I dolori del giovane Walter (II)

[Ho raccolto con cura e qui espongo quanto ho potuto trovare intorno alla storia del povero Walter, e so che me ne sarete riconoscenti. Voi non potrete negare la vostra ammirazione e il vostro amore al suo spirito e al suo cuore, le vostre lacrime al suo destino di allenatore dell’Inter]

(18 luglio)

Caro amico lontano,

“Moratti mi ha dato i brividi quando mi ha chiamato”, leggo ora di aver detto alla stampa, mentre coi piedi a mollo leggo il giornale, tra una pausa e l’altra della preparazione qui a Pinzolo. Ma intendiamoci, eh: tutto vero, la pelle d’oca di quelle importanti, dato che tutte le pelli d’oca sono decisive e non bisogna mai prendere sottogamba nessun tipo d’impegno. Venire ad allenare uno dei tre più grandi club italiani è un onore e sentirsi dire “Ho bisogno di uno come lei” mi dicono che è il top nella carriera.

Semmai, una volta attaccato il ricevitore, m’é venuta un’altra pelle d’oca, a ripensare da dove avrei dovuto cominciare a mettere mano alla rosa. Gli infortunati di lungo corso ok, ci han pensato da soli; e i capi-popolo a forza di ripetute in montagna li scremo pure: ma gli altri? Eh si, perché sempre nel suddetto articolo leggo di aver detto “Scudetto? Non è impossibile”. Come dico al Presidente che qui non serve un esterno ma ne dovrebbero arrivare almeno tre-quattro? E che a centrocampo toccherebbe proprio fare i casting tipo ‘Grande Fratello’, dato che siamo a fine luglio e non è arrivato nessuno, manco un Nainggolan o un ragazzo della Primavera di quelli coinvolti in quell’Eterno Ritorno dal prestito con diritto di riscatto nietzscheano? 

Uno ha pure scritto: “Il vero top-player di questa Inter sarà Mazzarri”. Mmm… Non so te, ma qualcosa non mi torna: e non è certo Alvaro Pereira che non ha ancora assimilato i dettami del 3-5-2.

(23 luglio)

Carissimo,

la prima pagina nerazzurra è volata via, e già siamo pronti a girarne un’altra. Per citare un vecchio film di Giuseppe Tornatore, “Stanno tutti bene”. Eccetto Kovacic, che mi han detto di trasformarlo nel Nuovo Hamsik, dato che Guarin non vuole fare il Nuovo Hamsik e a meno di comprare l’Hamsik originale coi soldi dell’indonesiano due son le alternative: o facciamo di forza la cresta a Cambiasso (e la vedo duretta), o si fa che si lascia perdere che è meglio.

Comunque, ti dicevo: in ritiro è andato oltre le mie aspettative. Alcuni ragazzi hanno fatto fatica a causa del caldo e dei carichi di lavoro, ma va dato atto al Feralpi Salò di aver dato tutto quello che aveva, nell’ultima amichevole, e solo di poco abbiamo evitato di dar seguito alla striscia primaverile di Stramaccioni. Però, stanno tutti bene: Jonathan corre e si propone senza incespicare da solo, come in passato; Campagnaro è un mio uomo di fiducia e, zitto zitto, mi aiuta a dare qualche ripetizione di ‘difesa a tre’ mentre io sono impegnato a entrare in tackle duro su Guarin, per insegnargli che la palla, ogni tanto, la si passa; buona anche l’intesa Icardi-Belfodil (no, non tra di loro: con Palacio. Ogni sera, prima di addormentarmi, accendo un cero alla Vergine degli Stiramenti di Secondo Grado per l’Argentin Codino e le chiedo, se possibile, di far strappare me, piuttosto che uno dei ragazzi).

(P.S. Ho chiesto di nuovo un esterno a Branca e il perché del fatto Isla non si sia più visto: ho visto che ha inforcato gli occhiali scuri e ha sgommato via dal ritiro col Suv, tipo “Fast&Furious”. Però mi dicono che siamo sulle tracce di Wallace, brasiliano del ’94: “Si farà”. Si: notte)

(27 luglio)

Mio buon amico,

Amburgo! Terra di commerci, di arte, di multi-culturalismo e pure di squadre costruite per vincere che, ogni anno, poi lottano per salvarsi. Visto che ci siam venuti per l’amichevole, ho ritenuto opportuno fare due foto in giro, dato che mi raccontano che sarà una delle poche gite all’estero che faremo quest’anno.

E niente, primo vero test ufficiale e di un certo spessore: schiererò una formazione fanta-titolare e non molto diversa da quella dell’esordio in campionato. Ma questo lo dico ai giornalisti: se rimaniamo così, l’Europa facciamo prima a vederla prenotando un bell’InterRail, l’estate prossima: così, magari, abbiamo uno sconto-studenti per Icardi, Kovacic e Mbaye. Serve sempre un esterno, come avrai letto dalle precedenti mie: magari anche due, sia mai che l’infermeria si trasformi di nuovo nel Lazzaretto dell’anno passato.

(P.S. Tu dirai: “Ma se arriva Thohir? Comprate Gareth Bale e gli mettete dietro Cristiano Ronaldo per farlo rifiatare in Coppa Italia”. Eh, facile così. Ma se volevo vincere facile allenavo club storici dal grandissmo blasone come l’Anzhi, il PSG o il Manchester City, dé) 

(P.S.2 Ora, però, testa all’Amburgo. Siamo carichi e i progressi già si vedono. Dopo le amichevoli-test, oggi pomeriggio l’asticella si alzerà: ma mi rasserena il fatto che uno come Nagatomo comunque ci passerà sotto facile)

(28 luglio) 

Mio buon amico,

‘mmazza che pippe questi dell’Amburgo. Va bene che, imballati e com’eravamo, s’è fatto comunque 1-1 (ha segnato per primo Icardi, che finalmente si è sbloccato). Però, mamma mia: siamo riusciti a prendere gol da Rudnevs, quello che aveva castigato a suo tempo la Juve di Delneri. Insomma, bei ‘precedenti’ che, diciamo, non inducono all’ottimismo. Bene, ma non benissimo.

(P.S. Certo: avercelo un Van der Vaart di questi tempi…)

(continua)

“Ma se faccio  ‘Baglioni’ e non dico niente a nessuno?”

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