DONETSK – Un po’ come l’Italia, prossima avversaria nei quarti di finale. L’Inghilterra di Hodgson, in un match da non perdere assolutamente, dà vita all’esibizione meno entusiasmante del suo Europeo eppure, con un lampo di Rooney -rientrato dopo la squalifica- stende un’Ucraina volitiva e anche sfortunata, guadagnando in un sol colpo pass per la fase successiva e primato nel girone (la Francia soccombe 2-0 a Kiev con la Svezia): sul punteggio finale, tuttavia, pesa un gol molto poco fantasma, negato ai padroni di casa al 64’ e che avrebbe potuto cambiare le sorti della lotta per il secondo posto. Nel complesso, Hodgson avanti con merito: pur soffrendo, si dimostra una volta tanto imperforabile e spezza il sogno ucraino, forse ingigantito dalla doppietta di Sheva all’esordio ma quantomeno meritevole di applausi vista la pochezza dei mezzi a disposizione.
IN CAMPO – Gli inglesi, dopo la squalifica, ritrovano Rooney e allora largo di nuovo al 4-2-3-1 dell’esordio, con un ‘Red Devil’ in più: il buon Wayne ad agire come seconda punta dietro il confermato Welbeck, mentre Milner e Young sono i guastatori ai lati. Nessuna novità nel pacchetto arretrato e nella regia di Gerrard con lo scudiero Parker. Blokhin per la partita da ‘dentro o fuori’ rivoluziona l’attacco: out Sheva per infortunio, dentro Devic, che non aveva sfigurato con la Francia, a fianco di un altro ripescato, quel Milevskiy a cui, a sorpresa, era stato preferito Voronin nei primi due match. L’interessante Konoplyanka, Garmash (altra sorpresa) e Yarmolenko a supporto, più il frangiflutti Tymoschuk.
BANDIERA GIALLA – L’Ucraina ha bisogno della posta piena e i gialli (oggi in tenuta blu) partono all’assalto tendendo, nel corso del primo tempo, le uniche imboscate di una frazione avara solo di vere e proprie finalizzazioni verso lo specchio della porta. E infatti è subito Konplyanka (nel mirino di Wenger) a spaventare Hart dalla distanza. Sull’esempio del talentino del Dnipro, ci provano pure Garmash (classe ’90) e Yarmolenko, ma il primo brivido lungo la schiena di Hodgson è al 13’ quando Parker salva tutto all’ultimo su Devic. Gli inglesi sono in alcune ripartenze sbilenche che non trovano le due punte davanti.
GHIRIGORI – Tuttavia, dopo un’iniziativa personale di Gusev a destra, terminata con un tiro di poco alto, al 30’ l’Inghilterra ha l’unica, grande chance del primo tempo ma Rooney, servito da Young, di testa manda di poco a lato. Ma è solo una parentesi bianca nel mare gialloblu. Gli uomini di Blokhin ricominciano a spingere con l’avversario che traccheggia e, prima dell’intervallo, mentre Konoplyanka continua ad abbagliare gli osservatori, Yarmolenko e Devic provano ancora a battere Hart, invano: soprattutto per mancanza di freddezza, eccesso di ghirigori e il granito in cui son forgiati Terry e Lescott.
WAYNE OF LIFE – Stessi effettivi a inizio ripresa e un solo cambio: di punteggio, a favore dela squadra che meno meritava. Gerrard (e chi, sennò?) giganteggia a destra e mette in mezzo un pallone sul quale Lescott non arriva, Rooney si: testolina da due passi e 1-0 (48’)! Manco a dirlo, l’Ucraina ricomincia a macinare terreno e inglesi ma sono questi ultimi ad avere l’occasione di uccidere il match se il contropiede firmato Rooney-Milner non si perde strada ripartendo (54’).
ARBITRI-FANTASMA – Il fattaccio avviene 10’ più tardi con Milevskiy che, dopo aver sbagliato clamorosamente di testa sugli sviluppi di un angolo (62’), duetta con Devic e spara su Hart: il portiere ‘sporca’ il tiro ma ci vuole un grandioso salvataggio di Terry sulla linea per evitare il pari: tutto bello, tutto bene… se non fosse che il replay smentisce gli arbitri di linea (!) e mostra che il pallone era entrato, e pure di un buon Muntari e mezzo.
DONBASS-EDIO – Gli ultimi 20’ vedono salire la temperatura già alta della “Donbass Arena”. Al 68’ Pyatov è bravo due volte (Rooney e tap-in di Cole) a negare il 2-0. Hodgson fa rifiatare Milner e riprova la carta-Walcott mentre Blokhin mette dentro uno Sheva non al meglio per sperare nel miracolo. Al minuto 74 altro lampo di Konoplyanka ma Hart, in combutta con Lescott, si salva. Blokhin effettua gli ultimi cambi (spazio a Nazarenko, out a sorpresa) mentre Hodgson fa rifiatare i suoi -Gerrard ammonito- inserendo il pennellone Carroll, per calamitare ogni palla spazzata dalle incandescenti retrovie, e poi Oxlade per ‘Roo’. Poco altro. Vince l’Inghilterra, che ora darà vita con l’Italia -oltre a Francia-Spagna- a una delle battaglie più interessanti dei quarti. Preparate l’elmetto.
INGHILTERRA-UCRAINA 1-0 (0-0)
Inghilterra (4-2-3-1): Hart; Johnson, Terry, Lescott, Cole; Gerrard, Parker; Milner (25′ st Walcott), Rooney (41′ st Oxlade-Chamberlain), Young; Welbeck (37′ st Carroll). A disp.: Green, Butland, Kelly, Baines, Jones, Jagielka, Henderson, Downing, Defoe. All.: Hodgson.
Ucraina (4-3-1-2): Pyatov; Gusev, Rakitskiy, Khacheridi, Selin; Yarmolenko, Tymoshchuk, Konoplyanka; Garmash (33′ st Nazarenko); Milevskiy (32′ st Butko), Devic (25′ st Shevchenko) . A disp.: Koval, Goryainov, Kucher, Aliyev, Shevchuk, Rotan, Voronin, Seleznyov, Mikhalik. All.: Blokhin.
Arbitro: Kassai (Ungheria)
Marcatori: 3′ st Rooney
Ammoniti: Cole, Gerrard, (I), Tymoshchuk, Rakitskiy, Shevchenko (U)