5,5
INGHILTERRA (4-4-2): Hart 7; Johnson 6,5, Terry 6, Lescott 6, Cole 6,5; Gerrard 7, Parker 6, Milner 6,5 (dal 61’ Walcott 7,5), Young 5,5; Welbeck 7 (dall’89’ Oxlade-Chamberlain s.v.); Carroll 7 All. R. Hodgson 7
RETI: 23’ Carroll (I), 49’ e 58’ Mellberg (S), 63’ Walcott (I), 78’ Welbeck (I)
ARBITRO: D. Skomina (SLO) 6,5
AMMONITI: Milner (I), Mellberg (S), J. Olsson (S), Svensson (S)