World Series 2013: Red Sox campioni, nessuno come loro negli ultimi dieci anni

BOSTON – Io ho quel che ho donato” scritta che capeggia al Vittoriale degli Italiani, dimora sfarzosa di D’Annunzio a Gardone Riviera, provincia di Brescia. L’insegnamento del Vate è motto indiretto dei Boston Red Sox, franchigia della Mlb, il campionato di baseball americano, per la precisione della Eastern American League. Perché tanti preamboli dannunziani? Detto fatto: fra le squadre più vincenti nel primo decennio del XX secolo, nel 1920 venne ceduto Babe Ruth agli acerrimi rivali, i NY Yankees, che vinsero trofei su trofei, mentre a Boston l’ultimo successo rimase, fino al 2004, quello del 1918. Ma nove anni fa la svolta, con una rimonta in finale di conference da far accapponare la pelle: da 0 a 3 a 4 a 3 proprio sugli Yankees, e poi via, mattatori (finalmente!) dei St Louis Cardinals, nelle World Series. Poi ancora campioni nel 2007 e, di nuovo, la gloria della notte scorsa, ancora contro i Cardinals, a suggellare un decennio che li ha incoronati come la squadra più continua e vincente degli ultimi anni (seguono a ruota i Giants di San Francisco, vincenti nel 2010 e nel 2012). Vittoria importante questa anche perché quelle del 2004 e del 2007 erano arrivate in trasferta, mentre questa volta sono state le mura amiche di Boston a regalare il successo, proprio come nel 1918.

MAI IN DISCUSSIONE – Le finali non hanno mai lasciato spazio a dubbi, sebbene i Cardinals abbiano vinto due partite casalinghe, anche grazie ad alcune discutibili decisioni arbitrali. Troppo forti i Red Sox, determinati e caparbi, consapevoli dei propri mezzi e, soprattutto, spinti da un pubblico che negli States è difficile trovare, diciamo quasi “europeo”, che a Fenway Park si fa sentire come il famoso dodicesimo uomo nel calcio. Ora Sweet Caroline può tornare a risuonare alta nel cielo di Boston che, ad anni alterni, continua a gioire, grazie anche ai Bruins in Nhl e ai Celtics in Nba.

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