ROMA – Il mondo del pallone sorpreso oggi da un lutto inatteso: se ne è andato Aldo Maldera, uno dei terzini sinistri più importanti del campionato italiano a cavallo tra gli anni ’70 e gli ’80. La notizia è stata diffusa dall’Ansa che lo ha appreso da fonti vicine alla famiglia.
DUE CITTA’ NEL DESTINO - Nato a Milano, si è spento a Roma, e forse non è un caso, essendo state le due città simbolo della sua carriera di calciatore. Aveva solo 58 anni Maldera, che nacque il 14 ottobre del 1953 nel capoluogo lombardo. Fratello minore dei calciatori del Milan Attilio e Luigi e quindi noto anche come Maldera III, crebbe nelle giovanili rossonere arrivando all’esordio in Serie A contro il Mantova il 26 marzo del 1972. Dopo una stagione in prestito al Bologna, tornò al Milan dove rimase fino al 1982 senza lasciarlo nemmeno in B: 227 presenze, 30 gol e il bottino di uno scudetto e una Coppa Italia. Poi il passaggio alla Roma e subito un altro tricolore nel 1983, diventando ben presto uno dei beniamini dei tifosi giallorossi, e una Coppa Italia l’anno successivo. Carriera chiusa in viola, con due stagioni alla Fiorentina. Poi addio al mondo del calcio e ora, dopo una lunga malattia, addio alla vita.
NON SOLO DIFESA - Maldera arrivò persino all’esordio in nazionale il 28 maggio 1976 a New York in amichevole contro l’Inghilterra, e collezionò in totale 10 presenze in maglia azzurra, con cui prese parte ai Mondiali ’78 e agli Europei ’80. Uomo tranquillo e timido, ricordato dai colleghi come esempio di educazione e professionalità, si distinse per la sua gran velocità sulla fascia sinistra. Lo chiamavano “cavallo”, sapeva dribblare e crossare abilmente e grazie alla potenza del suo piede mancino riusciva a segnare con regolarità: fu anche grazie alle sue 9 reti che nella stagione 1978-79 il Milan celebrò lo scudetto della stella. Era un allievo di Nils Liedholm, altro mite esempio del mondo del calcio che come lui non c’è più.