Calcio, Premier League: la Top Eleven

Da diversi anni in Premier League non si vedeva un dominio del genere. Quest’anno, lo United ha agguantato il primo posto in classifica e non lo ha lasciato più per tutto il campionato, simile a ciò che fece il Chelsea di Mourinho nel 2005-06. Questo non voglia far intendere che si sia assistito ad una Premier mediocre, anzi: la lotta Champions è durata fino all’ultimo e le coppe sono state vinte da totali outsiders come Wigan e Swansea, impronosticabili ad inizio stagione. Alcune sorprese di una stagione di calcio inglese spettacolare, come ormai consuetudine di uno dei campionati più belli del globo.

Joe HART (Manchester City – Portiere – 38 presenze / 36 goal subiti) – Nella penuria di grandi prestazioni in mezzo ai pali, il premio di migliore va al meno peggio. Nonostante qualche errore deprecabile – vedi il paperone con il Southampton –  per Hart parlano i 18 clean sheets che lo rendono il portiere meno perforato della Premier League, nonostante questa non sia stata di certo la sua miglior stagione.

Patrice EVRA (Manchester United – Terzino sinistro – 34 presenze / 4 goal) – Una delle parti fondamentali dell’intelaiatura dello United da svariati anni a questa parte, Evra si rende protagonista di prestazioni sempre eccellenti caratterizzate da una costante, quanto insolita per lui, presenza offensiva – ben quattro reti e cinque assists in campionato, un bottino da record per il trentaduenne.

Jan VERTONGHEN (Tottenham – Difensore – 33 presenze / 5 goal) – Sempre incisivo e ben inserito nell’altissima linea di Villas Boas, non si fa spaventare dal debutto in uno dei campionati più competitivi al mondo e gioca una super-stagione nelle file dei londinesi.  L’ex capitano dell’Ajax conquista pubblico e critica con ottime prestazioni e cinque reti.

Branislav IVANOVIC (Chelsea – Difensore – 34 presenze / 5 goal) – Man of the match della finale di Europa League, è una delle poche presenze fisse nel Chelsea di quest’anno. In tutto racimola cinquantacinque presenze stagionali, sempre in campo indipendentemente dall’allenatore in panchina e sempre autore di buone prestazioni. Anche per lui, record di reti superato: cinque in campionato, otto in totale – mai così prolifico.

Pablo ZABALETA (Manchester City – Terzino destro – 31 presenze / 2 goal) – Sembrava doversi accomodare in panchina con l’acquisto di Maicon; già, sembrava. In realtà, l’argentino continua nel suo percorso di crescita e conferma l’affidabilità della passata stagione, togliendo ogni dubbio a Mancini che lo preferisce trentuno volte su trentotto all’ex fenomeno brasiliano.

Santi CAZORLA (Arsenal – Centrocampista – 38 presenze / 12 goal) – L’acquisto numero uno dell’Arsenal. Anima motrice delle azioni offensive dei Gunners, segna dodici reti alla sua prima in Premier e mette lo zampino su altre undici segnature. Insostituibile per Wenger, che lo usa in ogni partita, se la sua squadra è riuscita a centrare l’obiettivo quarto posto è soprattutto per merito suo.

Michael CARRICK (Manchester United – Centrocampista – 34 presenze / 1 goal) – In un anno dove Sir Alex ha svolto molto turnover, Carrick è uno dei pochi ad essere stato quasi sempre presente nell’undici di partenza: con 2865 minuti in campo, è uno dei giocatori chiave dello United vincitore del campionato, sempre prezioso sia in fase difensiva che in fase di possesso, con una percentuale di successo del passaggio del 93%: alta qualità.

Gareth BALE (Tottenham – Ala sinistra – 33 presenze / 21 goal) – Stagione sopraffina per il talentuosissimo gallese. Mai come quest’anno essenziale per il suo Tottenham, gioca in costante proiezione offensiva e segna una caterva di reti: ben ventuno. Un fulmine della fascia, senza di lui gli Spurs non sarebbero riusciti a giocarsi il quarto posto fino all’ultimo.

MICHU (Swansea – Punta – 34 presenze / 18 goal) – Il colpo dell’anno. Lo Swansea lo pesca per tre milioni dal Rayo Vallecano dove da incursore aveva segnato, sì, ma in un campionato – dicono i maligni – caratterizzato da difese ballerine. Laudrup lo sposta più in avanti e lo fa giocare principalmente come punta, e che punta. Con i gallesi, una stagione da incorniciare, segnata da ventidue reti e dalla storica vittoria in Coppa di Lega.

Luis SUAREZ (Liverpool – Punta – 33 presenze / 23 goal) – Poteva essere la sua migliore stagione: tanti goal, assist, giocate di classe e qualità eccelsa. Gli schemi offensivi di Rodgers ne enfatizzano le qualità tramutandolo ancora più in un predatore dell’area di rigore – se fosse riuscito a contenere la sua aggressività, evitando i fin troppi colpi di “testa”, avrebbe potuto tranquillamente insidare il suo collega olandese per la scarpa d’oro.

Robin VAN PERSIE (Manchester United – Punta – 38 presenze / 26 goal) – Sir Alex lo strapaga, ma per un motivo decisamente comprensibile. RvP bissa la meravigliosa stagione dell’anno scorso, diventando il terminale offensivo numero uno del Manchester campione: anche gli insostituibili, come Rooney, devono arrendersi alla sua presenza. 26 reti (che gli valgono il Golden Boot) e 8 assists per la prima Premier della sua carriera.

All. Sir Alex FERGUSON (Allenatore Manchester United – 1500 panchine / 38 trofei vinti) – Altro che premio alla carriera: lo zampino di Sir Alex sulla ventesima Premier League dei Red Devils è più che netto. Un sapiente uso di giovani interessantissimi (Cleverley e Jones su tutti) e fedeli della vecchia guardia, per una squadra che, van Persie a parte, non ha avuto vere e proprie forti individualità. Una vittoria del collettivo di cui il merito è, in buona parte, della mano che li ha sapientemente manovrati.

FORMAZIONE (4-2-3-1) – Hart, Zabaleta, Vertonghen, Ivanovic, Evra, Carrick, Cazorla, Bale, Michu, Suarez, van Persie.

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