Italia: pochi giovani, ma il gioco farà dimenticare il flop Sudafrica

Per la rivoluzione ci sarà da aspettare. In Brasile, a 276 giorni dal via, l’Italia non arriverà ringiovanita rispetto a Sudafrica 2010, ma con più forze e motivazioni. Il maggior merito di Prandelli, ct azzurro da tre anni, è stato quello di far dimenticare la Nazionale che in Sudafrica, intontita dopo i fasti di Germania 2006, uscì al primo turno. Già, perché per il resto l’età media dei titolari, prendendo come riferimento l’esordio sudafricano nel 2010 (Italia-Paraguay 1-1) e la gara più recente dell’Italia “prandelliana” (Italia-Bulgaria 1-0), è addirittura più alta.

VERSO BRASILE 2014 – L’Italia, cogliendo il successo domani contro la Repubblica Ceca allo Juventus Stadium, festeggerà la qualificazione ai Mondiali brasiliani con due gare d’anticipo. Non è una sorpresa: il tragitto verso Mondiali ed Europei ultimamente è sempre stato costellato di risultati positivi. Gli Azzurri non perdono dal settembre 2006 (Francia-Italia 3-1): 37 gare, 29 vittorie e 8 pareggi. A volte sofferte, come quella di Palermo contro la Bulgaria, ma l’accesso alle fasi finali per l’Italia non è stato (e non può essere) mai in dubbio. Quest’anno poi, gli Azzurri potrebbero avere l’opportunità di disputare altre due gare ufficiali (contro Danimarca e Armenia) senza la pressione del risultato. Prandelli, sfogliando “Il Principe” di Machiavelli, allenerà quindi la sua Italia a resistere ai colpi della Fortuna in vista del Mondiale. La prudenza, affermava lo scrittore fiorentino, consiglia di rafforzare gli argini del fiume mentre ancora scivola placido nel suo corso. Quando scorrerà impetuoso, non si potrà più evitare che esondi, con esiti disastrosi.


Esultanza: Gilardino e De Rossi

L’ITALIA POCO “GIOVINE” – Da Mondiale a (qualificazione per il) Mondiale. Italia-Paraguay, 14 giugno 2010: l’età media degli Azzurri era di 27.9 anni. Italia-Bulgaria, 6 settembre 2013: età media 28.6 anni. Un paradosso, se è vero che dopo il fallimento sudafricano in molti invocarono un rinnovamento anagrafico, oltre che tecnico (da Lippi a Prandelli). Senza la pretesa di stilare oggi la lista dei convocati per Brasile 2014, sembra però che l’Italia si reggerà ancora sui “vecchi”, come venerdì a Palermo. Buffon (35 anni) e Pirlo (34) saranno l’anima della squadra. Al “Barbera” poi si sono rivisti Thiago Motta (31) e Gilardino (31 anni e 19 gol in azzurro). Un possibile segnale in vista dei Mondiali. E i vari Verratti, Florenzi, El Shaarawy, Insigne? E’ quasi scontato che partiranno dalla panchina. Primum… vincere. E’ vero che non c’è niente di male nell’affidarsi a giocatori esperti. Soprattutto se, rispetto al 2010, la fame di vittorie è rinnovata. L’importante è che l’Italia, in Danimarca e contro l’Armenia, torni a giocare come ha imparato grazie a Prandelli (sull’esempio di Euro 2012). Non come quella scesa in campo al “Barbera”. Poi, come detto: chi sognava un’Italia giovane e arrembante dovrà “accontentarsi” di Balotelli e De Sciglio.

Italia-Paraguay (1-1) 2010: Buffon (32); Zambrotta (33), Cannavaro (36), Chiellini (25), Criscito (23); De Rossi (26), Montolivo (25), Pepe (26), Marchisio (24); Iaquinta (30), Gilardino (27). All. Lippi. Età media: 27.9

Italia-Bulgaria (1-0) 2013: Buffon (35); Abate (26), Bonucci (26), Chiellini (28), Antonelli (26); De Rossi (30), Pirlo (34), Thiago Motta (31); Candreva (26), Insigne (22), Gilardino (31). All. Prandelli. Età media: 28.6

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