Verso Brasile 2014: Germania ok, ma quanta fatica coi cuginetti austriaci

GERMANIA – La Germania di Joachim Low, dopo la cocente delusione per l’eliminazione firmata Balotelli agli scorsi europei, inizia nel migliore dei modi possibile il lungo percorso che dovrebbe prevedibilmente condurla al mondiale 2014.

L’ESORDIO – La strada verso Rio de Janeiro si è aperta con la facile vittoria interna di settimana scorsa su quelle simpatiche canaglie delle isole Far Oer, sconfitte ma non umiliate ad Hannover, in quella che è stata la gara di apertura del Girone C. Girone nel quale la Germania è stata inserita assieme a Svezia, Kazakhstan, Austria, Irlanda e Far Oer appunto. Una Germania infarcita di qualità dalla metà campo in su, faticava più del previsto a domare la resistenza dei semi-dilettanti isolani, vincendo per tre a zero una gara in realtà mai in discussione, trascinata dalla classe del solito Mezhut Ozil che con una doppietta spianava la strada alla corazzata teutonica, desiderosa di mettere velocemente in soffitta i rimpianti estivi. A dare il via alle danze ci aveva pensato Mario Gotze, con una splendida serpentina finalizzata da un bel piatto destro in chiusura di primo tempo. Germania quindi subito prevedibilmente vincente alla prima e Low parzialmente soddisfatto per una prestazione non particolarmente esaltante.

A VIENNA – Alla seconda partita i bianchi avevano un impegno sulla carta ben più probante, dovendo affrontare al Prater di Vienna i cuginetti austriaci. Low, confermava il modulo dell’europeo, il solito 4-2-3-1, con Kroos e Khedira in mezzo al campo a sostenere le invenzioni dei tre fantasisti Muller, Ozil e Reus, schierati alle spalle dell’unica punta, il laziale Miroslav Klose preferito a un Podolski ancora indietro di condizione. L’Austria, per parte sua, rispondeva con una formazione piena zeppa di ragazzi che militano nel massimo campionato tedesco: dall’esperto Ivanschitz, passando per Fuchs e Harnik per finire con i tre made in Werder, vale a dire Prodl, il neoarrivo Junuzovic e la promessa mancata Arnautovic. La gara si manteneva in equilibrio per tutta la durata di una prima frazione parecchio spigolosa, ma era la Germania a passare nel finale con un invenzione di Marko Reus, bravissimo ad infilare Almer sul suo palo al minuto 42′. Il vantaggio sbloccava i tedeschi, artefici di un primo tempo sostanzialmente incolore, e nella ripresa si vedeva una Germania decisamente più decisa e concreta. Al 52′ Muller veniva atterrato in area, per l’arbitro olandese Kuipers irregolarmente. Per Ozil era un gioco battere per la seconda volta Almer e realizzare il suo terzo gol in due partite. Il due a zero illudeva la banda Low che fosse tutto facile, ma un Austria volitiva e francamente più qualitativa di quella del recente passato trovava il gol della bandiera grazie a Junuzovic, abile nel tagliare sul primo palo su una bella iniziativa personale di Arnautovic, e a battere un incolpevole Neuer. Poi era però nuovamente la Germania a riprendere in mano le redini del match concedendo pochino ai disperati attacchi dei padroni di casa, che con il solito Arnautovic fallivano il pareggio a pochi minuti dal termine. Germania che così vola a punteggio pieno in attesa di sapere chi tra Irlanda e Svezia rappresenti la vera antagonista in un girone che rischia sin dall’inizio di divenire una marcia trionfale per Ozil e compagni.

Austria-Germania 1-2 (42′ Reus, 52′ Ozil, 57′ Junuzovic)

Austria: Almer, Garics, Pogatetz, Fuchs, Ivanschitz (dal 75’ Jantscher), Arnautovic, Junuzovic, Harnik (dal 55’ Burgstaller), Baumgartilinger (dall’85’ Janko), Prodl, Kavlak. In panchina: Lindner, Gratzei, Dragovic, Pehlivan, Burger, Suttner, Klein, Leitgeb, Schiemer. Allenatore: Marcel Koller

Germania: Neuer, Lahm, Badstuber, Hummels, Schmelzer, Kroos, Khedira, Muller, Ozil, Reus (dal 46’ Gotze), Klose (dal 75’ Podolski). In panchina:, Zieler, ter Stegen, Howedes, Gundogan, Schurrle, Lars Bender, Mertesacker, Boateng, Draxler. Allenatore: Joachim Löw

Arbitro: Björn Kuipers (Olanda)

Ammoniti: Fuchs, Baumgartilinger, Prodl, Lahm.

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