Ancora un negativo “giorno dopo” in casa Inter

MILANO – E’ il giorno dopo. Uno dei tanti giorni dopo una prova deludente che lascia non solo l’amaro in bocca ma anche la netta sensazione che qualcosa debba cambiare velocemente. Una consapevolezza che, in casa Inter, c’era già prima della trasferta, disfatta, allo Juventus Stadium ma che oggi si fa sentire sempre più pesante.

Lo si intuisce dai commenti dei protagonisti che sono ormai passati da “peccato perché non abbiamo meritato di perdere” a “con il lavoro e la volontà torneremo a vincere”. Un cambiamento nella visione di una situazione che da troppo tempo si trascina in una lunga discesa verso il baratro. Quel baratro in cui i nerazzurri sono finiti e che molto probabilmente li terrà ingabbiati fino alla fine della stagione. Gli obbiettivi sono andati man mano diminuendosi di numero e di importanza. Ora non rimane che la speranza di un ritorno almeno in Europa League, traguardo non così scontato.

E allora è ovvio che le cause devono non solo essere cercate ma essere trovate, velocemente. Il tecnico? Certo qualche colpa ce l’ha anche lui ma è anche vero che l’organico che gli è stato messo a disposizione non è certo di “ottima qualità”. Giocatori datati e poco motivati, giocatori non fortissimi arrivati da più fronti per un mercato che, come detto fin troppe volte, è deludente da molto tempo, non possono far dormire sonni tranquilli a Mazzarri. E poi è ovvia entrare in quel circolo vizioso che imprigiona le squadre che non ottengono risultati: prestazioni mediocri tolgono entusiasmo e voglia di fare e questo causa altre partite da buttare. Non parliamo però solo della gara contro la Juventus. Certo il risultato è pesante ma è pur vero che molto “grandi” sono cadute malamente in quel di Torino. Quello che preoccupa sono i punti persi con le “piccole”, con tutte il rispetto che gli deve essere tributato. Questo è il punto sul quale tutti devono lavorare per il prossimo futuro, per cercare di salvare il salvabile.

Chissà i nuovi arrivati, una volta integrati, potranno cambiare qualcosa, ma non tutto. Serve un’inversione di marcia mentale. Se lo meritano alcuni dirigenti, neo presidente compreso, ma soprattutto se lo meritano i tifosi che fino ad oggi hanno mantenuto la calma, ma fino a quando resisteranno?

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