Milan, ora resta solo il cuore

MILANO – Il gioco latita, la convinzione viene meno, nell’ambiente serpeggia la sfiducia, i tifosi sono imbufaliti. Ai rossoneri resta solo una possibilità: una vittoria di cuore, che li allontani da una situazione che rischia di diventare complicata.

A PEZZI – Alla fine di Milan-Atalanta ogni cosa era ridotta in pezzi: il morale, le certezze, la fiducia dei tifosi. Il che è molto strano, considerato che si tratta solo della terza giornata di campionato. Ma nel cuore dei supporter rossoneri si stanno materializzando tutte le paure che hanno animato l’estate, soprattutto dopo la cessione dei big Ibra e Thiago e l’addio di diversi pilastri della squadra. Il nuovo Milan non si è ancora dimostrato all’altezza delle aspettative dirigenziali e i tifosi, partiti pessimisti dopo quello che ritengono un mercato estivo inadeguato, ora temono veramente il peggio.

SENZA CERTEZZE – Il Milan di quest’anno è subito apparso come una formazione abbastanza sperimentale, ma aveva dalla sua parte l’età media non più così alta come un tempo. Si pensava che un’iniezione di gioventù potesse fare solo bene ad una squadra granitica ma ormai un po’ troppo ancorata alla vecchia guardia. Il problema è che il ricambio generazionale è avvenuto in blocco, forse un po’ troppo in fretta. Oltretutto la vendita di due pilastri pare aver mandato tutti un po’ in confusione e Allegri non sembra aver ancora trovato il bandolo della matassa. Il gioco non decolla, anzi in alcuni casi non pare proprio esserci. L’ambiente sta perdendo fiducia e i giocatori con esso. Il campionato è appena iniziato eppure il tempo per recuperare sembra già essere poco. Il problema è soprattutto psicologico e rischia di gettare tutta la squadra in una spirale da cui sarà difficile uscire.

L’UNICA SPERANZA È IL CUORE – Un film che al Milan si è già visto qualche annata fa, culminato con una frenetica rincorsa ad un quarto posto acciuffato all’ultimo. Ora la possibilità migliore per la squadra è una vittoria di cuore. Infatti se il gioco non funziona e il clima è sempre peggiore serve un’impresa, tre punti strappati con la forza, nonostante tutto. Da li si può pensare di cominciare a ricostruire un vero Milan. Serviranno punti di riferimento, qualcuno che non si faccia trascinare giù e capitan Ambrosini può essere l’uomo giusto. Serviranno orgoglio, carattere e tanto sacrificio. Non è troppo tardi per niente, ma il tempo è quasi scaduto.

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