NFL Preview (VIII): NFC West

GLI ULTIMI SONO I PRIMI – C’era una volta (non più tardi di due anni fa) la NFC West, di gran lunga la divisione peggiore della NFL. Seattle, squadra né troppo brutta né da playoff, insomma, mediocre; Saint Louis, che ogni anno si guadagnava senza troppa fatica una delle prime tre scelte al draft; San Francisco, lontana anni luce dai trionfi degli anni 80 con Joe Montana; e Arizona, che aveva vissuto due annate sorprendenti, una delle quali culminata con un SuperBowl perso al fotofinish e che era tornata di nuovo nei bassifondi della classifica. Insomma, uno sfacelo. Ora, tutto si è capovolto, a cominciare dai Seahawks e dai 49ers, che si giocheranno la testa della division. Le fortune dei Seahawks hanno iniziato a capovolgersi a partire dalla scorsa pre-season, quando al posto di Matt Flynn, arrivato dai Packers per prendersi i galloni del titolare, è stato invece promosso come QB titolare Russell Wilson. Il giocatore ex-Wisconsin ha acquisito fiducia man mano che la stagione progrediva, e con essa è migliorato tantissimo il suo gioco, che ricorda quello di un veterano, per la sicurezza con cui prende decisioni in campo. Marshawn Lynch gli ha dato certamente una gran mano, con 1590 yard e 11 touchdown, di gran lunga la stagione migliore del RB arrivato tre stagioni fa dai Bills. Se l’attacco ha certamente elevato il suo rendimento nelle ultime quattro partite della stagione, con ben 42.5 punti di media, lo stesso si può dire della difesa, una delle più ermetiche del campionato. La fisicità del reparto difensivo di Seattle è rappresentata dalla secondaria, diventata nel corso dell’anno la migliore della NFL grazie a giocatori esplosi in maniera quasi inaspettata, come Brandon Browner, un recente passato nelle leghe minori, e Richard Sherman, già un Pro-bowler al suo secondo anno tra i pro. Anche i safety Kam Chancellor e Earl Thomas contribuiscono ad aumentare il tasso di durezza della secondaria, mentre gli arrivi di Michael Bennett (dai Bucs) e Cliff Avril (dai Lions) aggiungono profondità e qualità ai sette della linea difensiva, dove troviamo anche Bobby Wagner, finalista del premio di Rookie difensivo dell’anno, e Bruce Irvin altro rookie di grande impatto, con ben 8 sack messi a segno. Come è avvenuto più volte nella storia, la squadra che perde il SuperBowl, poi è raro che vi riesca a tornare l’anno successivo, magari per le eccessive perdite nel roster. Proprio quello che non è capitato ai San Francisco 49ers, che hanno mantenuto per gran parte intatta la loro squadra, per tornare a giocare per il bersaglio grande. In tutto questo, Colin Kaepernick ha un anno di esperienza e un training camp in più, necessari per fargli acquisire esperienza. L’infortunio di Michael Crabtree (dovrebbe tornare nelle ultime settimane della stagione regolare) aumenta il valore di Anquan Boldin, arrivato dai Ravens. La profondità a livello di ricevitori non è eccelsa, potranno trovare spazio anche Mario Manningham, che però rientra da un infortunio, e i giovani Quinton Patton e Jon Baldwin. Decisamente meglio a livello di runningback, con Frank Gore che, avendo già una certa età, sarà adeguatamente supportato da Kendall Hunter e LaMichael James, sfruttando i varchi aperti da una delle migliori linee offensive del campionato. In difesa sono stati persi un paio di pezzi importanti, come il DE Ricky Jean-Francois e il safety Dashon Goldson: per sostituirli sono arrivati due giovani dal draft: Cornelius Carradine, che potrà imparare dal veterano Justin Smith, prima di prendere il posto di titolare, e Matt Elam, che avrà modo di contribuire da subito. Così come Jim Harbaugh con San Fran, un ottimo impatto lo ha avuto anche Jeff Fisher con i Saint Louis Rams. La squadra ha fatto sua la mentalità difensiva dell’ex caoch dei Titans e, insieme ai progressi compiuti dal QB Sam Bradford, è riuscita a migliorare di 5 vittorie il pessimo record dell’anno precedente: sorprende addirittura il record contro le avversarie divisionali, quattro vittorie, una sconfitta e un pareggio, contro San Francisco. La difesa ruota attorno ai quattro linemen, che, portando molta pressione ai passatori avversari, ne tolgono di conseguenza ai linebacker, che così possono occuparsi di controllare porzioni di campo più arretrate. Ottima anche la coppia di cornerback; Cortland Finnegan è un veterano arrivato da Tennessee con un contratto totale di 50 milioni di dollari, che si è meritato tutto, grazie alla sua esperienza e solidità comprovata; Janoris Jenkins e Trumaine Johnson invece sono i giovani: grande stagione, in particolare, per Jenkins, che ha intercettato quattro passaggi, di cui tre riportati per un touchdown. In attacco, abbiamo accennato ai miglioramenti effettuati da Sam Bradford, che, dopo una promettente annata da rookie e una disastrosa da sophomore, è riuscito a risollevarsi, in attesa di compiere il salto di qualità, magari proprio quest’anno, grazie alla presenza di Brian Schottenheimer come coordinatore per il secondo anno consecutivo (prima volta che Bradford gode per più di un anno consecutivo dello stesso coordinatore offensivo). Nuovo coach (da quest’anno, però) anche per gli Arizona Cardinals. Ken Whisenhunt, dopo tre stagioni senza playoff ha perso il posto in favore di Bruce Arians, ex OC degli Steelers (due titoli per lui) e, l’anno scorso, allenatore degli Indianapolis Colts mentre Chuck Pagano era in cura (con lui condivide il premio di Allenatore dell’anno). Finalmente i Cardinals possono contare su un QB degno di questo nome, grazie all’arrivo di Carson Palmer, reduce dalle 4000 e più yard (con 22 touchdown) di Oakland, con un supporting cast non esattamente di prim’ordine; Larry Fitzgerald sarà sicuramente contento del cambio, dopo aver fatto registrare la sua peggiore stagione statistica, per colpa di quarterback totalmente inadeguati (la situazione si è protratta per circa quattro anni, cioè dal ritiro di Kurt Warner) e anche di una pessima linea d’attacco. Vero punto forte è la difesa, che non è stata toccata, in cui spiccano i nomi di Calais Campbell, che ha soppiantato Darnell Dockett, reduce da una stagione negativa, com miglior giocatore del reparto. Occhio però anche alla secondaria, con i corner Patrick Peterson, ottimo ritornatore migliorato molto anche dal punto di vista della marcatura dei ricevitori, e Tyrann Mathieu, che ha avuto problemi disciplinari lo scorso anno, impedendogli di dichiararsi al draft, e che ha già fatto un’ottima impressione negli allenamenti e in pre-stagione.

 

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