“Torna a casa, Inter”: i nerazzurri piegano 2-1 una buona Fiorentina

MILANO – E luce fu. Dopo cinque serate d’astinenza (fra Europa League e campionato), l’Inter ritrova i tre punti a “San Siro” battendo 2-1 l’ottima Fiorentina di Vincenzo Montella. Gara vibrante, specie nel primo tempo (di Milito su rigore, Cassano e Romulo le reti) prima del calo finale, con i viola, seppur in inferiorità numerica, ancora a spingere, e i padroni di casa sulle gambe ma, per una volta, bravi a portar via l’intera posta. Sugli scudi Cassano (quarta rete in sei gare e un’ora di gran calcio), uno Jovetic che però si spegne alla distanza, Ranocchia e Juan Jesus: per il classe ’91, un’altra prova sontuosa, a rincuorare le prefiche che pensavano che tutti i più forti difensori brasiliani avessero lasciato la Serie A.

IN CAMPO – Strama, causa penuria di attaccanti e il ritorno a pieno regime di Samuel, ripropone la difesa a 3 e due punte, Cassano e Milito: la novità è il trequartista, a cui il tecnico nerazzurro non rinuncia, con Coutinho a fare le veci dell’infortunato Sneijder. Speculare l’atteggiamento degli ospiti, ma solo sulla carta: Montella si affida al duo serbo-montenegrino Ljajic-Jovetic e una mediana che mixa fosforo (Pizarro e Borja Valero), dinamismo (Pasqual e Romulo) e il turbo di Cuadrado a destra.

FA (E DISFA) MILITO – Il primo tempo è da stropicciarsi gli occhi con due squadre che, seppur si allunghino subito, dando vita a continui ribaltamenti di fronte, si sfidano senza remore. L’Inter è più attendista e sfrutta la ridotta autonomia di Cassano e Milito, spremendoli ben bene nella prima frazione. Tra i viola il fronte destro è quello più battuto e il sempre convincente Romulo tiene con Cuadrado sulla corda la retroguardia interista. La svolta al 16’ quando, dopo una gran giocata di Coutinho, sugli sviluppi dell’azione Rodriguez commette fallo di mano: episodio dubbio ma Giannoccaro decreta ‘giallo’ e penalty che Milito trasforma: 1-0! Manco 120 secondi e il Principe, su un ‘dolcetto’ di Cassano, inventa una giocata meravigliosa ma il tiro a botta sicura è sulla traversa.

LA TROTTOLA E LO JOJO’ – Sull’altro versante molto mobili Ljajic e soprattutto Jovetic che, in un paio di occasioni, chiamano alla grande risposta Handanovic e costringono al ‘giallo’ Ranocchia e Samuel. Al 30’ Milito, ancora imbeccato dal trottolino Cassano, si mangia il 2-0. Passano 4’ minuti e il barese raddoppia: lancio di Ranocchia, velo di Cambiasso e il n.99 deve solo spiazzare Viviano. Viola stordita? Macché. La ‘maquina’ di Montella continua a girare che è un piacere e, concedendo spazi, pascola sempre dalle parti di Handanovic. E al 41’ Pizarro pesca Romulo, lasciato solo da Nagatomo: colpo di testa e giochi riaperti (2-1).

IL SIGNORE IN ‘GIALLO’ – La ripresa si apre con un cambio un po’ a sorpresa: fuori un discreto Ljajic per Mati Fernandez. Il cileno, a dire il vero, comincia alla grande e sul primo dribbling fa sistematicamente ammattire i nerazzurri: i toscani crescono, Milito e Coutinho scompaiono tra le pieghe del match. Poi, al 62’, il secondo episodio decisivo: protagonista ancora l’ex Villarreal Rodriguez che, stavolta sì, è colpevole di un intervento inutile su Nagatomo che gli vale il secondo ‘giallo’. Viola in 10 e Montella passa al 4-3-1-1, rinunciando a malincuore al motorino Cuadrado per favorire l’ingresso di Luca Toni (70’).

DOLCE NAUFRAGAR – Negli ultimi 20’ le acque del match si chetano, con l’Inter un po’ sulle gambe (Cassano su tutti che, tuttavia, da fermo continua a inventare ‘corridoi’ per i compagni) e la Fiorentina che, incurante dell’inferiorità numerica, continua a spingere -Roncaglia, ancora una volta, è esemplare inserendosi sempre da dietro- cercando con più insistenza i lanci lunghi. Stramaccioni addormenta il match con Alvarez (72’) al posto di Coutinho ma, nel giro di 2’, Viviano è due volte strepitoso a negare il raddoppio a Milito. Il tecnico interista si copre ancora: Mudingayi e Guarin per Cambiasso e Milito con l’effetto di far abbassare ancora il baricentro dei suoi.

P.S. – Ma stavolta non ce n’è: nonostante l’arrembaggio finale ospite, l’Inter fa bottino pieno tra le mura amiche e spezza un (mini)incantesimo, rilanciandosi in vetta. Forse ancora troppo poco per proporsi come anti-Juve, ma è già qualcosa. Dal canto suo, Montella -come contro la Juve- forse raccoglie meno di quanto seminato ma, per geometrie e disposizione in campo (primo tempo) che per vis pugnandi anche con l’uomo in meno (ripresa), si propone ufficialmente come rivelazione del torneo. A patto di trovare un partner d’attacco per Jovetic.

Inter (3-5-2): Handanovic; Ranocchia, Samuel, Juan Jesus; Nagatomo, Zanetti, Cambiasso (37′ st Mudingayi), Gargano; Coutinho (26′ st Alvarez), Cassano, Milito (40′ st Guarin). A disp.: Castellazzi, Belec, Silvestre, Jonathan, Bianchetti, Obi, Duncan, Pereira, Livaja. All.: Stramaccioni.

Fiorentina (3-5-2): Viviano; Roncaglia, Rodriguez, Tomovic; Cuadrado (25′ st Toni), Romulo, Pizarro, Borja Valero (38′ st Migliaccio), Pasqual; Ljajic (1′ st Fernandez), Jovetic. A disp.: Neto, Lupatelli, Hegazy, Savic, Cassani, Olivera, Llama, Seferovic. All.: Montella.

Arbitro: Giannoccaro.

Marcatori: 17′ rig. Milito (I), 34′ Cassano (I), 40′ Romulo (F)

Ammoniti: Samuel, Ranocchia, Cambiasso, Guarin (I), Fernandez, Roncaglia, Rodriguez, Jovetic (F)

Espulsi: 17′ st Rodriguez (F)

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