NFL: i playoff nella AFC (1/2)

Dopo una folle week 17, le squadre entrate nella post season hanno avuto poco tempo per festeggiare, con le Wild Card distanti solo una settimana. Vediamo quindi, squadra per squadra, come le partecipanti ai playoff arrivano al momento più importante ed esaltante della stagione. Partiamo dalla AFC.

#1 DENVER BRONCOS – É bastato un solo tempo domenica contro i Raiders a Peyton Manning per far registrare 266 yard e 4 TD, cifre che gli hanno permesso di superare il record di yard su passaggio in una stagione detenuto da Drew Brees di 5476 (l’ex Colts è arrivato a 5477) e di arrivare a 55 passaggi TD, cinque in più di quelli lanciati da Brady nel 2007 (precedente record). É chiaro che l’attacco dei Broncos sia il più completo della Lega, sia via terra che via aria; nessuno può vantare un trio di ricevitori come Demaryus Thomas, Eric Decker e Wes Welker, che ha però chiuso la stagione regolare in panchina per una commozione cerebrale. Senza contare l’apporto fondamentale del TE Julius Thomas, reduce da una breakout season, di Andre Caldwell, che ha garantito una buona presenza senza Welker in campo (3 TD su 16 ricezioni) e di Knowshon Moreno,  che, dall’arrivo di Manning, ha riguadagnato la forma che aveva portato i Broncos a spendere una scelta alta su di lui, senza venirne pienamente ripagati. Della difesa, invece, non si può dire altrettanto bene. Di certo, non ci voleva l’infortunio ai legamenti per Von Miller, il principale pass rusher della squadra; anche per colpa della squalifica che gli ha fatto saltare le prime quattro partite stagionali, e l’infortunio che ha concluso anzitempo la sua campagna 2013, non è stato certamente il migliore anno dell’ex Texas A&M, ma è anche vero che, senza la sua abilità nello scardinare le linee d’attacco, la secondaria sarà più esposta agli attacchi dei QB avversari, e abbiamo visto come, anche con Miller, il reparto guidato da Jack Del Rio, fosse tutt’altro che impenetrabile.

I Broncos, neanche a dirlo, saranno trascinati dal loro attacco, ma la difesa deve dare maggiori garanzie.

Image and video hosting by TinyPic

#2 NEW ENGLAND PATRIOTS – Un’altra squadra con seri problemi difensivi, e di infortuni, è New England. Di sicuro, dei Patriots abbiamo apprezzato più volte in stagione la capacità di rimontare (come visto contro Cleveland, Houston e, soprattutto, Denver). La squadra di Belichick è 26esima in classifica per quanto riguarda la difesa, con 373 yard concesse a partita e 13esimi per quanto riguarda le yard su passaggio concesse. Il lavoro di Aqib Talib e Devin McCourty sarà fondamentale contro gli attacchi esplosivi che i Pats dovranno affrontare nei playoff, mentre Chandler Jones dovrà continuare sulla strada intrapresa in regular season (dove ha guidato la squadra in sack, con 11.5), essendo l’unico pass rusher di New England capace di portare pressione agli attacchi avversari. Bisogna dare merito a Tom Brady di essere riuscito a fare tanto con (relativamente) poco, quest’anno, con un attacco privo di stelle ma con tanti giocatori che alla fine hanno avuto modo di rivelarsi utili, come Julian Edelman (105-1056-6), il vero go-to-guy di Brady, visti gli infortuni che hanno tormentato tutto l’anno il reparto ricevitori, e LeGarrette Blount, arrivato per poco e niente dai Bucs, e capace, con il suo fisico e la sua elusività (non comune per uno di quella stazza), di guidare il backfield in una stagione non certamente consistente per i suoi compagni di ruolo Shane Vereen e, soprattutto, Steven Ridley.

La squadra ha Brady (e già basterebbe) ed è ovviamente ben allenata, ma molto probabilmente non basterà per il titolo.

#3 CINCINNATI BENGALS – Insieme ai Kansas City Chiefs, i Bengals hanno la difesa più tosta tra le squadre ai playoff nella AFC, il tutto senza i loro due migliori giocatori, Geno Atkins e Leon Hall, tra i top interior linemen e cornerback nella Lega, rispettivamente. Così come è avvenuto con l’attacco dei Patriots, la difesa di Cincy è stata particolarmente abile a non perdere efficacia in difesa pur senza i suoi migliori interpreti, segno tangibile del grande lavoro che, dal 2011 ad oggi, sta svolgendo il DC Jay Gruden, a cui si deve anche la valorizzazione di giocatori caduti in disgrazia (come il CB “Pacman” Jones) o che rischiavano di farlo, come Vontaze Burfict, non scelto al draft 2011 per timore del suo carattere difficilmente gestibile, ed ora uno dei leader nei tackle della NFL.

Chi deve dimostrare ancora parecchio è Andy Dalton, reduce dalla miglior stagione della sua pur breve carriera, ma ancora discontinuo e propenso ad errori tanto banali quanto marchiani nella gestione del pallone (ne abbiamo avuto un esempio non più tardi di domenica contro i Ravens). L’emergere di Marvin Jones e di Tyler Eifert non può che aver giovato al rendimento di Dalton, così come l’arrivo di Gio Bernard, abilissimo ricevitore fuori dal backfield e pericolosissimo con il pallone in mano. Tuttavia, rimane l’idea che, per spazzare via le voci che lo vedono inadeguato al ruolo di QB titolare in una squadra che vuole vincere, tutto quello che Dalton deve fare è incominciare ad avere successo nei playoff. Più facile da dire che da fare, ma l’esempio di Flacco è, a questo proposito, molto indicativo e molto vivido nella mente degli appassionati.

Image and video hosting by TinyPic

#4 INDIANAPOLIS COLTS – Nonostante sia una squadra con tanti elementi giovani, gli Indianapolis Colts hanno dato prova di essere comunque una squadra temibile, avendo battuto quest’anno, tra gli altri, Broncos, Seahawks e Chiefs. Non sono mancati, però, i passi falsi, come quelli, fragorosi, contro Rams e Cardinals, che, comunque, in una squadra per certi versi inesperta sono da mettere in conto. Andrew Luck sta continuando il suo processo di crescita, arrivato decisamente a buon punto; è un giocatore decisamente maturo, che tende a prendersi pochi rischi e a fare spesso la scelta giusta, ed inoltre ha grandi doti di leadership, avendo già preso in mano, con successo, l’attacco dei Colts (anche grazie all’aiuto di Pep Hamilton, OC della squadra ed ex Stanford, alma mater di Luck). Trent Richardson ha decisamente deluso le attese, fino ad ora: a preoccupare non sono tanto i tre TD messi a segno finora in maglia Colts, considerando anche la presenza di Donald Brown, con cui condivide il backfield, quanto le 2.9 YPC, causa soprattutto di una offensive line molto debole. La difesa può contare su Robert Mathis, il miglior pass rusher della squadra, nonché leader dei sack in NFL, mai così dominante come ora, a 33 anni, mentre traballa la secondaria, che verrà messa alla prova in questi playoff contro alcuni dei migliori attacchi della Lega.

#5 KANSAS CITY CHIEFS – La partita contro i Chargers, giocata con 2 titolari e 20 riserve, ha mostrato la grande profondità di cui la squadra di Andy Reid è dotata, soprattutto sul lato difensivo, che ha davvero messo in crisi l’attacco esplosivo di San Diego, e che testimonia il grande lavoro svolto dal DC Bob Sutton nel mettere insieme tanti giocatori di livello (ben sei nominati allo scorso Pro Bowl nonostante il record disastroso dei Chiefs) per creare una delle più toste difese della Lega. Addirittura, ci sono quasi più playmaker in questo reparto (Tamba Hali, Justin Houston ed Eric Berry, per citarne alcuni) che in attacco. Alex Smith non ha a disposizione un eccellente reparto ricevitori; Dwayne Bowe (decisamente non reduce dalla sua miglior stagione), Donnie Avery e Dexter McCluster (molto più a proprio agio come ritornatore) non costituiscono un arsenale esattamente temibile, e così il peso dell’attacco graverà quasi interamente sulle spalle di Jamaal Charles, reduce da una stagione da MVP, nonché leader dei Chiefs in ricezioni, con 70.

La difesa giocherà un ruolo fondamentale, ma Alex Smith deve trovare più alternative in un attacco troppo incentrato su Charles.

#6 SAN DIEGO CHARGERS – Dopo la sconfitta contro i Cincinnati Bengals, i Chargers hanno infilato una serie di quattro vittorie consecutive, compresa quella, fondamentale, in casa dei Denver Broncos e, con tanta sofferenza e un po’ di fortuna, e anche merito, ci mancherebbe, sono riusciti a raggiungere la sesta testa di serie nei playoff, che dopo quella partita sembrava ormai pregiudicata. La difesa rimane sicuramente il tallone d’Achille, ma almeno si è compattata, soprattutto la secondaria, grazie al sempre presente Eric Weddle (scelto anche al Pro Bowl). La linea difensiva è giovane e ha margini di miglioramento ma in questa stagione è stata spesso incapace di arrivare al QB e generare palle perse, mettendo eccessiva pressione su una secondaria già di per sé non eccelsa: risultati migliori, invece, quelli ottenuti contro le corse avversarie. Coach Mike McCoy ha il merito di aver rigenerato un intero attacco, da Rivers, efficace e accurato come non era da tre anni, alla linea offensiva, che ha tenuto molto bene, se pensiamo al talento medio dei suoi componenti (D.J Fluker ha tutto per essere l’àncora del reparto negli anni a venire), passando per Ryan Mathews, capace finalmente di mettere in mostra il suo talento, libero da problemi fisici di seria entità (però più di una volta ha giocato sul dolore, come domenica contro KC), arrivando a registrare il suo record personale di yard guadagnate su corsa, con 1255.

In questi playoff, avere una produzione maggiore dalla linea difensiva sarebbe un grande risultato, in attesa di vedere dove Rivers saprà portare questi sorprendenti Chargers.

"Image

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *