Fiorentina-Catania: le pagelle etnee

CATANIA – La formazione di Maran, dopo un pari e un successo, incappa nel primo KO stagionale. A Firenze i rossoblù non demeritano ma cedono ai viola che, pur se un po’ in ambasce nel primo tempo, avevano due cose che al Catania ancora mancano e che alla fine han fatto la differenza: un campione in ascesa (Jovetic) e uno che è tornato in Patria a distillare le ultime gocce di classe del tempo che fu (Toni).

CATANIA (4-3-3): ANDUJAR 6 – Ne prende due ma colpe non ne ha. Per il resto, ordinaria amministrazione, passata a rimpiangere di non avere i superpoteri per fermare anche Jovetic e Toni.

P. ALVAREZ 5 – Double-face, come certi capi d’abbigliamento. Ma oggi fuori moda: primo tempo tutto sommato discreto, poi Jovetic va a pascolare dalle sue parti e il pomeriggio diventa un incubo. A spingere, poi, manco a parlarne.

SPOLLI 5,5 – Dopo l’ottimo ‘inter-regno’ di Bellusci torna titolare accanto a Legrottaglie. Non ancora il granatiere della scorsa stagione -nonostante il fisico- e sulla rete di Toni si fa cogliere impreparato. Chiaroscuro.

LEGROTTAGLIE 6 – Il migliore del pacchetto arretrato, assieme a Marchese. Copia-incolla del giudizio su Spolli ma con qualche sbavatura in meno e la certezza che il punto fisso della difesa di Maran, per ora, sia lui. Che si giochino gli altri la seconda maglia.

MARCHESE 6 – Uno dei migliori esterni del campionato, e non da oggi. Nella (mezza) débacle di Firenze tiene a bada Cuadrado sulla sua fascia di competenza pur subendone la spinta continua. Vede raramente la metà campo avversaria, ma sono ordini di scuderia.

ALMIRON 4,5 – Faro del centrocampo etneo, come sempre. Ma, contro la Viola, del faro ha più la staticità che la luce: sbaglia qualche passaggio, prestando così il fianco alle ripartenze gigliate (vedi gol di Jovetic). Maran fiuta l’aria e lo cambia nell’intervallo (dal 1’ s.t. CASTRO 5,5 – Primo vero esame nel campionato italiano per l’argentino che però si vede poco, tranne al 79’ quando ha l’occasione buona. Lo si attende su una gara intera).

LODI 5 – Prestazione sottotono dell’uomo di maggior talento dei catanesi. Meno preciso del solito (sbagliare due appoggi di fila non è da lui) ma si riscatta, parzialmente, sui calci da fermo dove riesce a creare qualche apprensione anche nelle giornate di scarsa vena: Migliaccio è un cliente scomodo.

BIAGIANTI 5,5 – Fiorentino di nascita, ancora una volta è preferito a Izco: ma con la Fiorentina affonda pure lui nel grigiore della mediana rossoblù, facendosi preferire solo per maggiore dinamismo e una minor percentuale di disimpegni errati. Hai detto niente (dal 37’ s.t. IZCO S.V. – Il tempo di una sgambata e poco più. Inutile avvicendamento).

BARRIENTOS 5,5 – Poca verve ma, tra i due scudieri al servizio di Bergessio, è quello che si fa preferire (si fa per dire…). Nelle prime battute del match pare in palla, poi è un lento scolorire fino all’invisibilità totale. E Jovetic-Toni la frittata l’hanno già fatta. Sostituire lui magari?

GOMEZ 4,5 – Non ripete la prova con la Roma e il connazionale Roncaglia (certo non Beckenbauer) gli mette la museruola per tutti i 90’, sistematicamente raddoppiato nella ‘gabbia’ tesagli da Montella. Anzi no, qualcuno di meno dato che Maran decide, un po’ tardi, di dare uno scampolo di match a una punta di peso (dal 44’ s.t. DOUKARA S.V. – Il gigante classe ’91 proveniente dalla Vibonese non ha nemmeno il tempo di assaggiare la A e mettere in mostra quelle doti messe in luce in Lega Pro. Ma come alternativa a Bergessio, o suo partner in un attacco ‘a due’, merita una chance).

BERGESSIO 6,5 – Di stima e per marcare la differenza rispetto al resto della truppa. Poco (e male) assistito dalle due ali, fa il lavoro sporco andando a prendere palla a centrocampo e impostando l’azione che (sigh!) lui stesso deve concludere. Le uniche, vere palle-gol per gli ospiti passano dai suoi piedi: sulla seconda solo San Viviano gli nega la marcatura

all. MARAN 5 – Il voto, a dire il vero, non è tanto alla prestazione globale dei suoi (senza il Fenomeno e il Vecchio Totem, forse la Fiorentina non sarebbe riuscita a sbrogliare la matassa, rimanendo invischiata nello 0-0, NdR) quanto alla sua indecisione nel rivoluzionare l’assetto dopo che, prima Jovetic e poi Toni, avevano rotto un equilibrio che non andava male agli ospiti. Male aver tenuto fino alla fine Barrientos e Gomez. Ma è un passo falso fisiologico (il primo) nella crescita di una squadra che sta completando la transizione post-Montella: guarda caso, il primo ad  averle dato un dispiacere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *