Sportmain Interview, Noemi Signorile: “A Ornavasso c’è voglia di affermarsi, in Nazionale torneremo ad alti livelli”

Archiviati gli Europei disputati tra Belgio e Germania, il volley femminile si appresta a vivere la sua 69ma stagione. La partenza è fissata tra sette giorni, il 20 ottobre, tante le giocatrici di livello nel nostro campionato, sperando che quest’anno non sia falcidiato da abbandoni a stagione in corso da parte di team traballanti finanziariamente.
Tra le neopromosse spicca il nome della Pallavolo Ornavasso e proprio qui giocherà Noemi Signorile, palleggiatrice titolare della nazionale azzurra, che abbiamo intervistato.

Non possiamo che iniziare dai freschissimi Europei, con l’Italia eliminata ai quarti di finale. Ti aspettavi questo risultavo o speravi almeno nelle semifinali?

Sinceramente non mi aspettavo il risultato finale che abbiamo raggiunto.
Speravo, anzi, ero convinta che saremmo arrivate in semifinale, per giocarci l’accesso in finale contro la Germania padrona di casa.

Quanto è pesato psicologicamente lo stop contro il Belgio nel girone iniziale?

Non credo abbiamo subito psicologicamente la sconfitta con il Belgio, ne è la prova la successiva netta vittoria con la Polonia. Riguardo alla compagine belga, di sicuro non ci aspettavamo una squadra così agguerrita e con tanta voglia di dimostrare il proprio valore in una kermesse internazionale.

Che sensazioni ti ha dato questo Europeo?

Da ogni esperienza penso che bisogna sempre conservare le positività, senza comunque dimenticare gli errori perché proprio da questi si riparte per migliorare.
Quella vissuta agli Europei è comunque stata una grandissima esperienza e le sensazioni finali sono state sicuramente positive.

Credi che partendo dal nucleo scelto da Mencarelli per l’Europeo si possa costruire una nazionale che possa tornare a primeggiare?

Penso proprio di si: abbiamo in Italia tante giovani talentuose e già nel giro internazionale, possiamo tornare ai livelli più alti.

Parli di palleggiatore in Italia e in campo femminile è durissima, visto che ad alto livello il confronto con Leo Lo Bianco arriva quasi immediatamente. Senti questo peso? Cosa le ruberesti? E chi è stato il tuo modello pallavolistico?

Proprio Leo Lo Bianco è sempre stata il mio idolo pallavolistico fin da ragazzina (11 sono gli anni di differenza tra le due, ndr).
Ho avuto la fortuna di allenarmi con lei sia nel club (alla Foppapedretti Bergamo, ndr) che in nazionale e mi ha sempre dato consigli preziosi.
Sostituirla in maglia azzurra non è certo facile, perché il confronto c’è sempre: lei poi è una grande sia dentro che fuori dal campo, perché è una persona dolcissima e quando sento parlare di cattiveria agonistica penso subito a lei, che con il suo modo sereno fa girare la squadra come poche al mondo, dando sicurezza alle attaccanti.
Non sento però il peso di questo confronto, perché i confronti ci sono e ci saranno sempre, se si vince saranno un po’ meno e se si perde giocoforza ci saranno di più: è la legge dello sport.

A quali allenatori devi maggiormente la tua attuale preparazione?

Ognuno degli allenatori da cui sono stata seguita mi ha insegnato qualcosa che non dimenticherò mai, a partire dal settore giovanile vicino casa passando per il club Italia, le nazionali ed i club.
Nel tempo ho imparato a vedere il lato positivo delle persone cercando di migliorare sempre, naturalmente anche per quanto riguarda i miei allenatori.

Sei piemontese e nella prossima stagione sarai ad Ornavasso, in un team neopromosso ma molto ambizioso. Qual è la prima impressione e quali delle compagne conoscevi già? Con chi ti trovi più a tuo agio?

Non mi sembra vero di essere vicino casa: l’impressione è positiva, il clima qui è sereno e non c’è pressione, ma la voglia di fare e il desiderio di dimostrare il proprio valore sono grandi da parte di tutti.
Conoscevo già l’allenatore Massimo Bellano e mi trovo bene anche con tutte le ragazze: siamo un bellissimo gruppo, staff compreso.

Hai rimpianti per aver lasciato Pesaro?

I rimpianti ci sono sempre quando si cambia un club in cui ti sei trovata bene… a Pesaro mi sono trovata benissimo.

E cosa ci racconti a proposito dell’esperienza di Bergamo?

Dall’esperienza di Bergamo ho imparato molto, le lezioni di vita non finiscono mai, specie nella prima fase di una carriera sportiva.

Molte giocatrici italiane stanno lasciando il nostro campionato per l’Estero. Sei attratta da una possibile esperienza di questo tipo?

E’ vero, sono tante le giocatrici italiane che hanno lasciato il nostro Paese, ma in questo momento questo tipo di esperienza non mi interessa.

Molte colleghe sono ormai conosciute più fuori dal campo (specie attraverso i social, come Facebook e Twitter) che per le gesta sportive. Che rapporto hai con questi media? Cosa ne pensi di questa popolarità spesso slegata dai risultati sul campo?

Anche io, come tutte le ragazze della mia età, utilizzo internet e i social network. Spero però sia il campo a rendermi popolare e non certo Twitter!

Come ti vedi tra 5 anni?

Nel 2018 avrò 28 anni, quindi mi vedo sempre in campo e nel campionato italiano, che nel frattempo mi auguro si possa riprendere dalle ultime tristi vicende che lo hanno riguardato a livello organizzativo e societario.
Spero di raggiungere una buona maturità agonistica, anche se, come detto, non si finisce mai di migliorarsi.

E una volta smessi i panni della regista in campo?

Di sicuro non riesco ancora a pensare una vita lontana dai campi di pallavolo; spero che ciò avvenga il più tardi possibile perché tanta è la passione che ho per questo sport.

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