NFL: i playoff nella NFC (2/2)

#1 SEATTLE SEAHAWKS – Cosa si può dire, che non sia già stato detto, di quella che per molti è la miglior squadra della Lega? Seattle arriva ai playoff con il vantaggio del fattore campo, e sappiamo quanto sia difficile giocare contro di loro in un ambiente ostile, che ha visto solo una squadra ospite (Arizona) prevalere nelle ultime due stagioni. Da una parte Russell Wilson (una stagione da MVP, per lui, se non fosse per Peyton) e Marshawn Lynch, dall’altra la Legion of Boom, la secondaria più impenetrabile della NFL in una difesa che concede 14.4 punti a partita e 273 yard di media.

In attesa di capire che ne sarà di Percy Harvin, quello che in estate era stato individuato come il pezzo mancante per dare a coach Carroll un attacco da titolo, per la profondità del roster, l’equilibrio tra attacco e difesa e il vantaggio di giocare in casa fino ad una eventuale finale di Conference, i Seahawks non possono non essere considerati la squadra da battere nella NFC.

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#2 CAROLINA PANTHERS – La bye week arrivata subito, alla quarta giornata, deve aver fatto proprio bene a Carolina, che, dopo una sconfitta subito dopo la giornata di riposo, ha collezionato 11 successi nelle restanti dodici partite, grazie ad una delle difese più arcigne del campionato e ad un Cam Newton maturato notevolmente al suo terzo anno tra i pro. Come già accennato, i front seven sono un vero incubo per gli attacchi avversari, grazie alla onnipresenza del giovane linebacker Luke Kuechly (156 tackle per lui) e a Greg Hardy, che ha guidato la difesa dei Panthers con i suoi 15 sack. Due gli interrogativi sulla squadra di Ron Rivera (probabile Coach of the Year). Innanzitutto, un reparto ricevitori ridotto all’osso (Steve Smith ormai sente il peso dell’età e dei guai fisici e Ted Ginn e Brandon LaFell sono buoni giocatori ma nulla più: Greg Olsen è sicuramente il bersaglio preferito di Newton, nonché il più affidabile), il che non aiuta Cam Newton, che potrebbe essere costretto ad usare molto le gambe per creare pericoli alle difese, e un’esperienza a livello di playoff non elevata per molti dei componenti di questa squadra.

#3 PHILADELPHIA EAGLES – Esattamente a metà stagione, dopo la partita a New York contro i Giants, i Philadelphia Eagles avevano perso 5 partite, cominciando ad alimentare i dubbi sul metodo di gioco di Chip Kelly e sulla sua adattabilità alla NFL dopo i successi ottenuti nella NCAA. Particolare non trascurabile, Phila giocò quella partita con Matt Barkley titolare, a causa degli infortuni a Michael Vick e Nick Foles. Merito di Kelly è stato quello di affidarsi a Foles anche dopo la guarigione di Vick, e il QB da Arizona la ha ampiamente ripagata, con otto partite di grande livello (7-1 il record), con soli 2 intercetti e una percentuale di completi spaventosa per chiunque, a maggior ragione per un ragazzo così giovane. L’attacco degli Eagles ruota attorno a Shady McCoy, primatista di yard su corsa in questa stagione (con 1607), e sarà proprio lui a guidare Foles contro una difesa indubbiamente di livello come quella dei Saints, che però ha faticato incredibilmente in trasferta. A proposito di difesa, quella di Philadelphia preoccupa, e non poco, a causa delle 394 yard a partita subite, che non avrà certo vita facile contro Drew Brees & Jimmy Graham.

Dopo un inizio balbettante, gli Eagles hanno cominciato a sorprendere, e ci sono tutti gli ingredienti perché la sfida con NOLA sia spettacolare ed incerta.

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#4 GREEN BAY PACKERS – Dopo sette settimane lontano dai campi, Aaron Rodgers non poteva scegliere momento migliore per rientrare. La vittoria nello scontro divisionale contro i Bears ha garantito alla squadra del Wisconsin la partecipazione ai playoff (che fino a poche giornate fa sembrava utopia), tuttavia in maniera davvero rocambolesca, grazie ad un passaggio TD da Rodgers a Randall Cobb (anche lui rientrato dopo aver saltato praticamente tutta la stagione) con 45 secondi da giocare. La partita di A-Rod è stata tutt’altro che perfetta, dopo un mese e mezzo di assenza per infortunio ci sta, ma è stata abbastanza per qualificare i suoi e renderli così la mina vagante nella NFC, a prescindere dal record finale. Il ritorno di Rodgers e Cobb, insieme a Lacy, Nelson e Jones creerà non pochi problemi alla difesa dei 49ers, ma è proprio la difesa dei gialloverdi a preoccupare, soprattutto quella sulla corsa, una delle peggiori della Lega: contro Frank Gore e Colin Kaepernick non è il miglior biglietto da visita.

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#5 SAN FRANCISCO 49ERS – Dopo le pesanti sconfitte iniziali contro Seattle e Indianapolis, San Francisco si è rimessa in carreggiata, non senza qualche timore, visti gli scivoloni di metà stagione contro Carolina e New Orleans. La difesa non è sempre apparsa dominante come lo scorso anno, ma rimane una delle top 5 in NFL. Qualche perplessità l’aveva destata invece Colin Kaepernick, che ha dovuto attendere di avere tutti i suoi ricevitori a disposizione per ritrovare la forma migliore. L’approccio dei Niners è decisamente vecchio stile, difesa solida e running game efficace, guidato da un Frank Gore non più giovane ma fiancheggiato a dovere da Kendall Hunter che lo ha affiancato (e sostituito) nel backfield per farlo arrivare fresco ai playoff.

San Francisco ha tutto, esperienza e solidità in attacco e difesa per fare una lunga corsa nei playoff, e, perché no, giocare a New York tra un mese.

 

#6 NEW ORLEANS SAINTS – Nel corso della stagione, abbiamo visto le due facce dei Saints, quella casalinga e quella da trasferta. Per le seconda volta in tre stagioni, New Orleans ha terminato la stagione senza sconfitte al Mercedes Benz SuperDome, trascinata da un attacco che non ha mai segnato meno di 23 punti e da una difesa che, grazie a Rob Ryan, è riuscita a ricompattarsi dopo il disastro della stagione precedente. In trasferta, invece, abbiamo visto i peggiori Saints (sì, anche Drew Brees) sotto tutti i punti di vista, concedendo anche 26 e 27 punti rispettivamente a Jets e Rams, non esattamente gli attacchi più pericolosi del campionato. Ed ora, la squadra di Sean Payton non si trova nella più invidiabile delle posizioni, dovendo affrontare una trasferta a Philadelphia, con il rischio maltempo, ed, eventualmente, anche una gita a Seattle, di cui conosciamo ormai bene l’ambiente. Certo, quando hai Drew Brees, Jimmy Graham e Marques Colston hai abbastanza talento per perforare qualunque difesa; ma le assenze di Jabari Greer e di Kenny Vaccaro, unite all’allergia mostrata finora da Brees e compagni alle gare fuori dalle mura amiche, non rendono questi Saints una candidata intrigante al passaggio del turno e, più in generale, ad una lunga corsa nei playoff.

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