Il pagellone della serie A: la Liguria nel segno del flop, Mandorlini e Rudi Garcia le rivelazioni

VOTO 1 SAMPDORIA – Quando alla sesta giornata ti ritrovi con due punti, zero vittorie e un derby perso pesantemente, significa che qualcosa non va. La Samp non è più la squadra dinamica e spettacolare della scorsa stagione. Gabbiadini finora ha perso il confronto con Icardi, che nella passata stagione con 11 reti aiutò i blucerchiati a salvarsi. Mister Rossi dovrà trovare una soluzione al più presto per non cadere nell’oblio.

VOTO 2 BOLOGNA – No Surprises cantavano i Radiohead qualche anno fa, un titolo adatto a indicare questo avvio deficitario degli emiliani, una débacle facilmente pronosticabile già ad agosto. Il 5 a 0 inflitto dalla Roma, è lo specchio di una squadra che ha perso la propria identità. Sarebbe ingiusto attribuire le colpe all’allenatore quando in estate ha visto partire in un batter d’occhio Taider, Gabbiadini, Gilardino e Pasquato senza che nessuna venisse adeguatamente sostituito. L’aver tenuto Diamanti non ha risolto i gravi errori societari e adesso la squadra rischia di affondare.

VOTO 3 GENOA – Un vecchio adagio recita: “Se Atene piange, Sparta non ride”. Non è un caso quindi che sul podio dei flop ci sia anche l’altra squadra di Genova. La vittoria del derby della lanterna è già un lontano ricordo, la gara col Napoli ha fatto registrare la quarta sconfitta stagionale. Va bene il gemellaggio tra le tifoserie, meno in campo tra i giocatori. Il modo con cui la difesa del grifone ha concesso i due gol a Pandev è imbarazzante, specie in occasione del primo gol in cui il macedone ha corso palla al piede indisturbato per 20 metri. Il presidente Preziosi ha già trovato il suo capro espiatorio in Liverani, ma il ritorno del figliol prodigo Gasperini servirà a risollevare una squadra senza ossatura?!

VOTO 4 PREZIOSI – Dietro alla débacle del Genoa non ci può che essere Enrico Preziosi, che come ogni anno, anche a questo giro ha smontato e rimontato la squadra come se fosse un giocattolo (deformazione professionale?). In estate via Birsa, Floro Flores, Granqvist, Jankovic, Acerbi, Immobile, Frey etc. e dentro i vari Fetfatzidis, Vrsaljico, Cofie e Tachtsidis, nomi che farebbero ridere per la loro stravaganza, se non fossero costati alla dirigenza rossoblu la bellezza di 14 mln.

VOTO 5 LOTITO- E’ possibile spendere 19 mln sul mercato, senza cessioni eccellenti e avere delle grosse lacune difensive e un attacco povero? Evidentemente sì e la Lazio di quest’anno ne è la prova. La società ha investito molto sul centrocampo, ma con gli infortuni di Biava, Radu e Klose, la squadra ha mostrato tutti i suoi limiti strutturali. Un mercato mirato a rinforzare la panchina prometteva Tare un mese fa, parole che stonano con le dichiarazioni di Petkovic nel dopo gara contro il Sassuolo: “Paghiamo le troppe assenze“. Il tecnico croato sembra aver bocciato tutti i nuovi arrivati (eccetto Biglia) mostrando delle idee diametralmente opposte a quelle della società. La Lazio di quest’anno è l’esempio di come quantità non sia sinonimo di qualità.

VOTO 6 DI FRANCESCO –  Due punti in classifica che valgono triplo considerando contro chi sono arrivati. Il gol di Zaza al San Paolo ha cambiato la storia di questa squadra, che non scende più in campo nelle vesti di vittima sacrificale, ma gioca in modo pugnace, lottando su ogni pallone e con la voglia di vincere contro qualsiasi avversario. Il cuore di capitan Magnanelli è il simbolo di una squadra che non molla mai. La salvezza non è più un’impresa velleitaria.

VOTO 7 GERVINHO – E’ il motore della Roma delle meraviglie targata Rudi Garcia. In serie A ha già realizzato 1/3 delle reti messe a segno in Premier League, segno che il giocatore si è subito ambientato al calcio italiano. In pochi avrebbero scommesso su di lui, ma in queste prime 6 giornate di campionato l’ivoriano è risultato devastante, mostrando velocità e dribbling impressionanti (chiedere a Antonsson).

VOTO 8 CERCI – Delle 8 reti messe a segno dal Torino in questo primo scorcio di campionato, 5 sono state realizzate dal centrocampista di Velletri.  Ventura l’ha reinventato seconda punta e il giocatore non sta deludendo le aspettative risultando devastante. Una bella realtà per il Torino e per la Nazionale, il Brasile si avvicina…

VOTO 9 MANDORLINI – Era il 6 dicembre 2004 quando la prima esperienza di Mandorlini nella massima serie si chiudeva con un esonero dopo appena 4 mesi. Fino ad oggi, l’Atalanta era stata l’unica squadra che il tecnico di Ravenna aveva allenato in serie A, poi tanta gavetta in serie B. A 53 anni, la carriera di Mandorlini è rinata, grazie al ritorno in serie A dell’Hellas Verona. La squadra veronese è un mix di gioventù ed esperienza che finora ha fruttato 10 punti, come la Lazio, meglio del Milan per citare due grandi del nostro calcio. Iturbe è l’ennesima bella sorpresa di un centrocampo che gira a mille. Per aspera ed astra, questa volta Mandorlini e l’Hellas sembrano aver trovato la via per le stelle.

VOTO 10 RUDI GARCIA – Allenare la Roma dopo il 26 maggio non sarebbe stato facile nemmeno per Mourinho, figurarsi  per un allenatore alla sua prima esperienza in Italia. La Roma gioca bene, vince e diverte. Totti sta mantenendo gli stessi standard di eccellenza della scorsa stagione, Florenzi e Gervinho sono due frecce e la difesa ha finalmente trovato la quadratura del cerchio. Sabato prossimo contro l’Inter ci sarà il primo test impegnativo della stagione (derby escluso), sarà il momento per dimostrare che la cura Garcia non è soltanto un palliativo.

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