La 3^ giornata di campionato dalla A alla Z

A come Atalanta: dopo le buone prestazioni nelle prime due giornate, che, però, avevano fruttato soltanto un punto, la Dea riesce a trovare la prima vittoria, su un campo tutt’altro che semplice. Complimenti a Colantuono e alla società nerazzurra, che in estate è riuscita a trattenere i prezzi pregiati e a confermarsi una “grande” tra le piccole.

B come Bologna: Davide che batte Golia, il Bologna che batte la Roma all’Olimpico. La similitudine calza a pennello e la squadra emiliana, dopo le prime due batoste di inizio campionato, alza finalmente la testa. Lo fa in una partita, che fino a 20 minuti dal termine, sembrava ormai persa. Complimenti a Pioli, un allenatore sottovalutato, che meriterebbe la panchina di una grande (i 2 mesi a Palermo non contano). Il Bologna ha una squadra importante e i due tenori Gilardino e Diamanti, potrebbero rappresentare la strada per la salvezza.

C come Cassano: a Milano è ancora acceso il dibattito se l’affare l’abbia fatto il Milan o l’Inter. Fatto sta che Pazzini, eccetto la tripletta di Bologna, non ha brillato nella prima e nell’ultima giornata di campionato. Esattamente il contrario di Cassano, che in 3 gare ha realizzato due reti e un assist, dimostrando continuità di rendimento. Il talento di Bari vecchia sembra rinato con la maglia nerazzurra e sta pian piano ritagliandosi il suo spazio nell’11 di Stramaccioni. Se continuerà con questo rendimento, potrebbe rivelarsi l’arma in più per la corsa allo scudetto.

D come Diamanti: non me ne vogliano i tifosi rossoblu, ma vedere Diamanti in una squadra provinciale, è uno spreco per tutto il calcio italiano. Giocatore di assoluta qualità e che le grandi inspiegabilmente snobbano. Anche domenica pomeriggio, il numero 23 è stato uno dei migliori in campo, contribuendo all’incredibile rimonta dell’Olimpico. Con lui in campo, tutto è possibile.

E come Estigarribia: il giocatore arrivato in prestito dalla Juve, si è subito messo in mostra con la maglia blucerchiata e domenica ha anche trovato la sua seconda rete in serie A. Potrebbe rivelarsi uno delle maggior sorprese del campionato.

F come Florenzi: 15 acquisti e poi ti rendi conto che il vero colpo di mercato ce l’hai in casa. Questa è la vera riflessione che dovrebbe fare Sabatini. In una Roma orfana di De Rossi e Bradley, il centrocampista romano è la vera sorpresa di questo primo scorcio di campionato. Dopo un’ottima stagione in B con il Crotone, il 21enne si sta consacrando in serie A. Bravo Zeman a credere in lui e a lanciarlo nel calcio che conta.

G come Gilardino: sono anni ormai, che Bologna è diventata la città della rinascita calcistica. Partendo da Baggio e Signori, finendo con Di Vaio, sono molti i giocatori che nel capoluogo emiliano hanno vissuto una seconda giovinezza. Si aggiunge alla lista Alberto Gilardino, attaccante ritenuto “cotto” dai più, ma che è tornato ad essere decisivo, con l’importante doppietta contro la Roma. Il violinista del gol è tornato a suonare.

H come Hernanes: nell’estate degli addii, in cui le grandi squadre hanno ceduto per comprare, Lotito ha preferito fare un mercato low cost trattenendo i suoi prezzi pregiati. Finora i risultati hanno dato ragione al patron biancoceleste. La Lazio, grazie ai gol e alle giocate di Hernanes, ha collezionato 9 punti in 3 gare. Il brasiliano sembra rivitalizzato dalla cura Petkovic, e dopo la scorsa stagione, in cui ha collezionato il record di sostituzioni in serie A, è tornato ad essere il perno del gioco della Lazio. Se dovesse continuare così, potrà finalmente affermarsi come top player, permettendo al club romano il tanto atteso salto di qualità.

I come Insigne: Lavezzi chi? Grazie alle ottime prestazioni di Pandev e del giovane Insigne, a Napoli, il “pocho” sembra già un lontano ricordo. E’ presto per definire fuoriclasse il 21enne di Frattamaggiore, ma i numeri ci sono tutti. L’anno scorso ha avuto l’ ottimo maestro Zeman, quest’anno Mazzarri lo sta svezzando nel calcio che conta. Tempo 3-4 anni e potrebbe diventare uno dei migliori giocatori del nostro campionato. Omnia cum tempore.

J come Juventus: primo posto dopo 3 giornate, con Napoli e Lazio a pari punti. Come prevedibile, è la Juventus la squadra da battere in questo campionato. Tuttavia, la vecchia signora, deve ringraziare un Genoa sprecone e un Vucinic in giornata di grazia, per i 3 punti conquistati nell’ultima partita. La squadra, sembra leggermente risentire dell’assenza di Conte in panchina. Tuttavia, quando i 3 punti arrivano pur giocando male, vuol dire che la ruota gira nel verso giusto.

L come Lopez: ma siamo sicuri che Maxi Lopez al Milan non serviva? Nell’anno della partenza di Ibrahimovic, sostituito (?) da Pazzini, il giocatore argentino, sta rispondendo a suon di gol, a chi, in quel di Milanello, l’aveva rispedito al mittente senza pensarci due volte. 3 gol in 3 partite sono un ottimo bottino per un giocatore che ha tante qualità, ma che non è mai riuscito a esprimersi nelle grandi piazze. Genova e la Samp potrebbero finalmente consacrarlo nell’olimpo dei grandi attaccanti.

M come Montella: come per Florenzi, rivolgo questo quesito ai tifosi della Roma: ma era davvero necessaria “l’operazione simpatia” Luis Enrique, quando in casa c’era Montella? Questa estate “l’aeroplanino” portava tornare a Roma. Invece, la società giallorossa ha preferito puntare sull’allenatore più in voga del momento, Zdenek Zeman. E’ presto per bocciare il boemo, ed è anche vero che i giallorossi hanno solo 2 punti in meno dei viola. Ma la squadra di Montella vince e convince. Solamente il Napoli e il San Paolo, hanno frenato la corsa di una delle squadre più in forma del momento. Occhio alla Fiorentina, che potrebbe rivelarsi l’outsider per la corsa al terzo posto.

N come Napoli: un bello schiaffo morale a chi riteneva la squadra campana indebolita, dopo la cessione di Lavezzi. Il Napoli c’è ed è una delle maggiori candidate per la corsa allo scudetto. Sicuramente, senza il talento argentino, gli azzurri hanno perso imprevedibilità, ma hanno acquistato compattezza. Cavani è il top player in campo, Mazzarri lo è fuori. Con loro due, per i tifosi dell’asinello, è lecito sognare.

P come Petkovic: arrivato nella capitale all’ombra di Zeman, il tecnico croato ha subito allontanato le perplessità e le critiche che si erano create nel pre-campionato, causa qualche amichevole persa. Roma è così, vive di entusiasmi, e basta poco per ribaltare completamente un’opinione. Adesso il sergente di ferro piace a tutti, laziali e non. Gli addetti ai lavori, finalmente considerano la squadra capitolina una pretendente allo scudetto e Petkovic non si nasconde. Il suo motto è giocare per vincere, sempre e comunque. Giovedì sera, in Europa League, contro il Tottenham, per la Lazio sarà un importante test per conoscere il suo reale valore.

R come Roma: è curioso notare che la squadra giallorossa, dopo 3 turni di campionato, abbia lo stesso punteggio della scorsa stagione, avendo giocato quasi contro le stesse squadre. L’anno scorso, l’11 di Luis Enrique, partì con una vittoria a Bologna, salvo poi perdere la partita successiva col Cagliari e pareggiare con l’Inter. Quest’anno i giallorossi hanno sbancato Milano, pareggiato con il Catania e perso col Bologna. Insomma, un anno dopo, l’allenatore è cambiato ma la storia no. Semplici coincidenze? Ai posteri l’ardua sentenza.

S come Sannino: 1 punto in 3 partite sono un bottino misero per una squadra importante come il Palermo, pertanto Zamparini ha già provveduto ad esonerare Sannino. Ma sarà questa la reale soluzione? Gasperini risolleverà una squadra falcidiata da un mercato indecente? I tifosi ci sperano, ma il presidente dei rosanero dovrebbe recitare il mea culpa, anziché cambiare allenatori come calzini sporchi. Massima solidarietà per Sannino, uno degli allenatori più bravi del nostro calcio, con la sfortuna di essere capitato nel posto sbagliato, nel momento sbagliato.

T come Toni: come nelle più belle storie romantiche, Toni è tornato a Firenze ed ha subito segnato. Di certo non è lo stesso Luca Toni delle 47 reti in due stagioni in maglia viola tra il 2005 e il 2007. Ma il pubblico dell’Artemio Franchi non l’ha dimenticato e lui l’ha subito ripagato con una rete. Amarcord.

U come Udinese: 1 punto in 3 gare si commentano da soli. Peggio dei friulani soltanto il Pescara a zero punti. D’accordo, bisogna aspettare prima di tirare le somme, il passato insegna (vedere stagione 2010-2011), ma è evidente che qualcosa si è rotto. E’ come se la squadra fosse mentalmente ferma ai maledetti rigori contro il Braga. In attacco Di Natale è ancora una garanzia, ma la difesa fa acqua da tutte le parti e le espulsioni stanno diventando una costante. Guidolin dovrà fare qualcosa al più presto, a partite da giovedì, dalla partita di Europa League contro l’Anzhi di Eto’o. Altrimenti, la situazione, rischierà di degenerare pericolosamente.

V come Vucinic: come i supereroi, entra in campo nel secondo tempo,con la sua squadra in svantaggio e cambia le sorti dell’incontro. Un gol e un assist, sono il ricco bottino domenicale del montenegrino, che dimostra di essere un elemento fondamentale e imprescindibile nello scacchiere tattico di Carrera.

Z come Zeman: “Zeman non si tocca” è il leitmotiv a Trigoria. Prima Sabatini e poi Baldini, hanno pubblicamente difeso il tecnico boemo. In realtà, la squadra giallorossa gioca molto bene, quando si tratta di attaccare, mentre dietro sono frequenti gli svarioni difensivi. Insomma, nulla di nuovo sotto al sole. Certo, sui gol dei Bologna, ci sono grosse pecche individuali dei difensori romanisti, ma bisogna sottolineare che il centrocampo supporta poco e nulla la retroguardia e gli attaccanti non arretrano mai oltre il centrocampo. Con tutti i suoi pro e i suoi contro, Zemanlandia è anche questo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *