Il pagellone della Seria A: la Roma frena ma tiene, il Verona sempre più rivelazione, al Tardini lo striscione della vergogna

VOTO 10 IL VERONA – Gli scaligeri non fanno più notizia, ma vedere una neopromossa al quarto posto fa sempre impressione. Giocavano bene in serie B, giocano ancora meglio in Serie A. Mandorlini è il direttore di un’orchestra che non ha grandi solisti ma suona bene ovunque. Con il Cagliari ha centrato la sesta vittoria su sei partite in casa. 22 punti come l’Inter, la settima – la Lazio – è a sette lunghezze. Mai così in alto dai tempi dello scudetto. Che altro dire?

VOTO 9 BERARDI E IL SASSUOLO – L’attaccante calabrese del Sassuolo sigla una tripletta, salendo a cinque reti e riportando gli emiliani in corsa per la salvezza dopo un avvio di stagione disastroso. È interessante notare che ha solo 19 anni. Complimenti ed auguri, se il buongiorno si vede dal mattino la Juve farebbe bene a sfruttare la comproprietà…

VOTO 8 CERCI, IL TORO E LA FIORENTINA – I ragazzi di Ventura non fanno la loro migliore partita, ma l’impresa è di quelle che si ricordano; pochi si aspettavano che fosse il Toro a bloccare la Roma dei record, eppure è stato così. Menzione d’onore per Alessio Cerci, ex di turno nato ala e ritrovatosi bomber. Prandelli osserva e sicuramente gradisce. 8 anche all’altra squadra anti-Juve per eccellenza: i viola approfittano della crisi del Milan per vincere ancora e legittimarsi più che mai nella corsa all’Europa League, senza contare che stanno facendo benissimo anche nell’edizione di quest’anno.

VOTO 7 NAPOLI, INTER, GENOA E JUVE – Le prime tre vincono e convincono, la Juve convince meno ma mostra la consueta concretezza e spietatezza. Una menzione particolare a due giocatori: Callejon e Palacio. Il primo è sempre più l’uomo-squadra del Napoli, il secondo sale a sette reti ed è sempre più l’uomo-gol dell’Inter orfana di Milito.

VOTO 6 LA ROMA – Per una volta i giallorossi non vincono e prendono gol. Prima o poi doveva accadere, ma la serie sarà indimenticabile e l’impressione dei ragazzi di Garcia resta buona; la squadra c’è sempre e ai punti poteva anche meritare la vittoria. Il calo dopo le assenze di Totti e Gervinho si vede, ma i giallorossi sembrano assolutamente attrezzati per restare da quelle parti in classifica.

VOTO 5 L’UDINESE – Contro l’Inter è arrivata la sesta sconfitta in campionato, la seconda di fila in casa dove i friulani sembravano imbattibili. I ragazzi di Guidolin sorprendono tutti da anni, e lo stesso tecnico ha sempre trovato l’amalgama. Al momento entrambi questi elementi mancano ed urge ritrovarli.

VOTO 4 LA LAZIO – Sembrava in via di ripresa dopo aver battuto il Cagliari, invece è ripiombata più in giù di prima, perdendo in casa contro un buon Genoa. I ragazzi di Petkovc non sanno più vincere né segnare, si allontanano dalla zona che conta e rischiano anche di perdere l’Europa League. Lotito ha fatto spesso le nozze coi fichi secchi, ma stavolta sembra più dura di altre.

VOTO 3 IL CAGLIARI – Terza sconfitta di fila per gli isolani: il ritorno al Sant’Elia doveva portare serenità ed invece è coinciso con il momento più difficile per i ragazzi di Lopez. Cellino ha una fama di mangia-allenatori e potrebbe farne sfoggio per dare la scossa.

VOTO 2 LA SAMPDORIA – La parentesi delle due vittorie di fila, contro Livorno e Atalanta, sembra essersi chiusa. La Sampdoria è tornata ai bassi livelli di inizio stagione, come testimoniano i quattro gol presi in casa dal Sassuolo.

1 IL MILAN E BALOTELLI – A parte le sconfitte sul campo, sembrano tutti in discussione, dai giocatori ad Allegri a Galliani. Anche l’anno scorso i rossoneri partirono male, ma quest’anno la crisi sembra ancora più acuta e coinvolge anche la sua stella Balotelli, sempre più fuori forma e sempre più nervoso (ammonito anche sabato). E mercoledì si va in casa del Barcellona…

VOTO 0 LO STRISCIONE DEL TARDINI – “Pessotto, o mangi la minestra…”; così recitava uno striscione esposto dalla tifoseria del Parma, un chiaro rimando alla vicenda dell’ex giocatore della Juventus, che nel 2006 tentò il suicidio. Che dire? La società emiliana si è subito dissociata, ma il gesto resta gravissimo e il rischio squalifica del campo altissimo.

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