Irriducibili Lazio 25 anni dopo

18 Ottobre 1987, 18 Ottobre 2012. Sono passati 25 anni da quando, per la prima volta, sulle allora gradinate dello Stadio Olimpico si presentava uno dei gruppi più importanti (probabilmente il più innovativo) del panorama Ultras nazionale e internazionale, sicuramente il più discusso, controverso e “famigerato” per quasi un ventennio. Ripercorrere la sua storia nelle poche migliaia di battute di un articolo sarebbe impossibile, quantomeno ingeneroso: il sottoscritto cercherà di proporne i tratti salienti, pur non essendo uno di loro ma essendo cresciuto nella stessa Curva.

 LA NASCITA – In un Lazio-Padova qualunque lo striscione “Irriducibili” appare in Curva Nord, prendendo il posto di quello dei Viking. Le premesse sono consistenti: elevatissime, per un nuovo gruppo, l’età media e gli anni di militanza: coloro che assurgeranno a leader negli anni a venire possono già definirsi “vecchia guardia”. Il gruppo cerca di portare una mentalità nuova nel modo di fare il tifo, di vivere la passione per la propria squadra: il modello ispiratore, poi ampiamente superato negli anni, è quello delle Casual Crew d’Oltremanica. Il concetto di militanza si evolve: ci si veste in un certo modo, non ci si agghinda con trenta sciarpe neanche fosse Carnevale, si vive la squadra (e il gruppo) sette giorni su sette, ci si sposta in treno perchè più affine e congeniale alle “esigenze” della trasferta, l’elemento politico è, seppur non preponderante, praticamente sempre presente e non potrebbe essere altrimenti. Rifiutano la violenza gratuita, scontrandosi solo con grupi organizzati come loro, come l’etichetta di cani sciolti affibbiata dai giornali. “Non siamo cani perchè senza padrone! Non siamo sciolti, Irriducibili ci unisce.” recita uno striscione dei primi anni. Coreografie all’intervallo, palloni, bandierine distribuite in curva, cori più brevi ed incisivi: Irriducibili è molto altro, non solo fatti di cronaca nera.

GLI EAGLES – La Curva Nord è però già feudo del gruppo storico Eagles Supporters, che da 10 anno occupano il settore e organizzano i più classici torpedoni per le trasferte. Con loro è un conflitto ideologico-generazionale: gli Eagles sono legati a un vecchio modo di intendere il tifo, antiche usanze più spontanee e meno “schierate”, non a caso sono un gruppo apolitico. Con un gruppo ambizioso e attivo come quello degli Irriducibili non può che esserci scontro: la scintilla scocca a causa di uno striscione degli Eagles (“Atalantino dov’eri?”) dopo una ben riuscita trasferta a Bergamo. La domenica dopo (Lazio-Barletta 24-4-88) i capigruppo arrivano alle mani: è rottura.

Per quel che riguarda le contestazioni invece, gli Irriducibili, polemici per antonomasia, sono sempre i primi a metterci la faccia, anche quando portano avanti idee condivise da buona parte del popolo biancoceleste: contro Calleri, contro gli apatici Lazio Club, contro la mala organizzazione delle trasferte, contro il calcio moderno che oggi vediamo in tutto il suo “splendore”. La convivenza dura anni e il tifo ne guadagna, almeno a livello scenografico: la rivalità stimola la fantasia…anche se i due gruppi spesso collaborano, come nel 1990 quando, dopo l’ennesima discussione fra di loro e dopo un derby al Flaminio con un centinaio di fermi, arrivano le diffide per alcuni del direttivo di entrambe le parti. Ne seguono ben 9 mesi di sciopero del tifo organizzato, interrotti per un tempo soltanto in occasione del derby. Niente spettacoli stavolta, ma solo uno striscione: “La coreografia colora la curva, la solidarietà la rende grande.”

ANNI ’90 – Il periodo d’oro degli Irriducibili, senza alcun dubbio: nel ’91 arriva l’idolo Paul Gascoigne, nel ’92 Sergio Cragnotti che, appena arrivato, spende 40 miliardi e porta a Roma nientemeno che Beppe Signori, quarantanove gol nei primi due anni e il quinto posto valevole per la Uefa nel primo. Gli Eagles si sciolgono per onestà con loro stessi, come faranno poi gli stessi Irriducibili. Splendide coreografie diventano un’abitudine, la curva si riempie di stendardi all’inglese e sciarpe “popular” (proprio una “popular” sarà protagonista dell’immenso telo che sommerge la Nord nel derby con sotto la scritta “C’mon Guys”), ci sono le trasferte europee che i biancocelesti non vedevano da anni, c’è la caricatura di Gazza in curva, ci sono i legionari sul tartan con vessilli biancocelesti per la partita in casa col Borussia…

Nel 1995, invece, appare il primo tassello di quella che sarà l’organizzazione-Irriducibili a livello economico e sociale: durante uno zemaniano Lazio-Foggia 7-1 esce il primo numero de “La Voce della Nord”, diretto da Luca De Marco e Fabrizio Piscitelli, meglio noto come “Diabolik”, dalle ceneri del vecchio “Mr. Enrich Magazine”. Il movimento del tifo sidistacca ancora di più dalla stessa società calcistica per cui tifa, diventando una realtà a sé stante che reclama una propria voce, e il successo della rivista ne è la prova. Per il tifo italiano è un periodo convulso: due settimane dopo muore accoltellato Vincenzo Spagnuolo, tifoso del Genoa, negli scontri con i tifosi milanisti. La repressione sul fenomeno ultras si abbatte forte, ma con più di una falla.

E SEGNA SEMPRE LUI – Estate 1995, Sergio Cragnotti vende Signori al Parma per l’allora spropositata cifra di 25 miliardi di lire. Gli Irriducibili, in men che non si dica, organizzano in quattro e quattr’otto una contestazione con 3000 persone: Cragnotti cede, Beppe resta, ma il patron si dichiarerà delusissimo. Ma oramai il gruppo è all’apice: una coreografia “stellare”, che raffigura l’emisfero solare, viene utilizzata in una reclame addirittura dalla Coca-Cola. Pian piano l’autofinanziamento degli Irriducibili diventa qualcosa di più grande: viene registrato il marchio Original Fans e si aprono negozi in tutta Roma, la realtà economica di cui dispongono il triumvirato del direttivo è ora qualcosa di consistente. Si vende materiale originale Lazio, e materiale Irriducibili. Le condanne morali saranno molteplici, anche nel mondo ultras, ma l’autofinanziamento è qualcosa che tutti i gruppi fanno da sempre; soltanto, non a questo livello.

 IMMAGINE MEDIATICA – Ivano De Matteo gira un documentario, nel 2000, “Mentalità Ultras”, e poco tempo dopo un’altra svolta storica, forse quella che porterà più consensi su un più ampio target: la radio. La radio permette di spiegare, o rileggere, determinate situazioni spinose che accadono nel mondo della Curva e dintorni. E non si parla solo degli scontri da stadio con altre tifoserie e forze dell’ordine. Per esempio, nel ’98 lo sciopero per la morte di Claudio Marsili detto “Cupido”, in uno scontro a fuoco durante una rapina: gli Irriducibili vogliono ricordare un amico, la stampa vede uno sciopero per un rapinatore. Nel 2001 anche Adamo Dionisi (“Marchese”) finisce dietro le sbarre per commercio di droghe e possesso illegale di armi da fuoco: gli Irriducibili non c’entrano direttamente, non come gruppo anche perchè i complici sono napoletani, ma lui è un elemento conosciuto e la strumentalizzazione è immediata. Altra nota dolente, in questo senso, è la politica: le celtiche in curva, i cori razzisti, l’apologia fascista, il caso-Arkan…non basterebbe una vita per parlarne abbastanza. Il dato di fatto è che è un’arma a doppio taglio: più la Nord si dimostra oltranzista e rigorosa in tal senso, più acquista fama a livello Ultras e pubblicità (negativa?…) a livello mediatico, ma diminuisce nei consensi della parte di popolo biancoceleste non “schierata”, e viceversa. Tornando a bomba, la radio (ancora attiva) è il miglior mezzo per conciliare le due cose. Ma, mi ripeto, non è solo questo.

IL 2000: L’AQUILA IN PICCHIATA – 9 Gennaio 2000: gli Irriducibili realizzano forse la miglior manifestazione sportiva che il calcio italiano abbia mai visto. La festa del Centenario è qualcosa di mai visto prima da ogni punto di vista, arriva addirittura lo Scudetto 5 mesi dopo e di nuovo un’altra megafesta…ma, pochi giorni prima, la contestazione a Via Allegri per i torti arbitrali e il famoso gol i Cannavaro a Torino (notizia di oggi, l’arbitro De Santis condannato a un anno e 11 mesi per calciopoli e 500.000 euro di multa). Contestazione che (è bello per gli ultras pensarla così, ma in fondo perchè no?…) probabilmente incise sul calcio giocato la domenica successiva, sul diluvio di Perugia e il gol di Calori…

La bellezza delle coreografie non fa più notizia, perciò si passa ai…contenuti: “A. S. Roma Merda” del 2001 non lascia spazio a equivoci o interpretazioni, il derby lo riacciuffa Castroman al 90′ ma lo scudetto arriva ugualmente nella Capitale, sponda giallorossa. Comicia però il declino dell’epoca Cragnotti: dopo Scudetto e sette coppe, quattro derby in un anno, gli Irriducibili appaiono degli ingrati a contestare, ma il tempo dirà che avevano ragione. Vandalismo gratuito in estate all’Olimpico per le cessioni di Nesta e Crespo, proprio nel giorno della presentazione: gli Irriducibili non solo si dissociano, ma “danno una mano” a punire i colpevoli. Come con Eriksson. E, in entrambi i casi, mostreranno a addii avvenuti il loro più sentito ringraziamento. Nel caos economico del dopo-Parmalat la Lazio si trova in condizioni economiche disastrose: Baraldi (per conto di Capitalia) lascerà più debiti di quanti ne abbia trovati, gli Irriducibili sposano la causa-Mancini come una moda, contestandolo (a ragione) ampiamente quando si rivelerà qualche retroscena supplementare. Il tifo regge, anzi si tocca quota 40.000 abbonati grazie al piano-Baraldi e ai giocatori che spalmano l’ingaggio del contratto su un anno in più: la rosa è forte, più di quanto l’ambiente consideri, i leader vengono dalla Lazio più forte della storia e viene alzata al cielo anche una Coppa Italia. Ma è una bolla di sapone.

LOTITO – Il definitivo declino degli Irriducibili coincide con l’avvento dell’attuale presidente, a cui in seguito si aggiungerà l’era-Tessera del Tifoso. Dopo un primo periodo di collaborazione, in cui lo stesso presidente chiese una mano agli Irriducibili per la rateizzazione del debito (non i soldi, per manifestare a favore), Lotito comincia la sua opera “economico/moralizzante” di tagli al bilancio e concessioni. Fra alcune di queste voci c’è anche qualche concessione di merchandising, ma evidentemente non si trova un accordo. L’acquisto di Paolo Di Canio non basta agli Ultras, così in parallelo a una squadra organizzata alla meno peggio che riesce a malapena a salvarsi arrivano le contestazioni. Spesso si dice che la contestazione oltranzista degli Irriducibili abbia radici meramente economiche: è fuor di dubbio, ma una curva è fatta di 10.000 persone e un popolo come quello laziale ne conta molte di più. Davvero allora bastano gli interessi di tre, cinque, dieci persone? Gli Irriducibili provano in seguito, convinti da Chinaglia, ad appoggiare una scalata alla società che si rivelerà, col senno del poi, a metà fra il dramma e la commedia. Investitori legati alla camorra, tentativi di scalata impossibili da realizzare con una società quotata in borsa…in seguito uno dei leader verrà gambizzato motivi mai ben chiariti, forse legati alla questione.

Sta di fatto che ne esce fuori un processo, che per lunghi tratti si rivelerà una barzelletta (lettere di minaccia imputate agli Irriducibili, in realtà scritte da moglie e governante di Lotito per spaventarlo e convincerlo a lasciare la Lazio…) ma che costa il carcere preventivo a tre di loro. Di fatto la Curva non ha più un’identità guida (emblematico il caso della Polverini sopra la vetrata insieme a Zarate), ma va avanti. Ci sono tanti gruppi come il trentennale CML, la “Banda Noantri” e “In Basso A Destra” che di fatto si sciolgono per le numerose diffide ma alla fine si riuniscono sotto il nome di Ultras Lazio Curva Nord, dopo che il 21 Marzo 2010 gli Irriducibili, per onestà intellettuale, mollano il comando.

IL TERZO TEMPO LAZIO – 25 anni dopo, fuori lo stadio Olimpico c’è una bellissima novità, tuttora in corso. “Riprendiamoci la Lazialità” è stato l’appello di Fabrizio “Diabolik” per l’occasione: il “Terzo Tempo Lazio” è un’area organizzata in cui i tifosi biancocelesti possono incontrarsi prima e/o dopo le partite, e vivere la propria fede al di là dei 90 minuti di gara ma anche al di là delle mura dello Stadio. L’iniziativa avviene con l’appoggio del Comune di Roma, e fin qui niente di strano, ma anche della stessa S.S. Lazio e addirittura da Lotito in persona, nonostante l’odio da parte della tifoseria continui. Nuovi paradossali scenari si aprono? Non possiamo saperlo.

Ma questa è un’iniziativa da Irriducibili. In che senso? Nel senso che, al di là degli scontri, della politica, delle ragioni economiche o altre cose di cui si può discutere all’infinito, gli Irriducibili hanno sempre indovinato determinate esigenze del popolo biancoceleste, che solo chi è tifoso può capire. E quasi sempre i loro tornaconti economici coincidevano con il bene della Lazio e della Lazialità. Se i loro negozi funzionavano era perchè vendevano merchandising di qualità, cosa che la società non faceva e oggi non fa benissimo. Se contestavano Cragnotti ed Eriksson in momenti insospettabili era per il bene della Lazio, e il tempo gli ha dato ragione. Non gli ha dato ragione con Chinaglia (e meno male…), ma forse lì i truffati erano loro. Anche se la serie “The Hustler” insegna chi sono i truffati.

Sono d’accordo con loro, allora? In tutto e per tutto? Ma neanche per sogno. Altrimenti, dopo 10 anni di militanza in Curva Nord, mi sarei iscritto al gruppo. Però questo Terzo Tempo, questo ritorno alle origini, al vivere lo stadio ore prima, mi fa credere che questo movimento che ha rappresentato la lazialità nel bene e nel male negli ultimi anni non è sparito. Di fatto non sembrano tipi che mollano.

Ma mi rende anche un po’ triste: possibile che per ritrovare la lazialità bisognava arrivare così lontano dalla Curva Nord?…

11 Comments

  • irr $pa
    ” se sei ultras solo botte e via, non fai radio, non hai negozi e non fai la spia!”

  • Mi sembra una massima da biscotti della fortuna. Comunque io capisco il tuo punto di vista, tu sei in grado di vederne altri?

  • Decisamente, basta non aprire negozi e vivere la passione senza scopi di lucro; soprattutto non vendere il proprio materiale a persone che con il gruppo non c’entrano niente. Vogliamo parlare anche della Polverini in vetrata?
    Ultras no Profit

  • Il caso-Polverini non l’ho gradito neanche io, come sopra scritto se hai letto l’articolo. Da laziale che va in curva e nulla più, i fatti nello specifico non li conosco e non so chi ha fatto cosa e chi se ne è avvantaggiato.
    Vendere materiale ai non appartenenti al gruppo è una cosa che si faceva, si fa e si farà da tutte le parti d’Italia, non vedo in questo qualcosa di eccezionale o atipico. I negozi sono libere attività commerciali, non vedo il problema neanche in quelli.
    Quello che non riesco a capire è questa idea tutta italiana per la quale se hai una passione non puoi farci soldi altrimenti lo fai solo per quello: c’è un abisso fra l’essere pagati e l’essere comprati, ma questo non lo capisce mai nessuno. Altrimenti, a puro titolo di esempio, tutta l’arte (musica, cinema, fotografia, pittura, scultura…) non dovrebbe essere pagata.
    Se vuoi muovere una critica agli Irriducibili liberissimo di farlo, anche io ne ho fatte nell’articolo appena scritto. Ma quella di aprire un’attività commerciale, di per sè, non è una colpa. Può aver influenzato alcune scelte, e lasciarsi influenzare dai soldi può essere una colpa, ma il discorso è più complesso di quello che fai tu.

  • I simboli nazisti? lo striscio per Arkan? gli ululati e i fischi a Winter prima e a Liverani poi? I saluti romani? Gli Irriducibili hanno rovinato l’immagine della Lazio nel mondo. W gli Eagles Supporters per sempre!

  • Perchè mi parli di cose che ho citato (ps: le celtiche sempre, le svastiche raramente, lo “striscione”, i cori razzisti, l’apologia fascista) e messo fra le note negative? L’hai letto tutto l’articolo?
    Non ho capito bene il senso del tuo intervento, tranne che per il fatto che è chiaro che preferisci gli Eagles agli Irriducibili. E quindi?
    Mi sembra un messaggio da tifoso dei tifosi, non arrivo al punto.
    Con la massima cordialità, attendo tue

  • Volevo ringraziarti x la propaganda,non sono mai stato arrestato per droga e oggi faccio lo sceneggiatore/attore,lo si vede dalle mie presenze nei vari festival del cinema.
    erano anni dove la determinazione il coraggio e la nostra non clandestinità a portato ai tifosi”tutti”fama e rispetto nel mondo ultras.quello che è stato è stato,ma la storia l’abbiamo fatta noi, firmate pure i racconti,e siate onesti.un saluto a tutte le vecchie canaglie biancoblu.ci fu una vera e propria battaglia sugli spalti tra gli eagles e gli irriducibili se non eri tesserato con noi eri dalla parte degli eagles,forse dimentichi che persero e sparirono,oggi li riconosco come vecchie canaglie,sono un pò polemico,mi sono anche allontanato dal mondo lazio,però ho buona memoria.IL MARCHESE
    Avanti Lazio!

  • Questo è quello che riportava il Corriere della Sera

    http://archiviostorico.corriere.it/2001/maggio/19/Droga_armi_arrestato_capo_ultra_co_10_0105195679.shtml

    e altri giornali, non ti faccio la rassegna perchè immagino li conoscerai meglio di me. Ricordo vagamente quei giorni, facevo il liceo e seguivo i fatti su giornali e televideo. Ho fatto delle ricerche e le ho ritenute fonti attendibili, non ho interesse alcuno nè a diffamarti in qualche modo, nè a non crederti. Il tuo nome faceva parte dell’articolo perchè, da quel che ricordo, l’attacco mediatico alla Curva fu consistente.
    Contento per te se te la passi bene e hai un lavoro che ti piace.

    Non penso di non aver riconosciuto quello che hanno fatto gli Irriducibili a livello di mondo ultras in generale e Lazio in particolare, nè di averli posti sopra o sotto gli Eagles (ma forse, riguardo a questo, non ce l’hai con me). Sicuramente a riguardo avresti più cose di me da raccontare, e chi lo nega? Io parlo per quel che ho capito, letto, vissuto e raccolto come meglio potuto. Per questo, se ritieni qualcosa in particolare che ho scritto non onesto, dimmelo pure: è un arricchimento, mi farebbe piacere conoscerlo.

  • ciao,a tutti,io credo che alla fine si e’ parlato tanto e tutti conoscono le varie problematiche che a volte x forza di cose vanno oltre il panorama ultras,ci hanno copiato,invidiato,sparlato,di tutto di piu’,ma chi ama la lazio sa cosa significa anche soffire e gioire x lei,le coreografie nostre e la nostra storia e’ qualcosa di unico,la fede x i colori,la passione e tutto cio’ che ruota intorno,x quanto riguarda il merchandaising non ci vedo nulla di male,esempio gli inglesi,tutto nel rispetto delle regole,lavorare e costruire qualcosa x cio’ in cui si crede e’guardare avanti,come abbiamo sempre fatto a prescindere,molte tifoserie lo fanno da anni e c’e’ la liberta’ di scelta,onore ai ragazzi che lavorano giorno e notte x una fede,i sacrificano,nella societa’ di oggi con le varie problematiche il calcio e’ passione pura,la societa’ malgrado tutto a sanato i bilanci e questo anche grazie a chi crede e ama la lazio,tetti ingaggi e tanto altro che fanno discutere i paperoni del calcio,chi vive a roma sa’ e conosce l’ambiente,unico x pregi e difetti,bisogna ricostruire una squadra competitiva in tutto,x l’europa,x il campionato e la coppa,quest’anno siamo partiti male e abbiamo finito peggio,ma e finisco con i ritocchi giusti la lazio riprendera’ a volare,stiamo a vedere e dal mio modesto punto di vista le basi ci sono,FORZA LAZIO non mollare mai

  • Sono stati anni fantastici. Di quel genere di emozioni che a ripensare a tutte le cazzate,i viaggi, gli amici, le battaglie dentro e fuori lo stadio, e a tutti i momenti vissuti insieme oggi
    riesco a stento a trattenere le lacrime. Perché consapevole che, anche se la vita va avanti,
    difficilmente potrò mai più rivivere l’intensità goduta con voi negli anni ’90, culminata con quel pazzo 14 maggio dove una tifoseria per la prima volta nella storia avrebbe fatto vincere il campionato di calcio alla propria squadra riuscendo a spostare i soliti poteri precostituiti.
    Ed oggi invece mi tocca assistere alla deturpazione di una fede a causa di un vile lobbista spinto dal solo tornaconto economico di un eventuale costruzione del quartiere con stadio e annesse palazzine alle sponde del Tevere.
    Al Direttivo

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