Formula 1: Webber, dalla rinascita sportiva al rinnovo del contratto

giovedì 12 luglio 2012

VINCE E CONVINCE – Con la grande vittoria di domenica a Silverstone, Mark Webber ha raggiunto, neanche a metà stagione, l’obiettivo che, prima dell’inizio del Mondiale, sembrava per lui quasi utopico: assicurarsi un sedile Red Bull anche per l’anno prossimo. Webber ha vinto e convinto. Il pilota australiano ha dimostrato di esaltarsi proprio nelle situazioni di incertezza, dove per prevalere bisogna tirare fuori grinta e tenacia, che a Mark non sono mai mancate. E, nel Team anglo-austriaco, queste caratteristiche sono quelle di cui difetta Vettel, formidabile nell’interpretare la strategia “pole-fuga indisturbata”, ma poco cattivo agonisticamente se si trova ad inseguire. Per questo Chris Horner, che certamente non è uno sprovveduto, ha deciso di confermare Webber fino al 2014: Mark e Seb sono complementari, rendendo il Team competitivo in ogni situazione.

LA RINASCITA – Prima di cominciare la stagione 2012, in pochi avrebbero scommesso che Webber si potesse giocare la conquista dell’iride. Nel 2010 ha perso un Mondiale, già vinto, a causa dell’ostracismo della squadra nei suoi confronti, mentre il pupillo Vettel veniva coccolato e servito di tutte le novità tecniche. L’anno scorso, demotivato da ciò che era successo, è stato fagocitato dalla fame agonistica di Sebastian, che gli ha anche lasciato la patetica vittoria nell’ultimo Gp dell’anno, in Brasile. Della serie: “Solo se fingo dei guasti riesci a vincere, vecchietto”. E, così come nel 2011, prima del Gp inaugurale di Melbourne, le gerarchie nel Team di Horner sembravano le solite. Poi si presenta, inaspettato, il Mondiale più equilibrato di sempre. Una stagione dove conta fare sempre punti, non commettere errori, sfruttare appieno ogni opportunità favorevole. Ed è stato proprio in questo contesto che l’esperienza, la costanza e la caparbietà di Webber hanno prevalso, fino ad oggi, sulla velocità di Vettel.

IL MERCATO – La conferma di Webber in Red Bull ha interrotto il grande fermento che si era creato nel mercato piloti. Pertanto, il 2013, molto probabilmente, manterrà immutato lo schema attuale delle scuderie. L’australiano, peraltro, ha confermato che il suo possibile ingaggio in Ferrari per la prossima stagione era tutt’altro che una favola giornalistica, ma un interesse vero e proprio da parte di Maranello. La Rossa, a questo punto, confermerà quasi sicuramente Massa anche nel 2013: volendo puntare all’acquisto di Vettel per il 2014, la scuderia modenese ha escluso l’ipotesi di un giovane de fare crescere nel lungo periodo (in primis Perez, ma anche Maldonado o Grosjean). Per questa ragione, l’ingaggio di Mark, per un solo anno, sarebbe stato perfetto: è a fine carriera, e un Mondiale con la tuta rossa avrebbe significato per lui una chiusura idilliaca della permanenza in Formula 1. L’unica alternativa plausibile è Jenson Button, ma l’inglese non si sposterà da Woking, molto probabilmente, per due motivi: non avrebbe senso andarsene da un Top Team come la McLaren per fare un solo anno in Ferrari, anche perché non è in procinto di chiudere la carriera come Webber; in secondo luogo, Jenson si è ambientato benissimo nella scuderia di Ron Dennis, sia coi componenti della squadra sia con Lewis Hamilton. Proprio Hamilton, invece, sembra voler cambiare casacca, sebbene anche questa prospettiva sia difficilmente praticabile: l’inglese vorrebbe la Lotus, che però ha blindato Raikkonen, mentre Grosjean, che sta comunque facendo molto bene, è fortemente sponsorizzato dalla Renault, ex possessore e partner tecnico del Team. In sostanza, la Lotus, anche se volesse, farebbe molto fatica a “liberarsi” dei suoi piloti. Nelle prossime settimane, comunque, arriveranno molte conferme da parte delle squadre, e si capirà se questi nodi, all’apparenza indistricabili, potranno essere sciolti.

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