Serie B: Cesena, Bisoli non può trasformare l’acqua in vino

CESENA – “Non sono Mago Merlino, per invertire il trend ci vorrà tempo, lavoro e sudore”:questa una delle prime frasi pronunciata dal trainer di Porretta durante la conferenza stampa di presentazione. Tuttavia, dopo i quattro punti conquistati nelle due partite della sua gestione, qualcuno aveva cominciato ad illudersi che il coriaceo mister la bacchetta magica ce l’avesse davvero, nascosta da qualche parte. Invece ad Ascoli sono riemersi tutti i problemi della squadra romagnola, dalla rosa corta e costruita senza grosso criterio.

DIFESA – La difesa è senz’altro migliorata con l’arrivo di Bisoli in panchina (il suo predecessore si faceva vanto di curare poco la fase difensiva, geniale) e quello dell’ottimo Berardi in porta, ma i meccanismi vanno ancora oliati parecchio e non tutti gli elementi sembrano totalmente affidabili. Stante la prevedibile crescita di Caldirola e Comotto (benché quest’ultimo abbia sulla coscienza la rete segnata da Soncin al Del Duca), balbettano ancora Tonucci e soprattutto Brandao, per non parlare di un Bamonte catapultato dalla seconda divisione alla B ed ora stabilmente relegato in panchina.

CENTROCAMPO – Il centrocampo, affidato ai piedi teoricamente sapienti di Iori, raramente riesce a dialogare e tantomeno a “fraseggiare”. La condizione fisica del capitano reduce dalla promozione con il Toro appare vsisibilmente indietro, ed anche quella mentale non eccelle se è vero che solo nell’ultima partita disputata ha perso una mezza dozzina di palle sanguinanti davanti alla difesa. Ceccarelli (pallino di Bisoli) è al momento impresentabile e riesce difficile da digerire la scelta di schierarlo per lasciare in panca un rognoso Parfait che, quantomeno, rincorre ogni pallone con la bava alla bocca.

ATTACCO – Ad Ascoli si è rivisto Succi in attacco, l’elemento d’area che dovrebbe garantire la doppia cifra realizzativa, ma le due palle buone, buonissime, che ha avuto sui piedi le ha sprecate malamente, mentre il suo compagno di reparto, il vecchietto Graffiedi, si è al solito dannato l’anima in maniera encomiabile ma, diciamocelo, per giocare 90 minuti non ha più l’età.

IN SINTESI  – Questo a grandi linee il quadro scarabocchiato che mister Bisoli, forte di un temperamento guerriero e dell’appoggio incondizionato della piazza, dovrà trasformare (con sangue e sudore) in un bell’affresco. Perchè se è vero che la serie B è mediocre a livello qualitativo, è anche vero che più o meno tutti corrono e nessuno sta a guardare, e ritrovarsi nelle ultime posizioni non è una prospettiva che fa gola ad un pubblico già duramente provato dalla passata stagione…

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