La 6^ giornata di campionato dalla A alla Z

B come Bianchi – “attaccante da serie B”, questo era fino a un mese fa, la pesante nomea che si portava dietro il capitano del Torino. Invece Rolandinho in 6 gare di serie A, ha già collezionato 4 reti. Molto più di tanti suoi illustri colleghi decantati dalla stampa. Grazie ai suoi gol, il Torino si attesta in classifica, subito dietro le grandi e a pari punti con Roma, Fiorentina, e addirittura un punto sopra il Milan. Ventura ha posto Bianchi al centro del suo progetto e lui lo sta ripagando a suon di gol.

C come Cagliari – da quando la squadra sarda non gioca più al sant’Elia, non sa più vincere. Ennesima sconfitta per i rossoblu, che finora hanno collezionato soltanto due punti. Cellino ha subito provveduto a sostituire Ficcadenti, con l’esordiente Ivan Pulga, ex idolo della tifoseria negli anni ’80. Ma la soluzione del passato, servirà per un futuro migliore?

D come Destro – AAA cercasi Mattia Destro. Dov’è finito l’implacabile goleador, che la scorsa stagione, collezionò 12 reti, rivelandosi uno dei migliori giovani del nostro campionato? I tifosi romanisti lo aspettano, Zeman invece, inizia a perdere la pazienza e contro la Juventus, l’ha fatto accomodare in panchina. C’è il sospetto che un altro anno di gavetta in una piccola, sarebbe stato opportuno.

E come Ederson – erano anni che i tifosi laziali aspettavano di vederlo esultare con la maglia biancoceleste, finalmente domenica sono stati accontentati. Il brasiliano, corteggiato da Lotito dai tempi in cui giocava a Nizza, ci ha messo 18 minuti per segnare la sua prima rete italiana. Il gesto dell’aquila è stato apprezzato dai tifosi, che sognano di vederlo esultare in questo modo anche nel derby. Controllo palla, dribbling, tanta tecnica, sono queste le caratteristiche principali del numero 7, che potrebbe rivelarsi l’arma in più in ottica Champions. Adesso il compito più difficile per Petkovic: farlo convivere con Hernanes.

G come Gilardino – rischia di diventare il protagonista di questo editoriale tutte le settimane. 5 reti in 5 presenze, una media gol impressionante per il Gila, che sogna di riconquistare la maglia della Nazionale. Se continuerà questo suo trand, sarà difficile per Prandelli non prenderlo in considerazione.

J come Juventus – 4 a 1 alla Roma e primato confermato. Nella partita della “rivincita” di Zeman, la Vecchia Signora ha completamente demolito la squadra giallorossa, dimostrando (a chi non se ne fosse accorto) di essere la protagonista assoluta del campionato. Il Napoli insegue, ma contro questa Juve, è dura per tutti.

M come Miccoli – se il numero 10 rosanero, fosse una canzone rock, sarebbe senz’altro Stone Cold Crazy dei Queen. Genio e sregolatezza, per un talento, mai compreso dal calcio nostrano. Tre reti, una più bella dell’altra, di cui una somigliante a un celebre gol di Maradona, ai tempi di Napoli. Il Romario del Salento, toglie le castagne dal fuoco al Palermo e a Gasperini, che dopo le sconfitte con Atalanta e Pescara, già vedeva la sua panchina traballare (potere di Zamparini). Con l’attacco in fase d’impasse, Miccoli è l’unico che può salvare la squadra dal declino. Ma se non gira lui, per il Palermo son dolori.

N come Napoli – “senza Lavezzi, la squadra non può lottare per lo scudetto”. Chissà quante volte, Mazzarri e co. avranno sentito ripetersi questa frase.. Eppure il Napoli c’è e il ruolino di marcia delle prime giornate è da scudetto. Cavani è inarrestabile, Pandev sembra tornato quello dei bei tempi e Hamsik potrebbe consacrarsi nell’olimpo del calcio. Con questi ingredienti, a Napoli è lecito sognare.

P come Pescara – complimenti alla squadra abruzzese, che dopo aver toccato il fondo, ha trovato la forza per risalire. Due vittorie consecutive e bassa classifica, momentaneamente allontanata. Domenica per i tifosi pescaresi, c’è la partita più importante, contro gli acerrimi rivali della Lazio, che potrebbe rappresentare la svolta, per dare lo sprint alla stagione.

S come Stramaccioni – finalmente la sua Inter vince e convince. I nerazzurri si impongono contro la rivelazione Fiorentina, grazie alle giocate di Cassano, ma soprattutto grazie a un gioco veloce, sviluppato sulle fasce. Il 3-5-2 inizia a dare i suoi frutti e Coutinho sulla trequarti, si è rivelato la chiave tattica della partita.  L’Inter “provinciale” di Stramaccioni piace ai tifosi nerazzurri, rimane però un dubbio: ma quando tornerà Snejider?

V come Ventura – un plauso speciale a uno dei più bravi allenatori italiani, ma anche tra i più sottovalutati. Il Torino gioca bene e ha una sua identità ben precisa. Inoltre, con Cerci, ha acquistato velocità e tecnica a centrocampo. Per la squadra granata si prospetta una facile salvezza.

Z come Zeman – la sua Roma gioca male e non riesce a imporre il suo gioco offensivo. A Torino, la squadra romana, ha deposto le armi senza nemmeno lottare. Certamente, allo Juventus stadium è dura per tutti, ma nessuno si aspettava una Roma così indolente. Zeman ha affermato che la squadra non lo ascolta, mentre Sabatini ha ammesso di aver sopravvalutato qualche giocatore. Ma quindi, di chi è la colpa? Probabilmente la verità è nel mezzo.

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