Eurolandia: “Guai al generale che si presenta su un campo di battaglia con un sistema” (N. Bonaparte)

MORTE APPARENTE – Seconda Guerra Mondiale, un soldato è appostato in cima ad un campanile, posizione da cui domina tutta la vallata sottostante. Lui è un cecchino, le leggende narrano che abbia ucciso anche a distanza di 2.5km: infallibile. Sotto i suoi proiettili sono caduti numerosi e valorosi soldati, ormai sepolti nella memoria dei paesi d’origine. Improvvisamente però incrocia, per pochissimi millesimi di secondo, il mirino di un altro soldato, anch’egli cecchino. L’attimo di esitazione è fatale, l’avversario lo ha puntato, ha sparato per primo: il mirino in frantumi, schegge di vetro lo accecano all’istante, lacerandogli le cornee, mentre il proiettile si infila nel collo, lambendo la giugulare e disintegrando due vertebre, per poi uscire dal retro e conficcarsi su un vecchio crocifisso. Il soldato è vivo, ma sa che sta soltanto assistendo alla sua fine, paralizzato, in una pozza di sangue che cola senza pietà. Bene, il cecchino del campanile è la metafora di tutta un’intera popolazione, quella andalusa del Malaga, mentre l’altro è un Santana qualunque, uno che spara poco ma, quando lo fa, squillino le trombe!

C’ERAVAMO TANTO AMATI – Guerra Civile Spagnola, Germania ed Italia intervengono attivamente, portando al potere il Colonnello Franco che, successivamente, avrà la lungimiranza di non entrare nel conflitto mondiale che attendeva Pearl Harbour dietro l’angolo. L’alleanza di un tempo è un ricordo lontano, ormai servono nervi e cinismo, per cui il Borussia spezza le vertebre al Malaga, il Bayern annichilisce una Juventus che fa un po’ come il nostro esercito ai tempi della Campagna di Grecia (non di Russia, per quella servivano Zenit o Cska). Ora in semifinale nuovo scontro fra vecchi amici ora un po’ ricurvi sui loro bastoni: presente e futuro di Guardiola, new generation spavalda, come gli occhiali di Klopp, contro la psicologia Junghiana di Mourinho. In finale? O derby tedesco o guerra Spagna-Catalogna. Ancora Germania-Spagna? Certo che non siete mai sazi…

QUI RADIO LONDRA E LA GUERRA FRANCO-TURCA – L’uomo d’azione non si concepisce senza una forte dose di egoismo, di durezza, di astuzia” Lo diceva De Gaulle, in esilio a Londra, dove esortava i propri concittadini alla riscossa. Quella Francia zeppa di tedeschi, quella Francia del Governo di Vichy, quella Francia nè sì nè no, alleata ma occupata, quella Francia fuori senza perdere. Già, perchè De Gaulle oggi Pastore se lo sarebbe mangiato, con una spolverata di uno dei duecentosessantanove tipi di formaggio diversi che ha quel paese. Quella Francia, tra l’altro, che tra il 1920 ed il 1922 ostacolò bellicosamente l’indipendenza della Turchia, un paese ambiguo, così tanto che oggi è diventato (quasi) grande grazie ad un mezzo Francese, che gioca per la Costa d’Avorio ma ha il passaporto anche transalpino: Didier Drogba ha rifatto vedere un po’ i fasti del vecchio impero, grazie anche all’aiuto di un olandese, Sneijder, uno che nel 1917 per esempio avrebbe firmato la pace di Passarowitz, ponendo termine alla guerra austro-turca (un tempo l’Austria era un paese potentissimo, ed Alaba è austriaco, chi ha orecchie per intendere…). Ma la Turchia non sorride solo per gli eredi del liceo Galatasaray, quello che fondò la polisportiva scegliendo i colori dai fiori presenti nel giardino del sultano, perchè il Fenerbahce, in semifinale di Coppa Uefa, potrebbe emulare ciò che i cugini giallorossi già fecero nel 2000 quando, a Copenagher, dopo un povero 0 a 0 rasarono i baffi a Seaman ai rigori.

EUROPA LEAGUE DI PACE – Gli ultimi screzi fra Inghilterra e Portogallo risalgono ai tempi della Guerra di Restaurazione portoghese, ma parliamo del 1640 e i problemi furono più che altro di natura diplomatica: nulla di che quindi dal punto di vista storico l’eliminazione del Newcastle ad opera del Benfica, squadra che torna dopo molti lustri ad affacciarsi alle semifinali di una competizione europea. Sorprendente invece la qualificazione del Basilea che, ai rigori, ha provocato quella che rientra negli annali come la settima sconfitta consecutiva per gli Spurs ai penalty: applausi! Gli svizzeri torneranno a Londra contro il Chelsea, ma da paese neutrale qual è quello elvetico, fatichiamo ad immaginarci una Londinium invasa di soldati alabardati e michelangiolescamente vestiti.

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