I bianconeri soffrono ma portano a casa i 3 punti: Genoa 1-Juventus 3

GENOVA – La Juve mantiene imbattibilità (arrivata a 42 gare consecutive in campionato) e testa della classifica, ma fatica moltissimo sul campo di un Genoa generosissimo e che per un’ora di gioco ha messo la partita su ritmi indiavolati, salvo poi restare a corto di fiato nel momento decisivo. L’unica colpa degli uomini di De Canio è stata quella di non chiudere il match quando ne hanno avuto l’occasione, con Borriello, Bertolacci ed Immobile. Juve tanto svagata e lenta nel primo tempo, quanto arrembante e decisa nella ripresa. Se Conte e Carrera cercavano indicazioni sulle possibilità di turnover le hanno avute: a quanto pare, al momento i bianconeri non possono fare a meno della potenza di Asamoah e della fantasia di Vucinic.

LE FORMAZIONI – Contrariamente alle parole di circostanza della viglia, l’accoppiata Conte/Carrera rivoluziona la squadra. Rispetto alla squadra-tipo vista finora, restano fuori Lichtsteiner, Vidal, Asamoah e Vucinic: dentro Caceres, Giaccherini, De Ceglie e Matri. Poche sorprese invece da parte di De Canio, che in avanti schiera la coppia di ex Borriello-Immobile.

PRIMO TEMPO – Che per la Juve sarà un pomeriggio difficile si capisce presto: già dopo 3′ Bonucci con uno svarione manda al tiro Borriello, palla fuori. Ancora più grosso il pasticcio all’8′: schema sbagliato su angolo, Immobile viene lanciato in beata solitudine nella metà campo della Juve, ma arrivato davanti a Buffon tenta il colpo sotto, ciabattando malamente a lato. I torniesi capiscono l’antifona e provano a salire, ma senza produrre molto a parte un tiro di Marchisio a lato al 16′. Dopo 2′ il Genoa passa: Borriello ed Immobile triangolano al limite, l’ex-pescarese la piazza nell’angolo dove Buffon non può arrivare: 1-0.

JUVE STORDITA – I Conte-boys accusano il colpo  e traballano: al 20′ Pirlo perde palla a metà campo, Jankovic dal limite calcia fuori di poco. La Juve prova a farsi vedere su calcio piazzato, bello schema che smarca Giovinco a centro area, ma palla alta. È solo un fuoco di paglia: al 36′ Borriello si beve Chiellini in area, e solo una straordinaria chiusura di Bonucci gli impedisce di raddoppiare. Ma nonostante la superiorità espressa, il Genoa rischia grosso al 38′: grande azione di Giaccherini che smarca Matri a centro-area, ma l’ex-cagliaritano calcia alto. Prima del ritorno negli spogliatoi, c’è ancora tempo per l’ultimo svarione difensivo della Juve: Kucka ruba palla a Marchisio a centrocampo e parte in contropiede, Bonucci lo stende al limite; non è ultimo uomo (Barzagli era rientrato) quindi solo giallo per lui. Ma è l’ennesimo campanello di allarme. Si va al riposo col Genoa in vantaggio di un gol e, per quanto si è visto, il risultato sta stretto agli uomini di De Canio.

SECONDO TEMPO – La Juve torna in campo più determinata nella ripresa, ma il Genoa ribatte colpo su colpo: la gara resta su ritmi altissimi. Nel giro di 5′ prima i bianconeri protestano per fallo di mano di Seymour, Sampirisi di testa mette fuori da due passi, Giovinco colpisce il palo da fuori e Giaccherini spara fuori sulla ribattuta. Carrera sceglie di cambiare: fuori De Ceglie, che pure non aveva demeritato per Asamoah, dentro Vucinic per Matri. La partita resta bellissima: Giaccherini ci prova al volo da fuori, palla fuori di poco, così come sul tiro di marchisio pochi minuti dopo. In mezzo, Borriello svetta di testa su palla inattiva e centra la traversa.

LA DURA LEGGE DEL GOL SBAGLIATO – Al minuto 60′ succede di tutto. Azione in stile-rugby del Genoa, con giocatori che si muovono in verticale e palla che viaggia in orizzontale. Bertolacci, solissimo a centro area, calcia a colpo sicuro, ma Buffon fa il miracolo: la Juve riparte in contropiede. Palla a Vucinic che appoggia al limite dell’area per Giaccherini: sinistro nell’angolo alla sinistra di Frey e 1-1.

IL FATTORE “V” – Il Genoa accusa il colpo, e la Juve cerca di approfittarne, ma per molti minuti, complice il ritmo indiavolato della prima ora di gioco, di grosse occasioni non se ne vedono. Carrera, notando la libertà di cui gode Caceres a sinistra, decide di togliere l’uruguagio ed inserire Lichtsteiner. Due minuti dopo Asamoah salta Sampirisi che lo stende in area: Rocchi indica il dischetto senza esitazioni, Vucinic mette dentro per il vantaggio-Juve. De Canio prova a far salire il baricentro, mettendo Melazzi per Antonelli, ma ormai è tardi: all’84° Vucinic mette in mezzo, deviazione, palla ad Asamoah che insacca da un metro. Partita in cassaforte: nel recupero Frey nega a Giovinco la gioia del gol, ma sarebbe stata una punizione troppo severa per questo generoso Genoa.

GENOA-JUVENTUS 1-3 (1-0)
18′ Immobile, 61′ Giaccherini, 78′ Vucinic, 84′ Asamoah
GENOA (4-4-2): Frey;  Sampirisi (dal 79′ Ferronetti), Canini, Bovo (dal 67′ Granqvist), Antonelli (dall’82 Melazzi); Jankovic, Kucka, Bertolacci, Seymour; Immobile, Borriello. A disposizione: Tzorvas,  Merkel, Piscitella, Jorquera, Moretti, Toszer, Anselmo, Stillo. All. De Canio
JUVENTUS (3-5-2): Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Caceres (dal 76′ Lichtsteiner), Giaccherini,  Pirlo, Marchisio, De Ceglie (dal 55′ Asamoah), Giovinco, Matri (dal 55′ Vucinic). A disposizione: Storari, Rubinho, Lucio, Isla, Pogba, Vidal, Marrone, Bendtner, Quagliarella. All. Carrera
AMMONITI: Immobile, Bonucci, Pirlo, Canini, Barzagli
ARBITRO: Rocchi

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