Solo la Juve garantisce la governabilità

Stretta fra l’incudine e il martello di una tornata elettorale vinta da tutti (l’unico nella storia italiana che abbia ammesso una sconfitta è stato Renzi dopo le primarie del PD: un alieno rispetto a quello che si sente questi giorni, sic!) e un dopo-voto in cui perderanno altrettanti, c’è Napoli-Juve. Laddove la politica non riuscirà a dare, in tempi brevi, stabilità al sistema, nel mondo parallelo (ma a specchio riflesso) del pallone, domani sera potrebbe essere posta la decisiva fiducia al Governo Bianconero. Magari, anche a prescindere dal risultato.

LUOGO-COMUNISTI – Certo. Ogni gara è una finale. E non pensiamo al distacco. E da qui saran tutte finali. E ricordate quella volta il Milan, e l’altra ancora la Lazio. E non esistono più le mezze stagioni, ma i turni (e big-match) infrasettimanali si. Al di là dei sei punti di gap, il vantaggio di Conte su Mazzarri è, prima ancora che matematico, interiore. Dovesse perdere, la Juve manterrebbe quei capisaldi (impianto di gioco, auto-stima, fortuna nel far coincidere i pochi capitomboli con il sistematico harakiri delle avversarie) che, pure, un Napoli a -3 venerdì notte si sognerebbe comunque.

LEGIONE STRANIERA – Per sgombrare il campo da dubbi, chi scrive aveva pronosticato in tempi non sospetti i partenopei primi (e il Milan non spacciato, come da molti in estate: ma l’Inter seconda -ahi!- NdR): non è venuta meno la fiducia che gli azzurri ribaltino un destino mezzo scritto. Ma l’impressione è che si affrontano un esercito contro una legione. L’esercito è quello del sergente dei marines Antonio Conte; l’avversario è… Cavani. Se nel Vangelo di Marco si dice “il mio nome è legione, perché siamo molti”, per il Matador vale il contrario: lui fa provincia, legione, squadra e pure reparto da solo. Ecco: il fascino -e l’epica, senza voler scomodare Davide VS Golia- è tutto qui: ‘la’ più forte contro ‘il’ più forte.

PRINCIPAZZURRO – Li chiamano top player (la sezione player-toppe è stata appena brevettata dall’Inter). Se esiste in Italia, uno dei pochi rappresentanti di categoria (assieme solo a Buffon, Pirlo e Totti: fan di Balotelli, Milito, Hamsik & co., preparate pure le torce) è l’uruguaiano. Per gli amanti dei finali-thrilling e delle imprese da raccontare ai nipotini, Cavani che affonda da solo la Juve sarebbe un’iniezione di adrenalina a una Serie A terminale: la favola archetipica dell’uomo-legione che batte la legione degli uno qualunque (e che qualunque!) di Conte. Tutto bello, eh: specie se non siete tifosi di Madama. Ma…

NO SMACCHIATINE – Ma resterebbe episodio isolato, impresa “di quell’anno che”: se rimane così (Vidal o meno) la Juve cannibalizza pure il prossimo torneo, mentre il Napoli, satollo da ‘titulo’, ballerà solo una stagione e si giocherà già tutte le fiches 2014 in Coppa. Insomma: se cercate Governi stabili, un minimo di sicurezza alla Snai e ‘larghe intese’ su chi meriti lo scudetto, votate Juve. E se siete di cuore debole, non guardate Sky: vi metteranno solo il tarlo del dubbio, sennò chi ha voglia di sbadigliare fino a maggio davanti alla Tv? Se invece cercate lo tsunami, allora pregate che Cavani diventi una Juve formato uomo; che poi le sirene europee distraggano Madama; che anche Nostra Signora degli Infortuni visiti Vinovo; che qualche marines si ribelli al sergente; che… No, dai. Non si gioca coi ‘se’. E, ammesso pure che domani sera accada, mi spiegate come si fa a smacchiare una Zebra?

P.S. Chiunque perda è pregato di rivedersi (tutto, e tutti: che odiate il personaggio o meno, che siate juventini o napoletani) il video del succitato Renzi. Saper vincere è bello e complicato. Saper perdere di più. 


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