Pagine Bianconere #5 – “Numero 1” di Gigi Buffon

Dino Zoff lo ha definito il miglior portiere che ci sia mai stato in Italia; miglior portiere UEFA, portiere più bravo della storia, secondo classificato per il Pallone d’Oro 2006. Numero uno tra i numeri uno, Gigi ‘Superman’ Buffon racconta la sua storia: dagli esordi con Parma e Juventus al suo primo Mondiale in azzurro, dal tunnel della depressione a Calciopoli, in “Numero 1” (2008) non sono tralasciate le Black Stories di gioventù. Perchè non è da tutti parare i rigori, è da numeri uno raccontarsi senza rete.

Nato in una famiglia di sportivi, il giovane Gigi Buffon è un ragazzo come un altro: vive per il calcio ed è anche un po’ ‘scapestrato’, perchè anche coi miliardi, il cervello è quello, per citare mamma Maria Stella. Amante delle uscite con gli amici e le domeniche in curva (cui è dedicato un intero capitolo), Buffon comincia la sua carriera come centrocampista del Canaletto e del Bonascola, dove è anche rigorista; a 14 anni approda a Parma, dove viene messo tra i pali: Ero il numero 1. Per il momento era solo il numero sulla mia maglia. Un inizio. O una promessa. Dalla Primavera alla Serie A (con lo storico Parma-Milan del ’95), senza passare per la B. A 18 anni è titolare fisso. Nel frattempo è già stato convocato nell’Under 15 azzurra. Nello spareggio Russia-Italia per il Mondiale ’98, con la Nazionale maggiore, Peruzzi è assente e durante il match si fa male Pagliuca, secondo portiere. Il primo pensiero è…speriamo che rientri. Prima per lui. E poi per me. Le condizioni di esordio non sono proprio rassicuranti: a Mosca, sotto zero, ingresso a freddo…c’è Fabio ‘Canna’ Cannavaro a tranquillizzare Gigi: Tranquillo Gigi. Come al solito. E per rasserenarmi pensa bene di segnarmi lui il primo gol che prendo in Nazionale.

Nell’estate 2001 Gigi capisce che è ora di lasciare Parma. Non mancano le offerte, dalla Roma e dal Barcellona (che offrì 110 miliardi), poi la telefonata di Moggi al procuratore, con la sua solita verve persuasiva: Dove c**** vai in giro per l’Europa? Vieni domani in sede che ti aspetto. Così Buffon arriva a Torino. Inizialmente una scelta professionale. Solo più tardi sarebbe stata una cosa diversa, di fronte al futuro incerto che si faceva avanti al ritorno in Italia dopo il Mondiale.

Gigi Buffon dice di non aver mai dato troppa importanza al denaro. Lo ha sempre intuito, e lo capisce perfettamente quando nell’anno 2003-04 si vede costretto ad andare per un periodo da una psicologa, lui che è sempre stato ‘il miglior psicologo di se stesso’: Mi resi conto che i soldi con la tua vita non c’entrano nulla, non c’entrano coi valori, con quello che hai imparatoMarilyn Monroe una volta ha detto: “Meglio piangere su una Rolls Royce che in un tram affollato”. Bè, aveva torto.

“Numero 1” è un viaggio alla scoperta di aneddoti e princìpi legati al portiere che ormai tutti amiamo. Consigliato a chi, per dirla alla Caressa, deve affrontare i propri timori e incertezze, ribaltandole a proprio vantaggio per diventare ancora più forte. Nel gioco e nella vita. Come Gigi Buffon.

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