Milan ancora nel tunnel: con l’Anderlecht a reti bianche (0-0)

MILANO – Mala tempora currunt, e non accennano al miglioramento. Neppure la musichetta Champions dirada le nubi attorno al Milan, incapace di andare oltre allo 0-0 con l’Anderlecht, onesta compagine belga. Gli orizzonti -tecnici e psicologici- rimangono cupi per i rossoneri, ancora alla ricerca della prima rete stagionale in casa e in balia dei belgi per lunghi tratti del match. Un pareggio che costringe già a far calcoli: la vittoria contemporanea del Malaga sullo Zenit ridisegna la geografia del gruppo C.

(R)EVOLUTION – L’avvio schock in campionato taglia teste (e creste) eccellenti. Rispolverato Emanuelson esterno d’attacco, bocciatura per El Shaarawy; in mezzo l’unico “reduce” è De Jong, affiancato da Nocerino e da Flamini. Accantonati anche Abate e Acerbi, che cedono il passo a De Sciglio e al rientrante Mexes. Tra i belgi poche sorprese: tutto ruota attorno a Biglia, maghetto argentino di centrocampo, ma occhi puntati anche sul perticone Mbokani, seguito nientepopodimeno che dalla Juve. Fuori per squalifica Jovanovic, a far la spola tra le linee ci pensa il giovane Kanu.

DEPRESSIONE – Visto il passo -zoppicante-  di inizio stagione, anche un Anderlecht qualsiasi può metter paura. Rintanati nella propria metà, i rossoneri faticano a prender le misure concedendo metri pericolosi: Kljestan rompe il ghiaccio dal limite trovando Abbiati pronto. I belgi non scherzano, Mbokani è un’emicrania per il Diavolo. L’aspirina si chiama De Sciglio, che avanzando in rima crea scompiglio: l’occasionissima arriva sul Rowenta di Flamini, che centra Proto da metri zero. Con lo stop-e-tiro Boateng sembra dar la sveglia, ma è una fugace illusione: l’allarme suona ancora sulla discesa libera di Gillet, che stringe il diagonale su Abbiati. La tattica attendista non premia, troppo è lo spazio lasciato tra i reparti. Allegri avanzando il baricentro cerca una risposta, che arriva sull’unica trama ragionata del primo tempo. Nocerino serve il taglio profondo di Emanuelson, che d’istinto spara troppo centrale: in tempi di carestia, ci si accontenta di poco.

FISCHI E FIASCHI – Anche nella ripresa il tassametro continua a correre. I rossoneri sbagliano appoggi su appoggi, prestando il fianco alle ripartenze Anderlecht. E quando Biglia si invola solitario San Siro teme il peggio: fortuna che il biondo ex Boca sceglie la beneficenza (pallone in curva). Ma è l’ultimo scossone alla baracca Milan, che da lì serra la difesa. Serve un cambio di marcia anche in avanti, e stavolta è Boateng il -giusto- sacrificato. Allegri inietta adrenalina lanciando El Shaarawy, e arrivano puntuali anche le palle gol. La prima proprio sulla zucca del Faraone, bravo a schiacciare ma non altrettanto da angolare. Poi tocca a Pazzini -liscio su raffinato invito di De Sciglio- ed Emanuelson -taglio intelligente, sinistro alle stelle- “sporcare” il tabellino rossonero. Il tutto in 5 minuti che accendono barlumi di speranza. Eppure, il cambio Emanuelson-Constant spegne subito gli entusiasmi: la partita, in sostanza, si chiude qui. L’epilogo è tristemente reale: il Milan non sa più vincere.

MILAN-ANDERLECHT 0-0

MILAN (4-3-2-1): Abbiati; De Sciglio, Mexes, Bonera (dal 29’ s.t. Yepes), Antonini; Flamini, De Jong, Nocerino; Boateng (dal 15’ s.t. El Shaarawy), Emanuelson (dal 33’ s.t. Constant); Pazzini. (Amelia, Abate, Ambrosini, Bojan). All.: Allegri.

ANDERLECHT (4-4-1-1): Proto; Gillet, Wasilewski, Nuytinck, Deschacht; Bruno (dal 33’ s.t. Juhasz), Biglia, Kouyatè (dal 33’ s.t. Praet), Kljestan; Kanu (dal 44’ s.t. Yakovenko); Mbokani. (Kaminski, Safari, Vargas, De Sutter). All.: Van den Brom. ARBITRO: Collum (Scozia); assistenti Conquer e Mulvanny.

NOTE – Spettatori 27.593 per un incasso di 778.155,23 euro. Ammoniti Wasilewski, Kljestan, Flamini e Mexes per gioco scorretto. Angoli 4-3. Recuperi 1’ p.t., 3’ s.t.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *