C’era una volta #11: La Tragedia di Brema

CONVAIR CV-440 – Era il modello di aereo della Lufthansa che presero gli atleti della Nazionale Italiana di nuoto il 28 gennaio 1966, per andare a disputare il meeting di Brema, in preparazione alle olimpiadi di Messico ’68. E pensare che quell’aereo non era nemmeno il loro, che però persero per 12 minuti di ritardo e così furono costretti a posticipare la partenza, salendo sul velivolo maledetto.

ERRORE UMANO? – Se ne dissero tante in quel periodo e, data la scarsa tecnologia del tempo, probabilmente la verità non verrà mai a galla. L’ipotesi più probabile è che il pilota, tentando di districarsi manualmente fra le grinfie di un guasto meccanico, abbia mandato in stallo l’aereo, destinato comunque ormai ad impatto sicuro, data la vicinanza al suolo, cosa che avvenne, tragicamente, alle 18.49, sul villaggio di Stuhr, nei pressi di Brema.

LE VITTIME – Non era una nazionale famosa, non c’erano atleti decorati fra di loro, bensì erano i migliori giovani del nuoto italiano, premiati dalla federazione con la partecipazione al primo meeting di nuoto mandato in diretta in mondovisione in tv, una cosa che ai tempi era il massimo a cui poter aspirare. Morirono in nove quel giorno a Brema, potevano essere 10, ma Bubi Dennerleim si ritirò per divergenze con le alte cariche della federazione.

BRUNO BIANCHI – 23 anni, operaio della Fiat per mantenersi gli studi, era il più “vecchio” della spedizione, ma alle sue spalle vantava già due partecipazioni alle olimpiadi (Roma e Tokyo), nonchè un oro, un argento ed un bronzo tra Universiadi e Giochi del Mediterraneo. Specialista nello stile libero.

DINO RORA – 21 anni, impiegato alla Fiat come il compagno, ma dorsista in vasca: partecipò a Tokyo ’64 e vinse un oro ed un bronzo ai Giochi del Mediterraneo del 1963 disputatisi a Napoli. Detenne anche un record europeo.

LUCIANA MASSENZI – 21 anni, dorsista, aveva partecipato agli Europei di Lipsia del 1962, senza però accedere alle finali. Famosa un tempo per aver stabilito il record italiano nei 100 dorso, con 1’12″4.

CARMEN LONGO – 19 anni, divideva la propria vita fra la scuola ed il nuoto, in cui eccelleva nella disciplina della rana, che le aveva regalato quattro titoli assoluti, nonchè il primato italiano nel 1965.

SERGIO DE GREGORIO – 20 anni, romano, specialista nello stile libero e nel delfino, vinse cinque titoli assoluti.

AMEDEO CHIMISSO – 20 anni, quello stesso giorno aveva stabilito il record italiano nei 200 misti, anche se lui era un dorsista. Per lui una sola presenza in azzurro.

DANIELA SAMUELE – 17 anni, abile nel misto e nel delfino, era ancora troppo giovane per poter parlare di una carriera sugli allori, ma le prospettive erano fra le migliori. Due presenza per lei in nazionale.

PAOLO COSTOLI – L’allenatore della squadra, uno che da nuotatore ci era nato e cresciuto, infondendo passione ed ardore sportivo negli atleti che allenava. Nel suo palmarès però troviamo titoli non solo legati al nuoto, bensì anche alla pallanuoto, segno che era veramente un atleta a tutto tondo a livello acquatico.

NICO SAPIO – Il solito giornalista che un tempo viaggiava insieme alle varie squadre, vivendo quasi in simbiosi con loro. Era la voce del nuoto della Rai, ma aveva commentato anche due Olimpiadi, il ciclismo e qualche partita in “Tutto il calcio minuto per minuto”.

 

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