Formula 1: colpisce un camion durante un test, grave Maria De Villota

mercoledì 4 luglio 2012

19498 maria de villota c una foto dopo il crash Formula 1: colpisce un camion durante un test, grave Maria De Villota

L’INCIDENTE – Il pericolo, quando si parla di Formula 1, è sempre dietro l’angolo. Nonostante l’esponenziale miglioramento degli standard di sicurezza, a 300 km/h la morte è sempre in agguato. Anche in un semplice test aerodinamico, che consiste nel fare avanti e indietro su un rettilineo. Proprio così è successo alla sfortunata Maria de Villota, 32enne tester spagnola del team Marussia. La De Villota, figlia dell’ex pilota di F1 Emilio, stava effettuando una prova degli alettoni sull’aerodromo di Duxford, in Inghilterra. Infatti, le piste di atterraggio degli aerei risultano ottimali per svolgere rilevamenti di questo genere, essendo dotati di carreggiate ampie e rettifili molto lunghi, che permettono di raggiungere senza difficoltà la velocità di punta. Dopo un giro di installazione, con la pista leggermente umida, l’iberica si è lanciata al massimo alla guida della vettura, ma, mentre rallentava per immettersi nell’improvvisata corsia dei box, è avvenuto l’incidente: la vettura, inspiegabilmente, ha ripreso l’accelerazione, e, ormai incontrollabile, ha colpito un camion della scuderia, utilizzato per il trasporto dei materiali. L’inviato della BBC Chris Mann, unico addetto della carta stampata presente sul tracciato, ha così descritto il drammatico schianto: “Inizialmente la monoposto guidata dalla De Villota ha rallentato, come vediamo nel corso di un Gran premio quando l’auto deve rientrare nei box. Poi, improvvisamente e senza un’apparente ragione, la monoposto ha accelerato andando a schiantarsi contro il camion a circa 30-40 miglia l’ora (50-65km/h). È stato tutto molto scioccante perché il casco della De Villota è saltato via, la pilota spagnola è rimasta incastrata dentro l’abitacolo e non ha dato segni di vita per circa 10-15 minuti dall’impatto. Dopo circa un quarto d’ora, mentre gli addetti, intervenuti immediatamente, si affaccendavano intorno alla monoposto, la De Villota ha mosso le mani, ma c’è voluto almeno un’ora prima che lo staff dell’ambulanza si sentisse sicuro di poterla trasferire dall’abitacolo della monoposto al mezzo di soccorso.

L’OPERAZIONE – La pilota è stata operata d’urgenza ieri notte, per ridurre i traumi cerebrali causati dall’incidente. L’intervento sembra essere andato a buon fine, anche se i medici attenderanno 48 ore prima di diramare un vero e proprio bollettino medico. Fa ben sperare, comunque, che la De Villota sia cosciente e abbia risposto agli stimoli dei medici. Nel frattempo il mondo della F1 si è subito prodigato in messaggi di incoraggiamento e pronta guarigione, specialmente da parte del compaesano della pilota Marussia, Fernando Alonso, e della coppia McLaren, Hamilton e Button.

I PRECEDENTI – Rischia di riaccendersi, a questo punto, la polemica sulla pericolosità dei test di Formula 1. Sebbene i soccorsi siano giunti subito, non è chiaro se il mezzo pesante della scuderia fosse stato posteggiato in un posto sicuro, sufficientemente lontano dal circuito. In ogni caso, la memoria non può che tornare indietro a tragici incidenti avvenuti durante i test, come quello di Patrick Depallier ad Hockenheim nel 1980, o quello di Elio De Angelis al Paul Ricard nel 1986: il francese perse la vita nell’impatto contro un guard rail, poiché, in quell’occasione, non erano state installate le reti di protezione che normalmente si usavano per i GP. La stessa sorte, purtroppo, toccò anche il nostro connazionale, soffocato dai fumi della benzina, sprigionati da un capottamento a 270 km/h; il pilota romano venne estratto dai soccorritori ben 45 minuti dopo lo schianto, quando il suo corpo era già esanime. Parlando di avvenimenti recenti, un altro pilota spagnolo è stato vittima di un drammatico incidente: Joan Lascorz, il 2 Aprile 2012, è rimasto paraplegico, rischiando addirittura la tetraplegia, in seguito a un crash durante i test di Superbike a Imola. L’ennesima dimostrazione che, sebbene si sia fatto tanto per diminuire il pericolo dei piloti, il rischio che essi corrono è ancora elevatissimo.

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