MILANO – Tra compartecipazioni, voci, idee, proposte e proclami il mercato rossonero si sta trasformando in un’autentica giostra, arrivando ad assumere a volte i caratteri di una vera telenovela. In pochi sembrano capirci veramente qualcosa, tranne l’ormai esperto Adriano Galliani, da sempre avvezzo al gioco di ombre del calciomercato.
DANCING IN THE DARK – Esattamente come dice il titolo di una nota canzone di Bruce Springsteen, i tifosi rossoneri in questo momento si trovano a ballare nel buio. Già, perché se è vero che una settimana fa Adriano Galliani assicurava che la trattativa col PSG per Thiago non sarebbe andata avanti e dichiarava chiuso il mercato, sia in entrata che in uscita, negli ultimi giorni sono stati annunciati diversi arrivi e pare ci sia stato anche un nuovo contatto col club parigino per il difensore brasiliano. Oltretutto da poco sono state risolte le compartecipazioni di diversi buoni giocatori e tiene banco la questione ingaggi.
THIAGO-PSG, UNA NOIA INFINITA – Sembrava finita, sembrava si fosse tutto risolto con la decisione di Belusconi di non privarsi del talento verde-oro. Sembrava che i ricchissimi sceicchi stavolta fossero rimasti a bocca asciutta. Invece proprio oggi la dirigenza di via Turati sembra aver ripreso contatti con Leonardo. Questo a fronte del fatto che i legali del difensore, forti di una proposta da 7,5 milioni a stagione più i bonus, hanno chiesto al Milan un adeguamento di contratto per l’immediato futuro, con la possibilità di migliorarlo ulteriormente. La cosa rappresenta una problema per le casse societarie che stanno invece applicando una politica di risparmio, perciò il Milan pare considerare la proposta parigina sotto una nuova luce. Ma è ancora presto per essere certi di cosa accadrà.
PAY ME MY MONEY DOWN – La questione ingaggi è un altro dei punti critici sulla lista di Adriano Galliani. I costi di mantenimento della rosa sono troppo alti e il diktat presidenziale è molto chiaro: ridurre. Per questo diversi contratti, nell’ultimo periodo, sono stati rinegoziati, avendo come obbiettivo una drastica riduzione di stipendio. Ne è un esempio Flamini, il cui stipendio è stato ridotto proprio in queste ore da 4 a 1,5 milioni, con un contratto annuale. Stesso tipo di contratto offerto a Yepes e Ambrosini, insomma ai “vecchi” della squadra. Il rischio è che il taglio di stipendi spinga alcuni giocatori ad abbandonare la barca, ma da questo punto di vista la società sembra molto sicura delle sue azioni.
VIVAIO, CHE OCCASIONI – Una riflessione a parte merita la questione delle compartecipazioni. Negli ultimi anni il vivaio rossonero ha sfornato diversi giovani ragazzi di talento, magari non dei “Messi”, certo, ma indubbiamente validi elementi. Sotto quest’aspetto la politica societaria appare un po’ confusa. L’idea sembra quella di mandare i ragazzi a farsi le ossa in squadre minori, per poi riportarli alla base pronti per l’esordio in prima squadra. Questo è avvenuto, ad esempio, con Ignazio Abate e Luca Antonini. Ma utilizzando questo metodo si rischia di perdere d’occhio il valore dei prodotti casalinghi, in favore degli acquisti di mercato. Alberto Paloschi, ad esempio, a forza di girare squadre e categorie ha finito per non tornare più a casa, sistemandosi al Chievo. Considerate le indubbie qualità del ragazzo questa appare come un’occasione persa, così come perso è Alexander Merkel, ceduto al Genoa, quando invece avrebbe potuto rappresentare una validissima alternativa a centrocampo. Il Milan deve riflettere accuratamente, per non farsi scappare altre occasioni, con tre nomi su tutti: Giacomo Beretta, Gianmario Comi e Simone Verdi. Se l’idea è ridurre gli ingaggi tenendo competitiva la squadra, avrebbe senso puntare su questi ragazzi, ora dispersi tra Genoa e Torino, che, senza le pretese delle grandi star, hanno solo tanta voglia di giocare e mostrare il loro talento.
GALLIANI “CAPITANO ACHAB” – Insomma, l’intera situazione mercato appare una vera e propria giostra, con effetti luminosi e scenici, volti ad attirare potenziali clienti e sviare l’attenzione da difetti e mancanze. Adriano Galliani è da sempre un vero maestro nell’arte del mercato. I suoi colpi di mano sono diventati leggendari, così come la sua capacità di rimescolare le carte. Basti pensare che, dopo aver dichiarato chiuso il mercato, si è procurato in un colpo solo Acerbi e Costant. Perciò chissà cosa dovremo aspettarci ancora, perché, come il protagonista di “Moby Dick”, Galliani dà la caccia ad un obbiettivo ben preciso, lo scudetto. E sembra volerlo arpionare a qualunque costo.