Formula 1: quando a Singapore salta la luce…

Non sono bastate nemmeno oltre due ore di gara (2h 00’26″144 il tempo di Vettel) per mettere in archivio il Gp di Singapore. I numerosi episodi messi sotto osservazione dai commissari sono infatti sfociati in sanzioni e variazioni di classifica a motori ormai spenti.

SANZIONI – Schumacher è stato penalizzato per l’incredibile botto con Vergne. Il tedesco non è nuovo a simili tamponamenti: già a Barcellona si era stampato contro la Williams di Senna, pagando con 5 posizioni in griglia che gli sarebbero poi costate la partenza al palo a Montecarlo.

Ieri il 7 volte campione del mondo si è ripetuto, in maniera ancora più grossolana.

E implacabile è scattata la sanzione: le 5 posizioni post Spagna sono diventate, causa recidva, 10 posti in più sulla griglia di Suzuka.

Schumacher ha commesso un errore da dilettante: tirare in ballo che ha “frenato nel punto giusto”, ma che “la pressione troppo bassa delle gomme” ha fatto galleggiare la vettura, si commenta da sé. Anche senza guardare all’altra ventina di vetture che non ha giocato con gli stampini, 300 e passa gran premi disputati avrebbero dovuto portargli migliori consigli… A cosa pensava Schumacher in quella situazione? Forse a quel ritiro che, come in Ferrari, sembra sempre più imposto che cercato? A cosa vuole davvero fare da grande? A quanto è disposto ancora a spendersi per ritrovarsi sotto le luci della ribalta? Di sicuro anche oggi si sta parlando di lui. Ma la luce in questione non è quella che ha illuminato i suoi tanti trionfi, ma quella dei suoi riflessi che ieri non si è accesa.

COMMISSARI – Una stoccata anche ai commissari: ancora una volta, ieri, si sono divertiti a mettere sotto inchiesta quasi tutte le manovre di sorpasso. Fortunatamente, in questa Formula Asilo, solo Webber è finito dietro la lavagna. (Precisazione: la fortuna è riferita al singolo episodio, non a Webber…)
Webber ha infatti perso il 10° posto per un sorpasso ai danni di Kobayashi realizzato oltrepassando la linea bianca che delimita il tracciato. Drive trough non scontabile e quindi tramutato in 20″ aggiunti al tempo finale, a vantaggio di Perez.
Salvi invece Senna per l’episodio con Massa, Vettel per la frenata davanti a Button, e i vari Kobayashi, Hulkenberg, Rosberg, Ricciardo per episodi vari.
Infine una provocazione: non era il caso di fermare Schumacher? Il fattaccio era, come riconosciuto dagli stessi giudici di gara, alla seconda puntata. Due settimane fa Grosjean ha dovuto vedersi il Gp di Monza dai box perchè in Belgio aveva innescato il botto alla partenza che mise fuori gioco anche Alonso e Hamilton. Il francese, mai penalizzato fino a quel momento nonostante si fosse già reso protagonista di qualche manovra un po’ sopra le righe, si trovò tutti contro e i commissari, seguendo l’onda, lo squalificarono per una gara.
Vien da domandarsi allora se la sicurezza di Alonso e Hamilton conti più di quella di Vergne. Pare di sì.
E forse la linea dura viene attuata più sulla base delle conseguenze delle azioni che non sulla gravità delle azioni stesse.

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