Inter: la favolosa storia dei bimbi smarriti

MILANO – Mancano ormai solo tre giorni al debutto interno contro il Genoa di Liverani, ma intorno a via Durini continuano a rincorrersi voci e indiscrezioni che col calcio giocato hanno ben poco a che vedere. Se sul fronte calciomercato dopo la chiusura dell’affaire Taider con il Bologna di Guaraldi si registra l’ennesima fase di stallo condita da sogni irrealizzabili e ritorni impossibili, è sul fronte societario che si stanno calando gli ormeggi per l’approdo della barca Inter nelle braccia tronfie d Thohir. Il magnate indonesiano ufficializzerà con ogni probabilità a inizio settembre l’acquisto della maggioranza del sodalizio meneghino, con Moratti spodestato ma non del tutto fuori dell’assetto societario.

Un undici disperso – Ma mentre l’esordio della nuova Inter targata Mazzarri si avvicina, noi di Sportmain ci togliamo lo sfizio di andare a spulciare tra i meandri delle cervellotiche scelte di una dirigenza da tempo accusata di non puntare a sufficienza sul progetto giovani. Per poi andarli a pagare a peso d’oro presso altri lidi. In una sola sessione di mercato (e ancora non siamo giunti al termine) l’Inter si è disfatta di un potenziale niente male, finito a farsi muscoli e ossa in provincia. Cominciando da Bardi, passando per Bianchetti, M’Baye e Duncan e terminando con Samuele Longo, sono tanti -forse troppi- i ragazzi degli anni 90′ finiti a spasso in giro per la penisola e non solo. Un undici di ragazzi dispersi.

Una difesa Under – La colonia di giovani nerazzurri in cerca di fortuna e gloria altrove parte come da tradizione dal ruolo di portiere. Mentre l’ex terzo, Belec, è finito in Portogallo assieme alla promessa mancata Daniel Bessa, anche i due portieri delle ultime “primavere” nerazzurre sono dovuti andare a cercare altrove una porta da difendere: Bardi è tornato a Livorno dopo i fasti della scorsa annata , mentre il giovane Di Gennaro farà il suo esordio nei pro con la maglia del Cittadella, appena “asfaltato” nell’affatto nobile preliminare di Coppa Italia. La difesa parla stranamente italiano, fatto salvo per il possente Ibrahima M’Baye, andato anch’egli a Livorno a rinforzare l’undici di Nicola. Bianchetti (Verona) e Biraghi (Cittadella) sono gli ultimi superstiti delle cessioni di luglio, quando in un sol colpo e senza troppi perché la società si è sbarazzata a titolo definitivo di due elementi dalle qualità notevoli come Donati e Caldriola. Anche Laxalt, impiegabile anche nel ruolo di esterno sinistro è finito nel pazzo ottovolante nerazzurro e ha già fatto armi e bagagli in direzione Bologna quale chiave per raggiungere l’agognato e felice Taider. E a chiudere il pacchetto di difensori finito a farsi le ossa ecco anche Pasa e Spendlhofer, esordienti la scorsa stagione nell’agognato finale stramaccioniano e ora a Varese a cercare di costruirsi un futuro di successi.

In mezzo tra legna e qualità – E’ comunque dalla cintola in su che le scelte dirigenziali lasciano ancor più di stucco. A centrocampo, ruolo non del tutto ancora coperto in prima squadra, la migrazione giovanile continua e si fa se possibile ancor più massiccia. Benassi dopo un breve brillante scorcio di stagione sotto la guida di Stramaccioni prende il primo treno per Livorno scortato dall’ottimo Duncan, cui non è bastata una seconda parte da protagonista assoluto in riva al Tirreno per guadagnarsi una chance alla corte del labronico Mazzarri. In queste ore si parla anche di un possibile addio di Joel Obi, direzione Parma, mentre il bel rené Khrin è ormai di fatto del tutto un giocatore del Bologna. Unico ancora a restare alle dipendenze nerazzurre è Patrick Olsen, mentre gli ex compagni Crisetig e Romanò si contenderanno un posto al sole nel Crotone del Dottor Drago. Infine in attacco, mentre si fa sempre più probabile l’esplosione di Marko Livaja a Bergamo -la cui metà per alcuni equivarrebbe a quella del Levriero Schelotto- anche Longo finalmente ha trovato una squadra disposta (si spera) a concedergli la giusta vetrina: trattasi del Verona di Mandorlini ma purtroppo per il buon Samuele sarà dura essere titolare nel derby personale di domenica contro il Milan cui ai tempi della Primavera segnava con facilità disarmante.

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