Inter: gli Oscar (ma anche no…) del 2012

Flash dei fotografi a beneficio di Instagram, discorsetto di ringraziamento rigorosamente approvato in via preventiva da ogni singolo ufficio-stampa e red carpet (nessuno ironizzi sul colore della seconda maglia e sui ripetuti scivoloni che hanno messo ‘al tappeto’ la squadra nell’ultimo periodo dell’anno: anche se, certo…): ecco gli Oscar-al contrario dell’Inter Anno Domini 2012. Non c’è rosa senza spine e, in attesa di sfogliare i petali di quella che prenderà forma l’anno che verrà, distribuiamo awards e carbonerazzurro a buoni, cattivi e a quelli che, da sempre, nel mondo interista viaggiano (ahiloro) al di là del Bene e del Male.

MIGLIOR FILM – La pellicola dell’anno è quella proiettata il 6 maggio scorso nel Multisala “San Siro”, col Milan alla disperata ricerca di appigli-Scudetto e la banda di Stramaccioni per tenere vivo il lumicino-Champions’. Andrà male ad entrambe, ma intanto ne viene fuori un Inter-Milan 4-2 che diverrà lo spot di una (mediocre) stagione e il lasciapassare per il rinnovo del tecnico. Tripletta di Milito, sontuosa doppietta di Ibra (al passo d’addio), rigore generoso per i rossoneri, vantaggio nerazzurro, ritorno milanista, controsorpasso e perla di Maicon. A fine stagione, non riderà nessuno ma alla Scala del Calcio va in onda il kolossal che ben spiega perchè Milano sia  la capitale europea del calcio in fatto di ‘tituli’.

MIGLIOR REGISTA – Come quando concorre Haneke a Cannes. Scontato, ma sempre premio resta. Ok, gli ultimi respiri esalati dall'(auto)gestione-Ranieri, ma l’Andrea Stramaccioni che ha violato la sacralità dello “Juventus Stadium” (1-3) sarebbe risultato vincitore comunque. Al di là de risultati, che gli hanno dato ragione a fasi alterne, e dei cambi di modulo (Camaleinter, certo, ma a che pro?): ha rianimato un ambiente depresso e fatto sempre scelte coraggiose, eccezion fatta per il depennamento dal cast di Wesley Sneijder come suggeritogli dalla produzione. Ma con questa inesperienza, questa sfrontatezza e la totale allergia alle interviste paludate (però sorrida un po’ davanti ai microfoni: please), tanta roba. Rookie of the year.

MIGLIOR PRODUZIONE – Per paradosso, più che il mercato estivo (molte le lacune, evidenziate col tempo: ma anche la perla di Cassano preso per un pugno di dollari e diventato decisivo in rapporto allo scarso minutaggio -con tanti saluti ai detrattori) la scelta della via stramaccioniana al socialismo (non quello cinese di facciata consumatosi nelle sale marketing) nel momento in cui la stagione stava andando in gloria, con una clamorosa rimonta sfiorata. Se si avrà il coraggio di difendere il “progggetto”, come oramai vulgata vuole che si chiami, alla dirigenza verranno abbuonati anche errori marchiani compiuti dalla primavera sino ad ora. Altrimenti, sarà stato solo un investimento casuale, un film su cui nessuno avrà mai voluto davvero puntare.

MIGLIOR SCENEGGIATURA – Come nelle saghe a fumetti della Marvel, che ad intervalli ciclici resettano tutto e mettono in atto un re-boot della serie. Solo che allo sceneggiatore interista è mancato il guizzo finale, il ‘twist’ nello script: a meno che il finale crudo e anti-hollywoodiano non fosse programmato da tempo. La trama de “Gli eroi del Triplete smettono i super-poteri”: una vecchiaia a svezzare nuovi mutanti super-dotati? Macché. Esilio mascherato da pensionamento: sarete più utili dove c’è gente che ha bisogno, gli vien detto. Emigrano e va a finire con Maicon e Balotelli in tribuna al City, Julio Cesar alterna una topica e un guizzo del tempo che fu a Londra, Sneijder è a Milano oramai solo su Twitter, Motta fa l’uomo qualunque nel salotto buono del PSG, Eto’o continua trionfale la campagna di Siberia (si, certo, però), Lucio prova lo sgarbo a mezzo Juve e finisce a stracci che volano. Avete visto? Non erano poi ancora così eroi, suggerisce la morale del film. Oppure un copione diabolico che ognuno dei protagonisti ha modificato strada facendo, sua sponte, suo malgrado?

MIGLIOR ATTORE/ATTRICE PROTAGONISTA – I voti dell’Academy dicono Diego Milito. I numeri sono dalla sua parte e, anzi, senza le troppe (andro)pause sarebbero da urlo. Già. Si. Certo che. Mugugnerà qualcuno: se è l’argentino il miglior attore protagonista, immaginiamoci il resto della compagnia… Fatto sta che, a botta di prestazioni mediocri ma medie realizzative da ‘Principe’, è il n.22 a tenere a galla l’Inter. E se proprio non vi piace, passate la statuetta ad Antonio Cassano, magari come miglior performer femminile: istrione fuori dal campo, bravo nella parte, Pinocchio vestito da Masaniello più sul rettangolo verde che nel privato. E’ indubbio che il barese abbia elevato tasso tecnico e umore della truppa. Primadonna. Finché dura (lex, sed lex).

MIGLIOR FILM STRANIERO – Quando esci dalla sala forse ricordi più Rodrigo Palacio, ma è indiscutibile che il film che sorprende di più è la pellicola indipendente firmata dal 21enne Juan (Guilherme Nunes, dicono) Jesus. Quasi dimenticato in estate (vedi alla voce ‘Produzione’) in favore di Silvestre, pronto a essere dichiarato ennesimo bidone senza aver giocato mai 90′ consecutivi, il brasiliano ha tratto giovamento dal passaggio alla difesa a 3 diventando titolare e mettendo in mostra qualità che stavano per essere sperperate tra prestiti e tribuna. Passo da terzino, grinta da zagueiro che poco concede al Dolce Stil Novo, deve lasciar da parte certe amnesie di posizione e alcune uscite dal saloon con le pistole spianate (alla Lucio, per intenderci). Poi, se la Sindrome di Appiano non lo porta via nel fiore degli anni, il futuro è di Giovannigesù e del romanista Marquinhos, segnatamente Brasile 2014.

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO – Vince la sezione dei corti-sonici 2012 la cavalcata di Javier Zanetti nel succitato Inter-Milan dello scorso maggio. Nessuna sceneggiatura: un cortometraggio d’azione che lascia da parte mire autoriali e sfodera un piano-sequenza degno della migliore Nouvelle Vague.
(http://www.youtube.com/watch?v=rVluH9wbUlM)

MIGLIOR SCENOGRAFIA – Tra le varie coreografie, abbiamo scelto anche qui quella del derby, esposta in Curva Nord. Come ogni stra-cittadina che si rispetti, sia sul versante del Diavolo che del Biscione, il momento per dare libero sfogo alla creatività e alla fantasia. Se scevra da insulti e parolacce, a noi piace di più.

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MIGLIOR EFFETTI SPECIALI – A dire che prima Sneijder è infortunato, poi fuori per pura e semplice scelta tecnica, poi per via del rinnovo contrattuale -mentre la querelle relativa all’olandese, qualunque sia la parte da cui si scelga di stare e rimanendo assolutamente al di sopra del teatrino, diventava il classico “segreto di Pulcinella”- sa tanto di comunicazione gestita male, di ipocrisia da uffici-stampa e da scene da un matrimonio (ma qui uno dei capolavori del buon Bergman c’entra poco) i cui cocci volano tramite tweet, lanciati da entrambi i coniugi. Per la serie: dopo il comunicato-strampa(lato), la moglie ‘cinguetta’ à propos del marito, rivolta ai tifosi follower ma solo perchè terzi, la società, capiscano; taggando più gente possibile. Non ci ha fatto una bella figura nessuno. Ergo: montare un caso del genere invece di presentarsi -tutte le parti- davanti ai microfoni e parlare serenamente tre mesi fa, è stato un effetto speciale dei migliori. Dispendioso certo, ma l’effetto scenico -sigh- è stato garantito.

MIGLIOR CANZONE – ♫ ♪ “Il tempo va / passan giocatori / ma restano sempre i soliti cori / solo una volta o tutta la vita…” ♪ ♫. Forse è per fedeltà, forse per scarsa fantasia: ma se la colonna sonora varia un po’ di anno in anno, aggiornandosi con le hit di mercato più recenti, la canzone da Oscar resta sempre quella dedicata al Capitano interista. Dribbla, come Pelé, pure la noia da tormentone.
(http://www.youtube.com/watch?v=naf9u6-Zi_I)

MIGLIORI COSTUMI – La maglia rossa, “Away shirt 2012/13” come recita lo store online di Nike, sintetizza nella pulizia delle sinuose form… No, ma stiamo scherzando: mica ci avete creduto davvero? E, tuttavia, tocca dire che (sic transit maglia!) il pigiama rosso in onore agli investitori cinesi è uno dei prodotti ufficiali più venduti, dopo la protesta degli ultras duri e puri la scorsa estate. Schizofrenia del pubblico nerazzurro o tanti bambini dagli 0 ai 3 anni vestiti a loro insaputa dai padri con la maglia che tanto poco Inter fa?

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4 Comments

  • >> Cassano preso per un pugno di dollari

    No, se me ricordo bbene, vi hanno pure dato 7 mijjoni pé prennello.

  • Si, infatti. Forse ‘pugno di dollari’ non rende bene l’idea dell’affare
    p.s. cmq, by the way, penso che sia il caso di aspettare fine stagione prima di bocciare lo scambio Pazzini-Cassano, sponda rossonera: nonostante sia un corpo avulso dal gioco di Allegri, è faciel che tra rigori e ‘gol sporchi’ arrivi pure a 12-13 marcature, ovvero il minimo sindacale per cui era stato acquistato.
    Cassano, invece, fino ad ora, partito forte come uomo-gol ma meglio come assist-man. Finchè dura questo rapporto grandi giocate/pochi minuti di ‘presenza’ di Cassano nel match… (e sempre se dura, eh: i dubbi son tutti qui)

    sayonara & arigatò!

  • Beh, nun è che senza Pazzini i rigori nun li tira nessuno, oh.
    Se vò vvedé quanto vale, devi vedé quanti gol te porta in più.
    Per ora sta sott’a’n treno…

    Pemmé il buon affare l’ha fatto l’Inter, a’ vojja.

    Xiéxié & Zàijiàn!

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