“Cambiare tutto perché nulla cambi” è una di quelle frasi che, a furia di ripeterle, stingono per l’uso ripetuto. Andatela a cantare sotto la curva dei tifosi pescaresi, storditi da un’estate che ha visto i biancazzurri tornare, con una cavalcata rossiniana -pardon- zemaniana, in A e poi veder partire di colpo i principali tenori (oltre al direttore d’orchestra) una volta terminata l’opera. Insomma, ribaltone: peraltro subìto dalla società di Sebastiani che avrebbe pure sposato la continuità: ‘programmato’ diremmo, se è vero che si trattava, in molti casi, di fine prestito. Non era in agenda l’addio di Zeman: 4-3-3, linea verde, prestiti intelligenti, sostegno di un’intera città restano immutati, ma non sarà lo stesso. Ecco: ai nostalgici del “Gattopardo” suggeriamo di non fare i direttori sportivi. Perché magari il miracolo al Pescara riesce di nuovo, ma il clima è più da Restaurazione pre-boemo che da film di Visconti.
“DOCUMENTI, PREGO” – Punto a favore: i pescaresi vengono da un trionfo in B e, pur avendo smantellato organico più ‘cast tecnico’, voleranno sulle ali dell’entusiasmo all’inizio. Poi, i risultati come sempre faranno da discrimine. Il Pescara è una società ‘giovane’ e il salto in A(lto), anche se ha stupito tutti, non è stato improvvisato. L’impressione è che il consolidamento avrebbe avuto bisogno di un altro paio d’anni. Ma oramai si è in ballo: e poi, in un torneo sempre più livellato verso il basso, per paradosso avrà più possibilità di sfangarla la squadra rifatta per Stroppa che non quella di Zeman, che avrebbe stappato champagne ma pure pagato il solito dazio (50 reti minimo al passivo). Dati alla mano, con questi numeri si retrocede. C’è di buono che una ricaduta sarebbe riassorbita presto: senza follie e con le temporary-team (prestiti, comproprietà) la B non è una tragedia. Per ora, lotta armata.
GOVERNO TECNICO – Il ds Delli Carri ha scelto uno degli adepti del Maestro per seguire il percorso già tracciato ma, al contempo, variare sul tema: Stroppa mangia pane e 4-3-3 ma coi nuovi interpreti (addio Sansovini-Insigne-Immobile) un 4-2-3-1 dà più garanzie. L’incognita è legata al doppio salto: l’ex ‘10’, dopo la Primavera rossonera, ha in curriculum un settimo posto l’anno scorso col SudTirol; per il resto, buone referenze che, con una patata bollente che tecnici più scafati avrebbero evitato, potrebbero non bastare (vedi l’emergente Di Francesco a Lecce).

4-3-3: Galeone, Zeman...
LA ROSA DEI 20 – Partito il trio, persa l’lluminata (ma acerba) regia di Verratti, poche conferme. In porta l’esperto Anania a cui si affiancherà il baby Perin, bene a Padova: a chi la n.1? Capuano è rimasto un’altra stagione per poi volare verso altri lidi, mentre sono arrivati Terlizzi (rilanciato a Varese), Cosic (CSKA, ’92) e un altro giovane già pronto al ‘salto’ (Crescenzi); assieme a Bocchetti (cugino d’arte) e al nuovo Quintero (freccia colombiana ’93: da seguire) formano il reparto migliore, dato che mediana e attacco sono delle incognite. In mezzo, c’è capitan Cascione: in entrata il navigato Giuseppe Colucci (Cesena), il declinante Blasi, Bjarnason (Liegi) e l’ex promessa Weiss. Valzer davanti dove Abbruscato deve ritrovare la vena: mistero lo svedese Celik (!), i colpi sono la conferma di Caprari, in prestito dalla Roma, Ragusa (Reggina) e Jonathas, ottimo a Brescia. Imbeccati i tasselli, si ragionerà.
L’IDOLO – Marco Capuano, giovane (’91), è “l’enfant du pays”: pescarese doc, a differenza di altri talenti, per ora è rimasto. Già 12 ‘caps’ nell’Under, nella nidiata di giovani pare un veterano. Non gli si butti addosso la croce addosso se le cose vanno male. Vediamo se il battesimo del fuoco lo brucia. Attenti a Perin (’93), miglior n.1 della scorsa B.
‘CRAQUE’ – Il 23enne Jonathas ha già girato il mondo. Brasile, Olanda, Italia (Brescia). Un crescendo, con qualche intoppo: con le ‘Rondinelle’ 16 reti nel 2011-12 e la ‘promozione’ a nuovo Immobile. Garantisce il club lombardo che oramai sforna campioncini ready-made per le big. Che non diventi Abbruscato, dopo il rodaggio, la riserva?
Pescara (4-3-3): Anania (Perin); Zanon (Balzano), Capuano, Terlizzi, Crescenzi; Colucci, Cascione, Blasi (Nielsen); Weiss, Jonathas (Abbruscato), Bjarnason. All. Stroppa.
Giudizio: ***/10