POLONIA & UCRAINA – Eccoci qui. Metabolizzate le sorprese, smentiti i pronostici e salutate le prime otto nazionali della compagnia, prende il via la seconda fase di Euro 2012. Già: mezzo torneo è bello che andato e, dopo la giostra (con relativo cuscinetto incorporato, se è vero che nazionali sconfitte all’esordio -Grecia?- han trovato la forza di rialzarsi; ma all’opposto c’è il caso della Russia: ‘quasi’ due vittorie e poi beffa finale) dei quattro raggruppamenti, ecco le sfide a eliminazione diretta. Dopo l’affaire-Olanda, il rebus-Portogallo e l’Italia-thrilling, è difficile dare pronostici. Ci limitiamo a far le carte ai quattro match, tarando le chance di ciascuna delle superstiti in base a stato di forma dopo due settimane di manifestazione, umori nella ciurma, accoppiamento e, perché no?, storia. Perché per arrivare in semifinale servono quarti di nobiltà. Ma non sempre, vivaddio.
REP.CECA-PORTOGALLO – Sfida che profuma tanto di Euro ’96, con la sorpresa ceca che, grazie al ‘lob’ di Poborsky, guadagna le semifinali. Toh, quarti anche quelli. In realtà, gli anni passano e i ruoli cambiano: gli uomini di Bilek non sono più né la sorpresa, né i favoriti come a Euro 2004. La qualificazione è arrivata grazie a due match intelligenti ma niente più con avversarie incapaci di rispondere al forcing ceco. Certo: Baros non la butta mai dentro, ma Pilar e Jiracek vanno a mille e se torna Rosicky… Il Portogallo, invece, oggi come allora, è un’eterna incompiuta. Il gol di Varela alla Danimarca è valso la qualificazione, poi il redivivo Cristiano Ronaldo ha fatto il resto con l’Olanda. Sulla carta non c’è storia, ma nella storia ce ne sono di carte che ricordano che i pronostici vengono ribaltati. Sarà un’eresia ma se i lusitani non ingranano (e accade…) vien fuori il quarto più equilibrato del lotto. Cr7 in vena di miracoli o meno. (Rep.Ceca 35%-Portogallo 65%)
GERMANIA-GRECIA – Ci sono incroci e strani percorsi che il destino persegue con testardaggine e pure un timing perfetto. Il giorno delle (ennesime) delicate elezioni in Grecia, la nazionale faceva l’impresa estromettendo la tronfia Russia e qualificandosi, indice però anche della mediocrità del Girone A. E ora? La Germania. Che, a dirla tutta, al popolo ellenico, in questa particolare contingenza storica, nelle fattezze di Angela Merkel & co., proprio simpatica non deve stargli. Non solo a livello sportivo, ma anche economico e politico, il gigante è pronto a far un solo boccone dei malcapitati (ci credevano loro stessi?) nanetti greci, che giocano il 4-3-3 più abbottonato di sempre -simpatico retaggio di Rehhagel. E poi? C’è anche un match di calcio: la ragione dice un bel 95 a 5, il cuore e le favole, che finora hanno un po’ latitato in questo europeo, s’immagina la rivincita morale di Karagounis (che non ci sarà, tanto per rendere le cose impossibili) e soci sui tedeschi. Il prossimo passo sarà ritorno alla dracma, crollo del duopolio alla guida dell’Unione Europea e, a chi ci ammonirà col solito mantra “Finiremo come la Grecia!”, potremo rispondere: “Cioè? Bi-campioni d’Europa?”. (Germania-Grecia 85%-15%)
SPAGNA-FRANCIA – Dicevamo che quello tra cechi e portoghesi poteva diventare il ‘quarto’ più equilibrato del lotto. Vero. Ciò non toglie che quello più crudele e in bilico alla vigilia è Spagna-Francia, riedizione e rivincita di tante sfide (Mondiali 2006, per dirne una) tra due nazioni vicine, che forse non si amano ma almeno accomunate dall’astio -specie quando vincono- nei confronti degli italiani. Spesso ricambiati. La Spagna arriva come un diesel: partita un po’ imballato e ha pure sudato sette camicie per avere ragione della Croazia. Chissà, forse l’apice è stato toccato e Euro 2012 sarà l’ultima tappa (magari vincente, eh) di un ciclo d’oro: e allora ben venga la Francia per tastare il polso. Avversario inferiore, ma non tanto per gli effettivi in campo, quanto per la qualità del gioco. I transalpini hanno buttato al vento il primo posto nel girone (e il ‘solito’ accoppiamento con l’Italia), però non sfigurato. La squadra può accendersi quando vuole: è che spesso non lo fa. Ah, per la cronaca: Torres, dato per disperso, s’è sbloccato (due reti); Benzema, protagonista annunciato, è ancora a secco. Vuoi vedere che… Ma no, per adesso un pelino sopra ancora la ‘Roja’. (Spagna 60%-Francia 40%)
INGHILTERRA-ITALIA – Toh, chi si rivede. Dopo aver affrontato, nell’ultimo decennio, Spagna, Francia e Germania, l’Italia ritrova gli inglesi. Solito rebus: le due nazionali, checché se ne dica, hanno molti punti in comune, anche per l’inedito ruolo di outsider che, fin qui hanno giocato. E invece, una delle due (come in Cechia-Portogallo) si giocherà una semifinale. Gli inglesi han fatto ben 7 punti -solo la Germania meglio- però sofferto pure le pene dell’inferno con Svezia e Ucraina, limitando i danni con la Francia: i forfeit sono sotto gli occhi di tutti, la qualità del gioco pure, l’atavica Sindrome di Paperino nei grandi appuntamenti manco a dirlo. Fortuna che c’è Gerrard, che è tornato Rooney, che Hodgson in avanti può ricombinare il puzzle come meglio crede. Però l’Italia di Prandelli, se possibile ancora più modesta nel match contro l’Irlanda, ha mostrato sprazzi di ‘grandeur’ nelle altre due uscite ed è destinata a crescere. Senza Barry e Lampard, il centrocampo azzurro si fa preferire e nei 4 vs 1 (ammesso che Motta non passeggi) anche l’eterno capitano del Liverpool va in difficoltà. Per noi passano gli azzurri, seppure di un’incollatura: se poi si finisce ai rigori, allora per i ‘bianchi’ non c’è proprio via di scampo. Il Chelsea è stato solo un parziale risarcimento del Fato. (Inghilterra 45%-Italia 55%)