I dolori del giovane Walter (IV)

[Ho raccolto con cura e qui espongo quanto ho potuto trovare intorno alla storia del povero Walter, e so che me ne sarete riconoscenti. Voi non potrete negare la vostra ammirazione e il vostro amore al suo spirito e al suo cuore, le vostre lacrime al suo destino di allenatore dell’Inter]

(6 agosto)

Mio buon amico,

due gol col Chelsea e quattro col Valencia (avessi detto…), tanto per salutare i giornalisti che scrivevano che “a posto la difesa, i rebus sono in attacco e là in mezzo”. Ora ci toccherà l’ultima sfida con la Juve in questa coppa di cui non ricordo il nome. Se perdiamo anche questa -o, peggio: se capita che prendiamo gol da Llorente- saranno dolori. Dall’Inghilterra dicono che l’Inter ha già pronto il tecnico del futuro: Patrick Vieira. E insomma, a parte questo, si continua a lavorar sereni: qui in America le voci di mercato continuano ad arrivare ovattate e senza assillo; i giocatori nuovi, invece, manco quello, anche se mi dicono che stiamo chiudendo per Wallace. Un classe ’94. In prestito. Prestito Secco. Dal Chelsea. E niente: il ragazzo sarà anche forte, eh, ma intanto ci siamo trasformati in una succursale tipo il Feyenoord (e poi non capisco come faccio a non ridere quando lo chiamano “l’erede di Maicon” che, semmai esplode, se lo riportano a gennaio a Londra e a me che resta? La pettorina come l’ha lasciata lui): peccato però che il Napoli non sia il de Graafschap, e quindi temo il peggio.

Ora vado a fare le interviste: dirò che col Valencia “è stata colpa mia” e che “i carichi della preparazione ci han fatto scendere imballati, quindi non è colpa dei ragazzi” e in questo Rosario pre-stampato ci metto in mezzo pure una pernacchia a DeLa e un “aspettiamo Modric e van Persie”, tanto nessuno se ne accorgerà e continueranno a prendere appunti. Meno male che ci sono i giornalisti.

(8 agosto)

Caro amico,

s’è vinto. Certo ai rigori. Certo, ha dovuto tirare, e segnare, pure Carrizo, con Isla che ha salutato i suoi ex-nuovi compagni sbagliando il suo di penalty, va bene, sennò potevamo andare avanti fino a domattina: ma s’é vinto. Il primo set contro la Juve l’abbiam vinto noi. Non fosse stato per uno stupido fallo di Juan Jesus -sul quale Vucinic l’ho visto sciogliersi letteralmente in lacrime per l’inaspettata possibilità avuta di accasciarsi in area e farsi fischiare fallo- magari finivamo una, dico una, gara senza gol presi. Handanovic, per ora, sta buono, non dà segni di squilibrio e quando, la sera tardi, viene alla porta della mia camera e mi fa segno “otto” con le dita, a ricordare i quasi 80 gol presi l’anno scorso, io lo rassicuro: gli offro un bicchiere di latte, una pacca sulle spalle e gli mostro il paradenti di Campagnaro nel bicchiere per dargli la carica e un’immagine di speranza.

Ah. Polemica con Conte. Te dirai “‘ammazza che novità”. Mi han detto che ha parlato molto male di me (min. 1’04”) e io non mi fidavo e ho detto che non ho notato nessun riferimento a me e che, quando non si fanno nomi e cognomi, è giusto non rispondere, dato che si parla di nulla. Allora un giovane stagista di una piccola testata mi ha chiesto “e con Jonathan qual è il cognome?” e io allora, un po’ allibito, ho dovuto deviare il discorso dal calcio a cose più futili tipo il 3-5-2, la possibilità di far giocare Guarin o Alvarez in appoggio a un’unica punta e l’insostenibile leggerezza dell’essere al mare invece che qui a far la conferenza stampa.

(P.S. Novità in arrivo, ma non ti svelo nulla che son emozionato. Forse sta per arrivare il rinforzo tanto atteso, assieme a quel terzino brasiliano di cui ti dicevo. Incrocio le dita e spero di darti buone nuove presto)

(11 agosto) 

Amico lontano,

ci eravamo lasciati che incrociavo le dita, e invece per poco non mi s’incrociavano le orbite degli occhi. Detto che Wallace sta sempre arrivando (starà venendo a piedi da Londra, dato che ogni mattina i quotidiani aprono con ‘stà notizia: anche se, ti devo dire, mi garba parecchio il fatto che venga un Wallace dalla Perfida Albione, nonostante dicono sia un brasiliano forse ancora con l’apparecchio e non il tamarro interpretato da Mel Gibson in quel film lì), mi han comunicato oggi che Marco Branca, con un blitz, ha portato ad Appiano Gentile tale Rolando, che ho avuto l’anno scorso a Napoli, in prestito. E che, come Guarin e Pereira, viene dal Porto: il che mi fa pensare che mica fessi sono questi portoghesi.

Insomma: per un attimo volevo piangere.

Nemmeno questo era un centrocampista, anche se mi dicono che in giro si dice che possa pure, alla bisogna, giostrare in mezzo. Ma si, adesso li cominceremo ad adattare pur di avere tre titolari e tre riserve in croce.

Economicamente parlando, un gran colpo, eh, visto che arriva tipo in saldo e per lui si tratta di un ritorno, in fondo: e soprattutto dato che Samuel è sempre infortunato e a Chivu rimbocco io le coperte e gli fo in massaggi in attesa che recuperi pienamente da non so più quale infortunio. Però per il centrocampista ho perso le speranze. Mi raccontano che adesso siamo (passati) su Taider: però ci sarebbe anche lo United sul giocatore del Bologna, precisano. E allora mi ritiro in un angoletto per sfogarmi, dato che sono pur sempre un signore e non voglio soffrire in pubblico.

(P.S. Lo so, lo so: c’era anche un’altra amichevole in ballo. Non è che voglia sorvolare: è che la scoppola era preventivabile e il Real era più in forma. Quindi le critiche le trovo ingiuste, e inoltre magari meritavamo qualcosa in più ma, si sa, la fortuna sta sempre dalla parte dei più forti. Sto rivedendo la mia intervista nel dopo-gara: a un certo punto m’han chiesto se c’era qualche rammarico per il 3-0 e ci sono io che rispondo: “Eh, due palle… (poi mi ricompongo e, al volo, salvo capra e cavoli) …si due palle, dico, potevano entrare su 6-7 occasioni da gol create”. C’è crisi)

(continua)

-“Presidente, ma il centrocampista?” -“Ahem… Sorrida ora, che ci stanno inquadrando”

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