4-5-1949: sessantaquattro anni dopo ricordiamo il mito del Grande Torino

“Gli eroi sono sempre immortali agli occhi di chi in essi crede. E così i ragazzi crederanno che il Torino non è morto: è soltanto in trasferta.”

Scriveva così Indro Montanelli l’indomani della tragedia di Superga, avvenuta il 4 maggio del 1949. Una di quelle date che ti rimane impressa nella memoria e non la cancelli più, nemmeno a sbianchettarla, è un file indelebile. Quel giorno, in quello schianto, se ne andò per sempre quella che era la squadra più forte del mondo e, forse, si meriterebbe l’appellativo tutt’ora.

Non Real Madrid, non Barcellona, non Bayern Monaco stellari, bensì il Grande Torino, quello del quarto d’ora granata, quello invitato ad una maledetta amichevole di addio a Lisbona, per celebrare il ritiro del capitano del Benfica. Con lo scudetto già in tasca, il quinto consecutivo, la squadra di Erbstein e del presidente Ferruccio Novo accettò, nonostante il campionato non fosse ancora terminato.

In fondo però non c’è come la morte per rendere immortali gesta ed eroi, perpetuandone il ricordo.

  • Valerio Bacigalupo
  • Aldo Ballarin
  • Dino Ballarin
  • Emile Bongiorni
  • Eusebio Castigliano
  • Rubens Fadini
  • Guglielmo Gabetto
  • Ruggero Grava
  • Giuseppe Grezar
  • Ezio Loik
  • Virgilio Maroso
  • Danilo Martelli
  • Valentino Mazzola
  • Romeo Menti
  • Piero Operto
  • Franco Ossola
  • Mario Rigamonti
  • Julius Schubert

E anche i dirigenti: Agnisetta, Civalleri e Bonaiuti.

Lo staff, con l’allenatore Erbstein, Lievesly ed il massaggiatore Cortina.

I giornalisti Casalbore, Tosatti e Cavallero.

L’equipaggio, composto da Meroni, D’Inca, Biancardi e Pangrazi.

4 Comments

  • Ringrazio molto Alberto e la redazione di Sportmain per questo commovente ricordo del Grande Torino. Naturalmente mi associo, come redattore dei granata, come sportivo e come essere umano.
    Il giorno della memoria arriva peraltro in un momento delicato della stagione del Toro, in cui quella salvezza che sembrava già in tasca è tornata clamorosamente a rischio. Fortunatamente nel popolo granata, dallo staff ai tifosi, resta forte la memoria e l’attaccamento a una squadra che la storia e la cattiva sorte hanno reso speciale. Penso di poter dire che i ragazzi di Ventura abbia onorato la memoria degli Invincibili, omaggiandoli ieri a Superga e oggi sul campo, uscendo a testa altissima da San Siro malgrado la sconfitta.

  • Un ultimo pensiero va ai ragazzi granata, da quelli che nel 1949 giocarono le ultime partite di campionato dopo la tragedia a quelli che negli anni ’80 e ’90 hanno reso il vivaio del Toro il più vincente d’Italia a quelli di oggi, che si stanno facendo onore in tutte le categorie. Penso che siano loro, da sempre, i veri custodi del cuore granata assieme ai tifosi; in loro c’è la speranza che un giorno possa tornare ad esserci un “Piccolo Grande Torino”

  • Caro Gabriele, ho letto adesso il tuo commento, scusa il ritardo. Pur non essendo tifoso del Torino e non avendo legami particolari con la città, sento molto vivo l’attaccamento alla maglia granata, soprattutto da quando, per un esame universitario, ho dovuto fare una tesina sulla tragedia di Superga: gite alla basilica, giornate in biblioteca a Torino (io vivo vicino a Milano) ed un 29 che sa di granata stampato sul libretto 😉 Così mi sono affezionato alla storia di quella squadra, quella di capitan Valentino, e per me ogni anno è d’obbligo ricordare quello che accadde il 4 maggio 1949 alle 17.03

  • Sono contento che il Toro porti buone cose a qualcuno 🙂 Sperimao peraltro che si risolva anche l’annosa questione del Filadelfia. Ricordo ai lettori che lo stadio fu demolito nel 1997 con la promessa di inaugurarlo per il 4 maggio 1999, 50mo anniversario della tragedia. Appunto…

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