Genoa-Parma: le pagelle del match

GENOVA – Pareggio acciuffato in extremis del Genoa grazie ad un rigore (dubbio) segnato da Borriello, che poco prima ne aveva sbagliato un altro. Può recriminare un positivo Parma che mantiene saldamente il vantaggio per gran parte della gara per poi disunirsi nel finale.

GENOA (4-3-3)

FREY 6.5 – Chiamato in causa da Amauri risponde prontamente, ora che è anche dimagrito nessuno si sogna più di contestarlo.

BOVO 5.5 – Utile nell’impostare l’azione ma restano le amnesie congenite e una condizione non ancora sufficiente. Censurabile il fallo su Acquah nel finale.

GRANQVIST 6 – Amauri gli scappa solo una volta (che poteva essere fatale) ma sforna un’altra prestazione convincente.

CANINI 6 – Non perde mai la calma anche se nel finale contro i guizzanti Pabon e Biabiany è un po’ in imbarazzo.

SAMPIRISI 5 – Timido e svagato, un passo indietro rispetto alle prove precedenti (dal 27′ st PISCITELLA SV – Esordio stagionale per l’ex Roma)

TOSZER 5.5 – Gestisce discretamente i palloni che (non sempre) i compagni gli concedono, colpa del suo minimo carisma.

KUCKA 6 – Prima partita stagionale sottotono per lo slovacco, nonostante una brutta botta da comunque il suo contributo fino alla fine.

ANTONELLI 6 – Alcune buone sgroppate ma manca la continuità nella partita, ancora fuori forma (dal 32’ st ANSELMO SV – Si piazza sulla fascia destra)

BERTOLACCI 4 – Lontano parente di quello che ha giocato contro la Juventus. Semplicemente inutile (dall’ 8′ st JORQUERA 5 – Finito per l’ennesima volta in naftalina viene ancora chiamato in causa quando si è con l’acqua alla gola, non incide)

IMMOBILE 6 – Svaria molto, si crea due grandi occasioni ma le fallisce; per una punta sarebbe una condanna ma non si può ignorare la sua generosità che, per ora, può bastare per la sufficienza.

BORRIELLO 6.5 – Altra partita di sacrificio. Sfortunato in occasione del primo rigore, furbo nel guadagnarsi una seconda possibilità.

All. DE CANIO 5.5 – Non riesce per la seconda volta la mossa Bertolacci e si ritrova praticamente in dieci uomini e l’inserimento di Jorquera non cambia la situazione. La squadra crea sempre occasioni, ma l’invenzione della difesa a tre non ha convinto e anche a centrocampo bisogna trovare l’equilibrio giusto.

PARMA (3-5-2)

MIRANTE 6.5 – Sempre attento, la parata più difficile quella su Immobile.

ZACCARDO 5.5 – La mobilità di Immobile (gioco di parole) lo imbarazza più di una volta, il meno convincente del trio difensivo.

PALETTA 6 – La colonna della difesa, copre tutto quello che deve, autorevole.

LUCARELLI 6 – Croce e delizia. Cancella lo straordinario gol del vantaggio causando il secondo rigore con un ingenuo sgambetto su Borriello.

ACQUAH 6 – Grazie al suo strapotere fisico si adatta decentemente anche come fludificante destro.

GALLOPPA 6 – Tra i migliori dei suoi, instancabile nella corsa e sempre propositivo anche se i compagni non lo assecondano abbastanza.

VALDES 5.5 – Prova opaca, non inventa nulla e si fa anche ammonire (salterà il Milan).

PAROLO 5.5 – Diligente e nulla più, ancora alla ricerca dello spunto ammirato a Cesena (dal 40′ st SANSONE SV – Esordio sfortunato).

GOBBI 6.5 – Il solito affidabile fluidificante mancino, Donadoni ci può puntare ad occhi chiusi.

BELFODIL 5.5 –  Esce per infortunio e nessuno se ne dispera più di tanto (dal 37’ PABON 6.5 – Entra ed inventa subito un assist per Amauri, sembra la spalla ideale per Amauri, ma nella ripresa non incide provando conclusioni da distanze siderali)

AMAURI 6 – Al rientro dal primo minuto sebbene in precaria condizione va vicino al gol, buon viatico per il futuro (dall’ 11′ st BIABIANY 6 – Entra per trovare con la sua velocità la ripartenza giusta per chiudere la partita, non arriva; se sta bene però deve giocare sempre titolare)

All. DONADONI 5 – Di solito ineccepibile, oggi non convince. Amauri tolto troppo presto concedendo campo al Genoa, azzardato l’inserimento della giovane punta Sansone al posto di Parolo nel momento più delicato. Ormai ci si vergogna di serrare i ranghi per paura di essere tacciati di ‘provincialismo’ ma per portare a casa una vittoria ci si dovrebbe tappare il naso e fare quello che si deve.

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