BARI – Nella splendida cornice del “San Nicola” di Bari -e pazienza se il terreno di gioco pare la risaia del più celebre dei film di Giuseppe De Santis (gli infortuni di Caceres e Pepe gridano vendetta, NdR)- è andato in scena stasera il tradizionale appuntamento col Trofeo Tim: il triangolare, come ogni anno, è il primo assaggio stagionale col calcio che conta, vista la presenza delle tre grandi del Gotha calcistico. E pazienza se dall’anno prossimo Milan e Inter verranno rimpiazzate dallo sponsor tecnico con le più sexy Napoli e Udinese: i rossoneri per pubblicità ingannevole e successiva class action da parte dei tifosi, che finirà di dissanguare le casse sociali; i nerazzurri per eccesso di progetti, rifondazioni e linee-giovani che da quest’anno seguono una nuova linea programmatica: liberarsi dei vecchi dall’ingaggio pesante sostituendoli con pari età dagli emolumenti più austeri. Ah, per la cronaca, il torneo va ai nerazzurri che, difendendosi per 90’, mettono a segno ben tre gol: per il gioco, appuntamento con l’Hajduk. Il Milan non è nemmeno giudicabile dato che la mandria di giovani portata in Puglia verrà adeguatamente sostituita da Galliani prima del linciaggio popolare. La migliore del lotto è ancora la Juve (ma non erano i nerazzurri a dover fare i preliminari?): automatismi, ritmo, corsa e quel senso di tirannia che fa molto 90’s ritrovato. Peccato solo per i KO a raffica nel mini-match col Milan: ma con una punta di livello mondiale gli scudetti fino al 2015 sono già in cassaforte. Quanti? Fate vobis.
PRIMO ATTO: INTER-JUVENTUS 1-0 – Aprono le danze l’Inter dei giovani (baby Mbaye -un terzino uno scioglilingua- e… basta: ché quando si passa al campo gli slogan meglio riarrotolarli, sia mai qualcuno ci creda) e la Juve vestita come piace a Conte: 3-5-2 con dietro Masi-Caceres-Lucio (brrr…) e la new entry Asamoah a impastar cemento in un reparto che è già una diga. Risultato? Monologo bianconero con Vidal a giganteggiare imbeccando le punte, e l’unico starnuto nerazzurro che vale il successo: lo firma Coutinho su nostalgico buco di Lucio, il quale sbaglia sul ‘centro’ di Milito e stende un tappeto verde-oro al Pinocchio interista. Bene Quagliarella, fermato solo da Handanovic e, sull’altra sponda, Guarin tiene in piedi la baracca sul giro-palla avversario. Note di colore: ‘Strama’ fa svariati cambi per chiudersi ancora di più e portare a casa tre punti che torneranno utili nel corso della stagione, mentre un inconfessabile brivido caldo deve aver percorso le schiene dei supporter meneghini quando Jonathan ha sfiorato al 13’ il raddoppio.
Inter (4-3-3): Handanovic; Jonathan, Ranocchia, Chivu, Mbaye (39’ Silvestre); J. Zanetti, Cambiasso, Guarin; Palacio (39’ Longo), D. Milito, Coutinho (34’ Nagatomo). All. Stramaccioni
Juventus (3-5-2): Storari; Caceres, Lucio, Masi; Lichtsteiner, Asamoah, Marrone, Vidal, De Ceglie; Quagliarella, Matri. All. Conte
Rete: 12’ Coutinho (I)
SECONDO ATTO: MILAN-JUVENTUS 0-1 – Uno dei temi tattici del prossimo torneo sarà capire chi per primo userà il napalm tra Conte e Allegri. Di fronte a ciò, tutto il resto perde d’interesse: ad ogni modo il tecnico pugliese cambia in mezzo e rivoluziona l’attacco (Vucinic e Boakye, uno pronto per la A: all’età del ghanese, Balotelli non era così forte) mentre Allegri schiera quella che, fa brutto dirlo, al 21 di luglio è una simil-formazione titolare. Ma San Adriano cade fisso il 31 agosto: qualcuno arriverà. 45’ frizzanti anzichenò: il mini-bollettino di guerra riporta due ‘gialli’ e i KO di Pepe (grave: sospetto stiramento), Caceres e Vucinic. Il campo dice Juve, col solito ritmo: alto, altissimo, anche a queste latitudini stagionali. Taiwo si (ri)presenta con una mina mica da ridere, chance per El Shaarawy (14’) a cui risponde Padoin. L’1-0 è un rigore di Vucinic, agganciato in area da Traoré, il Fiore del Mali. L’ex Nancy prova a farsi perdonare, ma l’inzuccata è fuori. Si finisce in ‘fajolada’, piacevole antipasto di ciò che ci aspetta al primo match ufficiale.
Milan (4-3-1-2): Amelia; De Sciglio, Bonera, Yepes, Taiwo; Traoré, Ambrosini, Emanuelson; Boateng; Robinho, El Shaarawy. All. Allegri
Juventus (3-5-2): Storari (25’ Leali); Caceres (45’ Lichtsteiner), Lucio, Masi; Pepe (39’ Untersee), Padoin, Vidal (25’ Pazienza), Asamoah, Ziegler; Boakye, Vucinic (44’ Matri). All. Conte
Rete: 31’ (rig.) Vucinic (J)
TERZO ATTO: INTER-MILAN 2-1 – Profumo d’erby: ovvero, scambio di stracci a centrocampo tra i capitani Zanetti e Ambrosini e via al Derby della Madonnina, la copia sbiadita e ristretta di quello che un tempo, con Eto’o e Ibra, era invece un derby della Madonna. Allegri mette tre baby, perché solo questi ha, più l’eterna promessa Albertazzi; Stramaccioni limita gli esperimenti e conferma, Belec a parte, lo stesso ‘undici’: vedere Longo in panchina a luglio, sul campo di patate di Bari, è uno di quei segnali in codice che non van lasciati cadere nel vuoto. L’Inter fatica orribilmente a tener palla: solo gli ex genoani Milito&Palacio (in attesa di Gilardino e del successivo inserimento del Grifone nello stemma sociale) alleggeriscono la pressione del Diavolo. Che, infatti, passa al 17’ con El Shaarawy, bravo a sfruttare l’errore di Chivu -uno che si è decurtato l’ingaggio pur di continuare a fare le stesse topiche con la maglia che ama- e insaccare. Passano 8’ ed ecco la Mossa del Giaguaro: che non è quella del Piotta, anche se il colombiano è un tamarro con tutti i crismi, ma di Guarin che, servito da Palacio, batte Edoardo Pazzagli (figlio dell’ex n.1 milanista, scomparso giusto un anno fa: una bella storia). Il come-back al 34’: Palacio timbra il primo cartellino nerazzurro dopo una di quelle magiche fughe solitarie che il calcio estivo ancora sa regalare: 2-1. Il Milan versione-gita scolastica è schiantato: l’Inter si fregia del primo alloro e, al ritorno ad Appiano, troverà la sorpresa più bella: il 31enne Next Gen Centrocampista Gabi Mudingayi, pagato a rate al Bologna. Son soddisfazioni.
Inter (4-3-3): Belec; Nagatomo (37’ Bianchetti), Silvestre, Chivu, Mbaye (22’ Jonathan); J. Zanetti, Cambiasso, Guarin (35’ Ranocchia); Palacio (43’ Pasa), D. Milito (29’ Longo), Coutinho (43’ Benassi). All. Stramaccioni
Milan (4-3-1-2): Amelia (21’ Pazzagli); Antonini, Acerbi, Albertazzi (43’ Iotti), Mesbah; Traoré (41’ Prosenik), Cristante, Valoti; Boateng (20’ Carmona); Ganz, El Shaarawy (33’ Emanuelson). All. Allegri
Reti: 17’ El Shaarawy (M), 25’ Guarin (I), 34’ Palacio (I)