GrifonDoria: una settimana in Pretura

[GrifonDoria: la rubrica esclusivamente dedicata alla Genova pallonara,  l’unica ‘fusione’ tollerata dai tifosi rossoblucerchiati]

GENOVA – La Genova pallonara pur senza campionato trova modo di non annoiarsi. Genoa e Samp salgono all’attenzione della cronaca nazionale non certo per le amichevoli giocate in settimana ma per cause di giustizia sportiva. Mentre sembra chiudersi l’indagine sul derby su cui indagava la Procura di Cremona, arrivano gli strascichi di Genoa-Siena dello scorso campionato.

IL DERBY DELLA DISCORDIA – Molto rumore per nulla? Il timore suscitato dal pm di Cremona Di Martino che anticipò pesanti sanzioni conseguenti alle indagini sul discusso derby di ritorno Genoa-Samp della stagione 2010/11 (quello che finì con l’ormai famigerato gol di Boselli inconscio, si disse, dell’accordo delle due genovesi per il pareggio) pare essersi volatilizzato. Il pm di Genova Biagio Mazzeo (che ha ricevuto i faldoni dalla procura cremonese) ha infatti chiesto l’archiviazione per gli ex giocatori del Genoa Criscito, Milanetto, Dainelli e Palacio riguardo all’ ipotesi di frode sportiva per la presunta combine del derby. Finirà così? probabile, ma meglio non mettere la mano sul fuoco.

GENOA-SIENA – Nemmeno il tempo di ‘gioire’ che è arrivato l’inaspettato deferimento del Genoa (e con la società, di Preziosi, del dirigente Salucci e di sedici giocatori) da parte della Procura della Figc per Genoa-Siena del 22 aprile scorso, il match in cui i giocatori rossoblù si erano tolti le maglie per consegnarle ad alcuni tifosi  che avevano interrotto la partita. Ai tesserati è stata contestata la violazione dell’articolo 1 del Codice di Giustizia Sportiva (lealtà, correttezza e probità sportiva). L’avvocato del Genoa Mattia Grassani ha subito reagito:  “Il deferimento ci coglie spiazzati ed era inatteso. Ci domandiamo quale violazione sia stata commessa, non esiste nessuna norma che impedisca di consegnare la maglia a tifosi. E’ un caso senza precedenti, solo in sede di dibattimento si potranno conoscere le ragioni della procura federale”. Preziosi non resiste e dice ovviamente la sua a freddo: “Vorrei sapere come mai si parla sempre di Genoa-Siena, mentre del derby di Roma interrotto dai tifosi non se ne parla mai. In quella gara Totti andò a parlare con i tifosi e girò la voce del bambino morto, ma non era vero nulla. Non furono presi provvedimenti: invece il Genoa deve sempre pagare. Sono stato l’unico presidente con le palle che è sceso in campo per affrontare la situazione. E cos’è accaduto? Sono stato deferito: insomma cornuto, mazziato e offeso. Ma che razza di Italia è questa?

POCO SENSIBILE – Il ds blucerchiato Pasquale Sensibile ha preso ormai saldamente in mano le redini della Samp: un’ottima campagna acquisti, il tentativo di risolvere il caso-Palombo e alcune precisazioni sulla precedente stagione in serie B. L’ex capitano Angelo Palombo ha rifiutato tutte le proposte arrivategli continuando a sperare nel reintegro in rosa; Sensibile ha voluto fare un ultimo tentativo, il mediano (che sta valutando l’offerta) prolungherebbe il suo contratto fino al giugno 2018, spalmando in sei anni l’attuale ingaggio (1,5 milioni per tre stagioni). I sassolini nelle scarpe di Sensibile sono Bertani e Piovaccari, la coppia-gol (poi rivelatasi un flop) acquistata a suon di milioni di euro per affrontare la serie B: “Bertani per me non esiste più. Io sono una persona che dà tutto, ma allo stesso modo tolgo tutto. La rescissione è stata fatta alle sue richieste e non a quelle delle società. E alla fine lui mi attacca e dice che l’ho dimenticato. Piovaccari è un timido che si nasconde dietro a quell’atteggiamento da sbruffone, una delusione inaspettata.” Poi un paio di rivelazioni su due importanti trattative sfumate quest’estate: “Con il senno di poi, aver pensato a Benitez come allenatore è stato un errore ed è stata per noi una fortuna che non si sia giunti a un’intesa completa. All’accordo economico eravamo arrivati in mezz’ora, le sue idee sulla gestione di squadra e società coincidevano, specie nella prospettiva che vede nel tecnico della prima squadra il responsabile di vertice delle giovanili. Ma Benitez voleva un budget di mercato di 30 milioni, per competere subito per lo scudetto. Riquelme si è offerto a noi tramite Romero, per due notti a Bardonecchia io e Ferrara non ci abbiamo dormito. Il mister pensava al campione argentino e al suo modo di giocare, abbiamo preferito rinunciare ma non è stato facile”.

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