Ch. League: il Psg schianta la D. Kiev (4-1), Ibra e Thiago in gol

PARIGI – Psg contro Dinamo Kiev non è solo ricchi contro meno-ricchi, almeno per noi italiani. Nove dei 22 in campo hanno giocato in Italia fino all’altro ieri. Uno, il più piccolo di tutti, se la cantava e suonava in serie B, ma a Parigi già strappa applausi. Un altro, il difensore brasiliano, è al debutto, dopo tanto Milan. Zlatan ha fiutato l’aria di austerity e con quel mattacchione di Raiola ha scelto Parigi per scalare la vetta d’Europa. Inter, Barcelona, Milan… Psg. Provaci ancora, Zlatan.

SOLO PSG, STASERA – Al “Parc des Princes” dopo un quarto d’ora di sbadigli Ménez ubriaca due difensori in aria, uno dei due lo tocca in scivolata ed è rigore. L’occhiolino con cui l’ex-romanista accoglie la decisione dell’arbitro la dice lunga sulla volontà di rimanere stoicamente in piedi. Il rigore è realizzato da Ibrahimovic. Lo svedese allunga la gamba, colpisce il pallone, ritrae la gamba mentre già alza, esultanti, le braccia. L’apertura alare di Zlatan è il primo vagito del Psg in Champions League. Al 23′ però Ideye dice che lui non ci sta, non può finire come da pronostico. Peccato che i piedi non lo aiutino, e la ribellione si spegne con un pallone sparacchiato in curva. Sirigu non sarà mai impegnato nel primo tempo, semplicemente perché questa è la premiére del Psg. Il Psg è come una donna bella, attrae magneticamente: Ménez si diverte a fare sombreri inutili a centrocampo che mandano in visibilio il pubblico. Pastore è l’uomo dei colpi di tacco, incantevoli, e corre a tutto campo: palla al piede. Però il Psg non è solo nastrini e fiocchetti, sa anche essere spietato.

CORNER VINCENTI – Alla mezzora il raddoppio, inesorabile. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo è Thiago Silva a spedire in rete il pallone, realizzando così il sogno di un gol all’esordio. Due minuti dopo, dinamica simile, l’altro centrale brasiliano Alex segna e fa disperare il giovane Koval, che se la prende giustamente con i compagni. Il primo tempo si chiude sul 3-0, sotto l’occhio vigile di Ancelotti, uno che la Champions la conosce come pochi. 7 tiri a 0 nello specchio: la Dinamo Kiev è sembrata intimorita e per nulla intenzionata a sfidare il destino. Il fato stasera dice Psg.

GRADITA ROUTINE – Quando il Psg si butta in avanti c’è poco da fare, la qualità maggiore dei francesi è proprio la velocità con cui si fiondano all’attacco, là dove svetta Zlatan, alla ricerca della doppietta. Il Psg gestisce con tranquillità il vantaggio. Al 60′ Ménez ci riprova: su lancio dalle retrovie si affloscia per terra simulando un contatto con i difensori partiti all’inseguimento. Forse un po’ troppo grossa questa, in effetti, così Ménez non se la prende quando l’arbitro lo invita a rialzarsi. Esce Ibra, entra Lavezzi. Kranjcar tira in porta per dare un senso alla serata di Sirigu. Poi esce anche Ménez che manda baci al pubblico, lo sostituisce Nene. Lavezzi è tra tutti quello che ride meno, ed è sembrato accigliato a fianco del compagno di panchina Nene nel primo tempo. Sull’argentino non si sono ancora accese le luci della ribalta, mentre gli altri (Verratti su tutti) sono già idoli. Il terzo cambio è Camara per Thiago Silva, acclamatissimo. E’ solo festa.

FINALE A SORPRESA? – L’idillio è spezzato all’86’ da un tiro-cross di Miguel Veloso che inganna Sirigu: il 3-1 tiene viva una partita altrimenti avviata verso… No, passano due minuti e Nene serve a Pastore l’assist per il 4-1. L’argentino è aiutato da una mezza papera del portiere ucraino, ma sigilla meritatamente una gara superlativa. Al fischio finale rimane l’impressione di una squadra che sa essere noiosa per quanto è forte, e che guidata di Ancelotti può evitare anche certi peccati di gioventù. Il Psg si è appena affacciato sul calcio che conta, ma non ha alcun timore reverenziale, sembra anzi sprezzante come il suo nuovo idolo, Zlatan Ibrahimovic.

PSG-DINAMO KIEV 4-1 (3-0)

MARCATORI: 19′ Ibrahimovic (P), 29′ Thiago Silva (P), 32′ Alex (P), 87′ Miguel Veloso (D) 91′ Pastore (P)

PSG (4-3-3): Sirigu; Maxwell, T.Silva (80′ Camara), Alex, Jallet; Verratti, Matuidi, Chantôme; Pastore, Ibrahimovic (72′ Lavezzi), Ménez (76′ Nene). Panch.: Douchez, Armand, Bodmer, Gameiro. All.: Ancelotti

DINAMO KIEV (4-2-1-3): Koval; Danilo Silva, Khacheridi, Mikhalik (46′ Betao), Taiwo; Garmash (53′ Vukojevic), Miguel Veloso; Kranjcar (77′ Gusev); Yarmolenko, Ideye, Raffael. Panch.: Shovkovskiy, Bogdanov, Ninkovic, Mehmedi. All.: Semin

AMMONITI: Nene (P)

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